Elezioni in Olanda: gli spot dei principali partiti

By admin
In Elezioni nazionali
mar 13th, 2017
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A due giorni dal voto in Olanda, i sondaggi mostrano una frammentazione del panorama politico sempre più marcata. Complice anche il sistema proporzionale senza alcuna soglia di sbarramento, tra le 28 liste presenti sulla scheda elettorale ben 13 potrebbero accedere alla distribuzione dei seggi. Ciò renderà inevitabile la formazione di una larga coalizione di maggioranza con almeno quattro forze politiche (tra di essi, con ogni probabilità, non ci sarà il Partito della Libertà [PVV] di Geert Wilders, anche se dovesse risultare il primo partito). Ad avere la guida del nuovo governo sarà invece probabilmente il partito liberale (VVD) del premier uscente Mark Rutte, a meno di un inaspettato tracollo elettorale.

In questa carrellata di spot elettorali dei principali partiti olandesi, partiamo proprio dal VVD. Rutte è premier dal 2010, e ha portato a termine quasi per intero l’ultima legislatura iniziata nell’autunno del 2012 (una rarità per la politica olandese, abituata alle crisi di governo e al ricorso ad elezioni anticipate). Il messaggio su cui punta è quindi un grande classico di chi si presenta all’elettorato dopo una stagione di governo: l’invito a combattere il pessimismo con l’ottimismo. Protagonista dello spot è lo stesso Rutte: porre il leader in primo piano, come vedremo, è una costante dei messaggi elettorali in Olanda.

Il PVV di Wilders, al contrario, punta sulla paura. In particolare sulla paura dell’Islam. Il sottofondo musicale è lo stesso dei video della propaganda Isis, ma a tutto schermo, e in contrapposizione, appaiono gli slogan della campagna elettorale di Wilders, come «L’Olanda deve rimanere Olanda», «È in gioco la nostra civilità, la nostra sicurezza, la nostra cultura, la nostra identità, il nostro futuro». Il messaggio arriva forte e chiaro in 44 secondi netti. In un altro video, il PVV prende di mira il leader del Partito socialista olandese condannando la visione dell’Islam sulle donne, l’omosessualità, la tolleranza religiosa e i diritti degli animali: battaglie di sinistra che ora l’estrema destra rivendica per sé.

Il video ufficiale del partito D66, liberale ed europeista, per queste elezioni è un messaggio di 30 secondi del leader del partito Alexander Pechtold ripreso in primo piano. Uno spot del tutto tradizionale che si chiude con lo slogan «Un buon lavoro, una buona sanità, una buona educazione». Temi riguardanti la politica interna, popolari e rassicuranti. Parallelamente a questo video, il D66 ha prodotto altri spot chiamati «Io sono D66»: vengono intervistati singoli iscritti al partito a proposito del loro lavoro, e su quanto il loro lavoro sia connesso alle politiche pubbliche. In questo video, ad esempio, appare Jolijn Creutzberg, una donna che si occupa di imprenditorialità femminile insegnando il mestiere di sarta a un gruppo di donne di religione musulmana. Un messaggio che unisce cultura liberale e spirito d’integrazione.

La palma per lo spot più originale spetta invece al partito cristiano-democratico (CDA). Tre ragazzini giocano sulla spiaggia nell’estate nel 1974. Due di loro sognano di diventare, da grandi, Prins Carnaval, una persona cui spetta un ruolo cruciale nella celebrazione del Carnevale a livello locale. Contendendosi questa carica, i due iniziano a litigare per un giocattolo. In mezzo a loro c’è un altro ragazzino che si impegna a farli mettere d’accordo. Quando gli animi si calmano, gli viene chiesto: «E tu, Sybrand, cosa vuoi diventare da grande?». Sybrand è Sybrand Buma, leader del CDA dal 2012, che nel 1974 aveva, appunto, nove anni. E il piccolo Sybrand risponde di voler diventare primo ministro. Da qui lo slogan: «Se vuoi essere primo ministro, devi affrontare il dibattito, anche quando non è facile». Il partito rivendica così la sua collocazione centrista e moderata, in grado di garantire stabilità mettendo d’accordo i diversi (probabilmente mai così diversi come dopo queste elezioni) partner di coalizione. Il CDA avrà un buon risultato nel voto di mercoledì, ma appare difficile che il piccolo Sybrand, oggi 51enne, possa coronare il suo sogno di diventare premier.

La vera grande sorpresa di queste elezioni, stando ai sondaggi, saranno i Verdi (più correttamente, Rosso-Verdi), che potrebbero ottenere il più grande risultato della loro storia. Gran parte del merito, se ci sarà, andrà attribuito a Jesse Klaver, 30 anni, che alcuni grandi media internazionali hanno già definito il «Justin Trudeau olandese», con riferimento al premier canadese, liberal e di bella presenza. Come gran parte dei partiti ecologisti europei, anche i Verdi olandesi hanno tra i giovani lo zoccolo duro del loro consenso, e lo si comprende anche dal loro spot elettorale. Gli slogan appaiono in gran parte tradizionali: «Guardati intorno: quello che ci unisce è più di ciò che ci divide», «Noi cambieremo l’Olanda». Ma la presenza scenica di Klaver (che guida il partito dal maggio 2015) e il suo messaggio a favore dell’empatia tra persone e di un paese multietnico avranno certamente un impatto sui giovani elettori dei ceti urbani.

Infine, quello che sarà probabilmente il grande sconfitto di queste elezioni, il Partito laburista (PvdA). Nel 2012, grazie a un ottimo risultato elettorale, si è trovato ad essere indispensabile per la formazione del nuovo governo Rutte. Da allora, però, è finito in caduta libera, e rischia di diventare addirittura il sesto partito del paese. A farne le spese, a livello europeo, potrebbe essere Jeroen Dijsselbloem, attuale ministro delle Finanze e presidente dell’Eurogruppo, che rischia di non essere rieletto nemmeno come deputato. Lo spot del partito lascia trasparire questo momento di difficoltà. I primi 20 secondi mostrano una popolazione preoccupata, pensierosa, dedita al lavoro ma incerta verso le sfide del futuro. Poi appare il nuovo leader del partito (e vicepremier uscente) Lodewijk Asscher, che sorride circondato da altre persone, e la musica cambia. Vengono mostrati i successi ottenuti quando il PvdA è stato al governo (come le nozze gay) e una serie di altre situazioni positive, pubbliche e private. In alcuni fotogrammi compaiono anche i festeggiamenti per l’Olanda campione d’Europa nel 1988, e il matrimonio del re Guglielmo Alessandro nel 2002: eventi di un passato più o meno lontano, alla cui memoria il partito si appella per rivalutare la sua immagine.

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