Estonia, il partito liberale del premier Roivas vince le elezioni

By admin
In Elezioni nazionali
mar 2nd, 2015
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Estonia-election-resultsIl premier estone uscente Taami Roivas, 35 anni, leader del Partito riformista, ha vinto le elezioni legislative che si sono tenute ieri. Un risultato in parte previsto, anche se i sondaggi della vigilia consideravano in testa il Partito di centro (KESK), filo-russo, guidato dal sindaco di Tallinn Edgar Savisaar. I risultati definitivi mostrano comunque un quadro diverso da quello uscito dalle elezioni del 2011, quando a entrare al Riigikogu, il Parlamento estone, furono soltanto quattro partiti. Con il voto di ieri i partiti a superare la soglia di sbarramento del 5% salgono invece a sei. Il Partito riformista, pur perdendo solo lo 0,9% rispetto al 2011, perde ben tre seggi, scendendo a quota 30. Il Partito di centro sale dell’1,5% e conquista in tutto 27 seggi. In netto calo invece il Partito socialdemocratico (15,2% e 15 seggi) e il partito di centro-destra IRL (13,7% e 14 seggi). Ben oltre le previsioni invece i due nuovi partiti, affacciatisi da poco nel panorama politico estone: il Partito libero, di centro-destra ma aperto alla società civile, fondato nel settembre 2014, ottiene l’8,7% e 8 seggi, mentre il Partito del Popolo conservatore, euroscettico e anti-immigrazione, creato nel 2012 dopo lo scioglimento dell’Unione del Popolo, prende l’8,1% e 7 seggi.

L’affluenza alle urne è stata del 64,2%, in leggera crescita rispetto al 2011. Dato assai più rilevante è stato invece la crescita del voto elettronico, di cui l’Estonia è capofila in Europa e non solo: ben 176.000 elettori hanno infatti espresso il proprio voto via computer, dall’estero e in patria: 36.000 persone in più rispetto a quattro anni fa, ma soprattutto il 19,6% del totale dei votanti. Un dato straordinario, benché i numeri assoluti siano certamente quelli di un paese non molto popoloso. E un dato, soprattutto, che ha diversi risvolti politici. Considerando soltanto il voto elettronico, infatti, il Partito riformista sale al 37,5% e il Partito di centro scende addirittura al 7,7%: un chiaro segnale della spaccatura dell’elettorato che non è sfuggito a Savisaar, storico leader del KESK, che infatti a caldo ha dichiarato: «Non vinceremo mai fino a quando ci sarà la possibilità del voto elettronico».

Si apre ora una fase di trattative per la composizione del nuovo governo. La coalizione che ha governato l’Estonia nell’ultimo anno con Roivas era composta dal Partito riformista e dai socialdemocratici. La loro somma raggiunge però ora soltanto quota 45, sei seggi in meno della maggioranza assoluta. Roivas, commentando i risultati, ha dichiarato che l’esperienza di governo precedente è stata positiva, ma tutte le opzioni sono ora sul tavolo, ad eccezione di una coalizione con il Partito di centro, che resterà dunque isolato nel panorama politico (nonostante entrambi i partiti condividano gli stessi scranni dell’ALDE a Strasburgo). Da escludere è anche un coinvolgimento del Partito del Popolo conservatore, fuori dal perimetro europeista. L’IRL, un partito di centro-destra aderente al Partito popolare europeo, sarebbe il principale indiziato per diventare il terzo partner della coalizione di governo: d’altra parte il Partito riformista, i socialdemocratici e l’IRL sono già stati insieme al governo sotto la guida dell’ex premier liberale Andrus Ansip, oggi commissario europeo. Ma dal quartier generale socialdemocratico lasciano intendere che ci sono possibilità di formare una coalizione anche con il Partito libero: il suo fondatore, Andres Herkel, è stato fino a poco tempo deputato dell’IRL, così come un altro importante esponente del partito, Jüri Adams. Uno dei punti principali del suo programma politico è però quello dell’abbattimento dei costi della politica, su cui ha costruito gran parte della propria campagna elettorale, oltre alla lotta alla corruzione e al taglio alla spesa pubblica.

@StefanoSavella

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