L’Olanda verso le elezioni del 15 marzo

By admin
In Elezioni nazionali
feb 15th, 2017
0 Comments
581 Views
Geert Wilders

Geert Wilders

Il primo paese europeo ad andare alle urne nel corso del 2017 (prima di Bulgaria, Francia, Germania e, probabilmente, Italia) sarà l’Olanda. Si vota tra un mese esatto e sarà il primo test elettorale nazionale significativo dopo l’insediamento di Donald Trump negli Stati Uniti. In Olanda il politico più euroscettico e più vicino alle posizioni del nuovo presidente americano è Geert Wilders, fondatore nel 2006 del Partito della Libertà (PVV) e unico dei pochi leader di partiti anti-europei ad essere rimasto in carica come deputato in patria senza cercare una poltrona al Parlamento europeo (come Farage, Le Pen e Salvini). Il suo partito è da circa un anno e mezzo in testa alla stragrande maggioranza dei sondaggi, e ha quindi buone possibilità di vincere le elezioni conquistando una trentina di seggi (nell’ultima legislatura ne aveva soltanto quindici). Questo risultato sarà tuttavia di per sé insufficiente per arrivare al governo: la Camera dei Rappresentanti, in Olanda, ha 150 seggi, e non ci sono altri partiti disponibili a entrare in una coalizione di governo con il PVV.

Ha recentemente escluso questa possibilità anche il premier uscente Mark Rutte, leader del partito liberale (VVD) e ricandidatosi a governare anche per i prossimi cinque anni. Rutte è premier dal 2010, ed è riuscito a portare quasi a termine l’ultima legislatura (durata quattro anni e mezzo) restando sempre alla guida del governo: un’impresa non da poco in Olanda, dove si è sempre fatto un largo ricorso alle elezioni anticipate, anche a causa dell’ampia frammentazione politica dovuta a un sistema proporzionale puro senza alcuna soglia di sbarramento. Sarà difficile, per il VVD di Rutte, riuscire a riconquistare i 41 seggi ottenuti alle elezioni del 2012 (anche se, va detto, in quell’occasione nessun sondaggio aveva saputo prevedere quel risultato così ampio). Stando alle attuali rilevazioni, dovrebbe anzi fermarsi al di sotto di quota 30, riuscendo tuttavia ad essere il secondo partito del paese e il primo tra i partiti disponibili a formare una grande coalizione. Alle sue spalle, infatti, regna al momento un grande equilibrio. Ci sono il Partito cristiano-democratico (CDA) di centro-destra e il partito liberale europeista (D66) in crescita rispetto a cinque anni fa, e alle loro spalle, a sorpresa, i Verdi, che si apprestano ad ottenere il più grande risultato della loro storia in Olanda, attestandosi probabilmente attorno ai 15 seggi (ne avevano appena 4 nell’ultima legislatura). I Verdi, peraltro, sono l’unico tra i partiti finora menzionati ad aver cambiato leader rispetto alle ultime elezioni del 2012: sono infatti guidati da un anno e mezzo da Jesse Klaver, 30 anni appena, padre di origini marocchine.

In questo quadro, mancano quelli che erano sempre stati i due principali partiti di sinistra e centro-sinistra. Manca, soprattutto, il Partito laburista, in passato vero e proprio asse attorno al quale costruire la maggioranza di governo (come tra il 1989 e il 2002, ma anche nell’ultima legislatura come partner dei liberali di Rutte). I 38 seggi conquistati nel 2012 sono un lontano miraggio: i laburisti sono in profonda crisi di consenso da almeno tre anni, e rischiano seriamente di ottenere a marzo il peggior risultato della loro storia, finendo ben al di sotto dei 20 seggi. A quel punto, una loro partecipazione alla coalizione di governo non si potrebbe escludere, ma il loro potere contrattuale dentro la maggioranza sarebbe assai limitato. Un risultato negativo del Partito laburista (che non appare rivitalizzato dalla nuova leadership del vicepremier Lodewijk Asscher) avrebbe peraltro ricadute pesanti nelle istituzioni europee: ad esso appartengono infatti due figure di vertice a Bruxelles come il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem (che abbandonerà quasi certamente quella poltrona dovendo lasciare anche quella di ministro delle Finanze olandese) e il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. Il partito laburista rischia di essere superato anche dal Partito socialista, che in Olanda rappresenta la sinistra radicale, e addirittura quasi affiancato da 50Plus, un partito dei pensionati di ispirazione progressista, sorprendentemente accreditato di una decina di seggi (è attualmente rappresentato, alla Camera, da un solo deputato).

Comments are closed.