Hamon vince le primarie, il partito socialista francese si sposta a sinistra

By admin
In Elezioni nazionali
gen 30th, 2017
0 Comments
275 Views

Schermata 01-2457784 alle 09.24.17

Sarebbe stato necessario un miracolo a Manuel Valls per ribaltare il risultato del primo turno delle primarie del Partito socialista francese, che lo avevano visto sorprendentemente sconfitto. Troppo netta la crescita di Benoit Hamon nelle ultime due settimane di campagna elettorale, e troppo importante il sostegno dato a Hamon da parte dell’altro candidato della sinistra del partito, Arnaud Montebourg, uscito sconfitto e ridimensionato dopo il primo turno. Anche il risultato del ballottaggio ha quindi confermato quanto ci si attendeva: a prevalere è stato Hamon, l’ex ministro dell’Istruzione, che ha sfiorato il 60% dei consensi. Abbandona invece la corsa verso l’Eliseo l’ex premier Valls: non sappiamo se avrà un’altra opportunità in futuro, ma di sicuro il suo ruolo di capo del governo negli anni della presidenza di François Hollande, la più impopolare della Quinta Repubblica, lo ha penalizzato pesantemente.

Con la candidatura di Hamon si entra definitivamente nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali: mancano meno di tre mesi al primo turno, che si terrà domenica 23 aprile. Tutti i sondaggi divulgati negli ultimi mesi vanno ora riconsiderati alla luce della vittoria a sorpresa di Hamon, che promette una netta discontinuità rispetto agli ultimi cinque anni di presidenza socialista, e che si presenta con un programma assai interessante per la larga parte del paese che ancora si colloca a sinistra. Un primo effetto della candidatura di Hamon sarà, ad esempio, il probabile calo nei consensi di Jean-Luc Mélenchon, il leader della sinistra radicale che sperava di monopolizzare l’intero campo della sinistra nel caso di una vittoria di Valls alle primarie socialiste. Dalle dimensioni di questo calo, e dalla capacità di Hamon di rendere il proprio programma e la propria personalità attraenti per una fascia quanto più ampia di popolazione (ad esempio per la classe operaia e per i giovani disoccupati, oggi schierati in massa per Marine Le Pen), dipenderà gran parte del suo risultato. È ancora troppo presto per affermare che il suo sarà soltanto un ruolo da comprimario.

C’è, inoltre, ancora una casella da riempire per completare il quadro dei candidati alle presidenziali. Ed è quella di François Bayrou, il leader del partito centrista MoDem che non ha ancora sciolto la riserva: nei prossimi giorni uscirà il suo nuovo libro, e sarà in quell’occasione che chiarirà se sarà anche lui in corsa per la presidenza della Repubblica. Senza grandi speranze di vittoria, s’intende; ma la sua partecipazione sarà decisiva perché potrebbe togliere voti a François Fillon e soprattutto a Emmanuel Macron nella sfida per raggiungere il ballottaggio (sempre ammettendo che Le Pen ci arrivi: la campagna elettorale è lunga per tutti). Tra Bayrou e Macron, nonostante la collocazione politica centrista di entrambi, non corre buon sangue. Ed è difficile che Bayrou possa dare il proprio sostegno a Fillon, dopo aver appoggiato Alain Juppé alle primarie del centro-destra. La sua candidatura appare quindi oggi probabile: e il milione e mezzo di voti che potrebbe ottenere nelle urne rischia di modificare in maniera decisiva il risultato del primo turno delle presidenziali.

Comments are closed.