Commissione europea, per Juncker ancora poche caselle da riempire

    Ago 29th, 2014
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    Fonte: Europe Decides

    Fonte: Europe Decides

    Nel vertice europeo di domani a Bruxelles verranno perlopiù ratificate alcune nomine per la nuova Commissione europea già indicate dagli Stati membri e accolte dal presidente Jean-Claude Juncker. Sono infatti già 23 su 28 i paesi che hanno proposto il proprio nome, anche se sarà poi Juncker ad affidare a ciascuno di loro i settori di competenza. Federica Mogherini è sempre più certa di ottenere l’incarico di Alto rappresentante della politica estera dell’Unione; uno dei suoi due contendenti più qualificati, il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, ha visto infatti scendere le sue quotazioni man mano che ha preso piede l’indicazione per il ruolo di presidente del Consiglio europeo del premier del suo paese, Donald Tusk, peraltro giunto quasi al termine del suo secondo mandato (per le elezioni parlamentari si dovrebbe votare in Polonia nell’ottobre 2015). Tusk è sostenuto da David Cameron e dagli altri capi di Stato e di governo di centro-destra, mentre la Francia sostiene la premier danese, la socialdemocratica Helle Thorning-Schmidt. L’ago della bilancia sembra pendere al momento a favore del primo, mentre sono in netto ribasso le quotazioni del francese Pascal Lamy.

    A competere con Mogherini resta al momento solo la bulgara Kristalina Georgiova, mentre nei giorni scorsi era stata lanciata per la carica di Alto rappresentante anche la candidatura dell’ex premier lettone Valdis Dombrovskis. La ministra degli Esteri italiana, che con i suoi 41 anni sarebbe la più giovane ad aver mai ricoperto quella carica, dovrà ancora superare le resistenze dei paesi baltici: il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, ha già dichiarato che è necessario che ricopra quel ruolo qualcuno che abbia esperienza e grande conoscenza della situazione in Russia, facendo intendere che Mogherini non possiede queste qualità. Georgiova, inoltre, gode del dichiarato sostegno della Polonia, nel caso in cui a Sikorski (o a un altro rappresentante polacco) venga affidato un portafoglio economico. Ma davanti alla nomina di Tusk, il veto della Polonia sulla ministra italiana potrebbe indebolirsi.

    Tra i 23 nomi della nuova Commissione giù confermati, ci sono 4 ex primi ministri (tra cui lo stesso Juncker, ma anche il finlandese Jyrki Katainen, l’estone Andrus Ansip e il lettone Valdis Dombrovskis) e otto commissari uscenti. Di questi ultimi, alcuni dovrebbero ottenere lo stesso portafoglio degli ultimi cinque anni, come l’austriaco Johannes Hahn agli Affari regionali, lo slovacco Maroš Šefčovič alle Relazioni interistituzionali, la svedese Cecilia Malmström agli Affari interni. Altri sono in ballottaggio per ottenere la guida di un settore considerato più importante: la bulgara Kristalina Georgieva agli Esteri, il croato Neven Mimica alla Pesca (ma dovrà superare la concorrenza della maltese Karmenu Vella), il tedesco Günther Oettinger al Commercio (in modo da poter seguire da vicino le trattative per il TTIP). Il rumeno Dacian Ciolos e il finlandese Jyrki Katainen vorrebbero conservare il proprio portafoglio rispettivamente all’Agricoltura e agli Affari economici e monetari, ma il primo è in ballottaggio con il nuovo commissario spagnolo Miguel Arias Cañete (ma la Romania, pur di conservare questa posizione, è pronta a mettere in campo una donna, Corina Cretu), il secondo deve superare la concorrenza del francese Pierre Moscovici.

    Cinque paesi devono ancora ufficializzare la loro indicazione per la Commissione. In Belgio, sembra avere buone chance l’eurodeputata liberal-democratica Marianne Thyssen, che andrebbe così a rinfoltire la finora scarsa rappresentanza femminile (Juncker aveva promesso un numero minimo di dieci donne nella nuova Commissione). Per l’Olanda, la scelta dovrebbe ricadere sul presidente uscente dell’Eurogruppo Jeroen Dijesselbloem, che dovrebbe essere sostituito dal ministro dell’Economia spagnolo Luis de Guindos, oppure sul ministro degli Esteri Frans Timmermans. Danimarca e Slovenia hanno affidato a Juncker una rosa di tre nomi tra cui scegliere: in Slovenia sembra però tramontata la candidatura forte dell’ex premier Alenka Bratusek, a favore di quelle del ministro degli Esteri e leader del partito dei Pensionati Karl Erjavec e dell’eurodeputata socialdemocratica Tanja Fajon. Cipro ha affidato a Juncker la scelta tra due nomi: l’eurodeputato del PPE Christos Stylianides e il deputato del partito europeista del paese, Demetris Syllouris.

    @StefanoSavella

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