Elezioni in Europa nel 2015: dove, quando, perché

Dic 31st, 2014
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In Europa e ai suoi confini, il 2015 sarà un anno intenso dal punto di vista elettorale. Rinnoveranno i parlamenti nazionali importanti Stati membri (Regno Unito e Spagna su tutti) ma anche paesi dall’alta rilevanza geopolitica (come Israele). E anche laddove non sono in programma elezioni a carattere nazionale, si svolgeranno importanti test su base regionale. In questo elenco, gli appuntamenti da tenere sotto osservazione.

Bielorussia – Elezioni presidenziali il 15 novembre. Ma se Alexander Lukashenko, presidente dal 1994, negherà ancora una volta all’opposizione la possibilità di fare campagna elettorale, i risultati non saranno riconosciuti dalla comunità internazionale.

Croazia – Secondo turno delle elezioni presidenziali l’11 gennaio, e poi un anno di campagna elettorale per le politiche, che dovrebbero tenersi a dicembre. Il centro-sinistra al governo dal 2011 deve recuperare terreno nei confronti del centro-destra, uscito vincitore alle ultime europee.

Danimarca – Le elezioni politiche si svolgeranno probabilmente a settembre, al termine della legislatura del governo socialdemocratico di Helle Thorning-Schmidt. Nei sondaggi è in vantaggio il centro-destra ed è atteso un consistente incremento di consensi per il partito del popolo danese, euroscettico di estrema destra, che ha vinto le ultime europee.

Estonia – Elezioni politiche il 1° marzo, le prime del 2015 in un paese dell’Unione Europea. Attualmente al governo c’è una coalizione di centro-sinistra tra il partito liberale del 35enne premier Taavi Rõivas e il partito socialdemocratico.

Finlandia – Elezioni politiche probabilmente il 19 aprile. Il partito Coalizione Nazionale di centro-destra del premier Alexander Stubb è in calo nei sondaggi, ma per formare un governo sarà comunque necessaria un’alleanza tra più partiti, com’è consuetudine in Finlandia.

Francia – Elezioni dipartimentali il 22 marzo (primo turno) e il 29 marzo (secondo turno tra le coppie di candidati, un uomo e una donna, che avranno superato il 12,5% degli elettori, non dei votanti, al primo turno). Occhi puntati sul Front National di Marine Le Pen, che resta in testa ai sondaggi.

Germania – Previste soltanto due elezioni regionali: comincia la città-Stato di Amburgo, il 15 febbraio, a seguire quella di Brema, il 10 maggio. Da monitorare anche qui l’andamento di Alternativa per la Germania (dopo il successo delle europee e delle elezioni regionali in Sassonia, Brandeburgo e Turingia) e la tenuta dei partiti maggiori al governo del paese.

Grecia – Elezioni politiche anticipate il 25 gennaio. Il 7 febbraio primo scrutinio del nuovo parlamento per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Israele – Il premier Bibi Netanyahu ha convocato le elezioni anticipate per il prossimo 17 marzo, poco più di due anni dopo quelle precedenti. In uno scenario politico sempre frammentato, l’incremento di consensi per la destra religiosa potrebbe risultare decisivo, specialmente se dovesse confermarsi il crollo di Yesh Atid, il partito laico che fu la sorpresa delle elezioni del gennaio 2013.

Italia – Gennaio sarà il mese dell’elezione presidenziale. A maggio, election-day con il voto in sette regioni (Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia) e in numerosi comuni. Sempre che non si aggiungano le sempre vagheggiate elezioni anticipate anche per il Parlamento.

Lituania – Elezioni amministrative il 1° marzo.

Malta – Elezioni amministrative, probabilmente a marzo.

Norvegia – Elezioni amministrative il 14 settembre.

Olanda – Il 18 marzo si voterà in tutte le dodici province del paese per il rinnovo delle rispettive amministrazioni. Un voto importante perché saranno i nuovi consigli provinciali, al loro interno, a eleggere il 26 maggio successivo i 75 componenti del Senato. La camera alta non può emendare i disegni di legge ma può pur sempre rigettarli, come è accaduto recentemente con la riforma sanitaria.

Polonia – Anno decisivo per il paese del nuovo presidente del consiglio europeo Donald Tusk. In primavera ci sarà l’elezione diretta del presidente della Repubblica, dove si potrebbe replicare la sfida del 2010 tra il candidato moderato, l’uscente Bronisław Komorowski, e Jarosław Kaczyński, fratello dell’ex presidente Lech. Pochi mesi dopo, probabilmente in ottobre, le ancor più importanti elezioni politiche, nelle quali il partito moderato di centro-destra Piattaforma civica della premier Ewa Kopacz dovrà confrontarsi soprattutto con la destra di Diritto e Giustizia.

Portogallo – Tra settembre e ottobre sono previste le elezioni politiche, nelle quali si potrebbe assistere a un  arretramento dei due principali partiti, quello social-democratico di centro-destra attualmente al governo e quello socialista all’opposizione.

Regno Unito – Le elezioni più attese dell’anno si svolgeranno giovedì 7 maggio. Lo scenario politico è frammentato come non mai: in testa nei sondaggi resta il partito laburista di Ed Miliband, ma senza sfondare; il partito conservatore del premier David Cameron punterà a una rimonta, ma dovrà vedersela con l’erosione di consensi alla sua destra da parte dell’Ukip di Nigel Farage, vincitore delle ultime elezioni europee. In Scozia il partito nazionalista si appresta a eleggere un congruo numero di deputati in grado di diventare l’ago della bilancia. Perderà invece peso, seppur non del tutto, il partito liberal-democratico, alleato di minoranza di Cameron negli ultimi quattro anni e mezzo. Sempre il 7 maggio si svolgerà una tornata di elezioni amministrative.

Slovacchia – Il 7 febbraio referendum per inserire in Costituzione il divieto di matrimoni tra persone dello stesso sesso, contro le adozioni per le coppie gay e l’educazione sessuale nelle scuole (ma il quorum è fissato al 50% ed è stato raggiunto solo una volta in passato).

Spagna – Si svolgeranno in autunno, tra ottobre e novembre, le elezioni politiche dall’esito probabilmente più incerto di tutte. Il Partito popolare del premier Mariano Rajoy sarebbe, secondo i sondaggi, scavalcato sia dal partito socialista che da Podemos, nuova formazione di sinistra reduce dal successo delle europee. Tre partiti dalla difficile, se non impossibile, convivenza al governo, che potrebbero condurre il paese a una lunga fase di instabilità politica. Le elezioni politiche saranno precedute, il 24 maggio, da una tornata di elezioni amministrative.

Svizzera – Elezioni federali il 18 ottobre, sia per la camera bassa, il Consiglio nazionale (composto da 200 membri), che  per la camera alta, il Consiglio degli Stati (46 membri).

Turchia – Il 13 giugno il paese rinnoverà tutti i 550 seggi del parlamento, la Grande Assemblea Nazionale. A guidare il partito di governo, AK, non ci sarà Tayyip Erdogan, eletto presidente della Repubblica nel 2014, ma l’attuale premier ed ex ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu.

Ucraina – Elezioni amministrative il 25 ottobre.

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