Slovenia, il nuovo governo sarà presentato a fine settembre

    Ago 5th, 2014
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    Milan Brglez

    Milan Brglez

    Venerdì scorso a Lubiana si è tenuta la sessione inaugurale della nuova Assemblea nazionale uscita dalle elezioni del 13 luglio. Ad essere eletto presidente del Parlamento è stato Milan Brglez, esponente del nuovo partito SMC di Miro Cerar che ha stravinto la competizione elettorale. Brglez è stato individuato come una figura di garanzia da un’ampia maggioranza dell’Assemblea: ha infatti ottenuto 66 voti, un solo voto contrario e 19 astensioni. A favore, oltre al partito di maggioranza relativa e ai suoi possibili alleati di governo (Socialdemocratici, Pensionati, Nuova Slovenia e il partito dell’ex premier Alenka Bratušek), hanno votato anche i sei deputati di Sinistra Unita. Quarantasei anni, politologo e docente universitario al Dipartimento di Scienze sociali dell’Università di Lubiana, Brglez ha accettato la candidatura dopo che l’ex ministro degli Esteri e leader del partito dei Pensionati, Karl Erjavec, è finito nella rosa ristretta di nomi che il governo uscente ha fornito a Jean-Claude Juncker per la scelta del nuovo commissario europeo del paese. In realtà, tra i nomi indicati al nuovo presidente della Commissione c’è anche l’ex premier Bratušek, che sembra avere più possibilità di Erjavec di ottenere l’incarico di commissario, anche per permettere a Juncker di riuscire ad avere, come promesso, almeno dieci donne nella sua squadra.

    Proprio l’incertezza sul nuovo commissario europeo per la Slovenia ha fatto pronunciare a Erjavec parole che suonano come un primo campanello d’allarme per il prossimo primo ministro Miro Cerar. Il leader dei Pensionati ha infatti lasciato intendere che, dalle trattative per la formazione del nuovo governo, si attende per il suo partito tre ministeri, l’indicizzazione delle pensioni in caso di crescita economica superiore al 2 per cento, un bonus per i pensionati, ma anche la presidenza dell’Assemblea, soprattutto nel caso in cui egli stesso non dovesse essere nominato commissario europeo. Inoltre, Erjavec ha affermato di non aver voluto correre per la presidenza dell’Assemblea nel corso della prima seduta proprio perché la coalizione di governo non è ancora definita, lasciando intendere di poter subentrare a Brglez in un secondo momento. In realtà, i Pensionati, con i loro dieci deputati, saranno una componente importante, benché forse non decisiva, della prossima alleanza di governo, che a sorpresa potrebbe coinvolgere anche il partito di centro-destra Nuova Slovenia.

    Cerar ha comunque escluso un cambio alla presidenza del Parlamento nei prossimi mesi. «L’Assemblea nazionale è un’istituzione molto importante e non è responsabile proporre un candidato temporaneo», ha affermato il premier in pectore. Cerar ha anche annunciato che il nuovo governo non vedrà la luce prima della seconda metà di settembre. I nodi da sciogliere riguardano i punti del programma divergenti tra i diversi partner di coalizione. Nuova Slovenia-Partito Popolare Cristiano, con i suoi 5 seggi, chiede attenzione alle pensioni e alla riforma sanitaria, ma anche una riforma del sistema giudiziario, una riforma del mercato del lavoro che renda più facili i licenziamenti e misure per stimolare l’economia attraverso la riforma fiscale. Al tempo stesso chiede però che non venga toccata la legge sulla famiglia (per impedire l’approvazione dei matrimoni gay) e quella sulla libertà religiosa. Ovviamente di parere opposto è Dejan Židan, nuovo leader dei Socialdemocratici, partito che ha conquistato 6 seggi alle ultime elezioni. Židan ha criticato le richieste della leader di Nuova Slovenia, Ljudmile Novak, definendole troppo ultimative per un negoziato tra forze politiche di diversa estrazione. Nel nuovo Parlamento sloveno c’è anche un rappresentante della minoranza etnica italiana, Roberto Battelli, eletto ininterrottamente fin dal 1990 in tutte le legislature, che sul suo appoggio al governo ha affermato: «Vedremo che tipo di impegno vi sarà nella coalizione di governo per quanto riguarda la situazione delle comunità etniche. Non firmerò cambiali in bianco».

    @StefanoSavella

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