Come vengono eletti i senatori in Europa?

By admin
In Analisi
nov 16th, 2016
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Un'immagine delle elezioni per il Senato in Francia del 2014

Un’immagine delle elezioni per il Senato in Francia del 2014

Con l’avvicinarsi della data del 4 dicembre, i confronti sul referendum costituzionale si concentrano sempre più sul merito delle questioni sottoposte al voto degli italiani. Ed è un bene. Un aspetto continua tuttavia ad essere largamente assente: il confronto analitico con i sistemi parlamentari degli altri Stati europei.

Prendiamo uno degli elementi su cui lo scontro è più acceso, anche all’interno delle forze politiche (e in particolare nel Pd): il metodo di elezione dei senatori previsto dalla riforma costituzionale. Senatori che saranno scelti – se la riforma sarà approvata – in gran parte tra consiglieri regionali (74) e sindaci (21) e che, è bene specificarlo, avrebbero compiti assai diversi (e meno impegnativi) rispetto ai componenti del Senato dal 1948 ad oggi.

Chi chiede di votare Sì, sottolinea che l’elezione dei senatori, pur realizzandosi in gran parte a suffragio indiretto nei Consigli regionali, deve comunque avvenire sulla base delle indicazioni del corpo elettorale; chi chiede di votare No, denuncia il fatto che la riforma espropria il diritto dei cittadini a eleggere direttamente i propri senatori.

Circoscriviamo allora questo aspetto, e proviamo a capire cosa avviene a questo proposito negli altri paesi europei dotati di un Senato, o comunque di una “camera alta”, quasi sempre dotata di minori poteri rispetto alla “camera bassa”, equivalente alla nostra Camera dei Deputati. Escludiamo, ovviamente, quei paesi che hanno un sistema monocamerale, come Grecia, Portogallo, Finlandia, Svezia e Danimarca.

In Francia il Senato (348 membri) viene eletto a suffragio indiretto: sono i consiglieri comunali, dipartimentali e regionali, oltre a sindaci e deputati di ogni circoscrizione, a eleggere i propri rappresentanti in Senato.

In Spagna il Senato (266 membri) viene eletto con un sistema misto: 208 senatori sono eletti direttamente dai cittadini (4 senatori per ogni provincia, ad eccezione delle isole che ne eleggono un numero inferiore) e 58 sono eletti a suffragio indiretto dalle 17 comunità autonome regionali.

In Germania il Bundesrat (69 membri) viene eletto a suffragio indiretto: ogni Land è rappresentato da un minimo di 3 a un massimo di 6 delegati nominati dal proprio governo regionale.

In Austria il Bundesrat (61 membri) viene eletto a suffragio indiretto: le nove assemblee regionali eleggono da un minimo di 3 a un massimo di 12 delegati, a seconda della propria popolazione.

In Olanda il Senato (75 membri) viene eletto a suffragio indiretto: i componenti delle dodici assemblee provinciali eleggono al proprio interno, entro tre mesi dalla loro elezione, i propri rappresentanti in Senato.

In Belgio il Senato (71 membri) viene eletto con un sistema misto: 40 membri vengono scelti direttamente dai cittadini nello stesso giorno delle elezioni per il rinnovo della Camera; 21 membri vengono nominati dai componenti delle tre Comunità del Belgio (quella fiamminga, quella francofona e quella germanofona); altri 10 membri vengono nominati dagli stessi senatori, spesso in qualità di esperti.

In Irlanda il Senato (60 membri) viene eletto con un sistema misto: 43 membri vengono eletti a suffragio indiretto dai membri della Camera, dai senatori uscenti e dai componenti delle assemblee locali; 11 membri vengono indicati dal primo ministro; 6 membri vengono eletti dai laureati di alcune università.

In Slovenia il Consiglio Nazionale (40 membri) viene eletto a suffragio indiretto: i rappresentanti vengono eletti dai diversi gruppi sociali cui appartengono (22 da rappresentanti delle comunità locali, 18 da organizzazioni sindacali o di categoria).

In Polonia il Senato (100 membri) viene eletto a suffragio diretto: i senatori vengono eletti direttamente dai cittadini in collegi uninominali a turno unico.

In Romania il Senato (176 membri, diventeranno 136 alle prossime elezioni) viene eletto a suffragio diretto: i senatori vengono eletti direttamente dai cittadini con un sistema proporzionale. Nel 2009 il 77,8% dei rumeni votò a favore della soppressione del Senato in un referendum, ma questo obiettivo non è stato finora attuato.

In Repubblica Ceca il Senato (81 membri) viene eletto a suffragio diretto: i senatori vengono eletti direttamente dai cittadini in collegi uninominali a doppio turno. Ogni due anni viene rinnovato un terzo dei componenti dell’assemblea.

Bisogna poi menzionare altre due “camere alte”: la Camera dei Lord in Gran Bretagna (composta da 26 rappresentanti della Chiesa anglicana e da 789 lord temporal, la cui carica è in parte ereditaria) e il Consiglio della Federazione in Russia (170 membri eletti a suffragio indiretto: è composto da 2 rappresentanti territoriali nominati all’interno di ognuna delle 85 entità federali del paese).

Come si vede, l’elezione dei senatori a suffragio indiretto è quella prevalente negli altri paesi europei. Fanno eccezione tre paesi dell’Europa orientale (che hanno riconquistato le piene garanzie democratiche da meno di trent’anni) nei quali i senatori vengono eletti interamente a suffragio diretto, anche se in Romania il Senato resta in vigore nonostante un referendum popolare ne abbia sancito l’abolizione. In Spagna e in Belgio viene eletta a suffragio indiretto una parte dei senatori che oscilla tra il 20 e il 40% circa.

Perché allora la questione dell’elezione indiretta ha acquisito così grande rilevanza nel dibattito sulla riforma costituzionale? In primo luogo, perché dal 1948 ad oggi in Italia si sono svolte quasi esclusivamente elezioni a suffragio diretto, fatta eccezione per i presidenti e i consigli provinciali dopo la riforma Delrio, e per i sindaci negli anni della Prima Repubblica. L’elezione indiretta, cioè, viene considerata in qualche modo estranea al nostro paese. L’Europa fornisce tuttavia numerosi esempi in senso contrario. In particolare, i sistemi di elezione indiretta dei senatori in Austria e Olanda sono grossomodo equiparabili a quelli previsti dalla riforma costituzionale che è oggetto del referendum.

@StefanoSavella

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