Spagna, il Partito socialista verso il congresso

By admin
In Elezioni nazionali
mar 24th, 2017
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Da sinistra: Patxi Lopez, Susana Diaz, Pedro Sanchez

Da sinistra: Patxi Lopez, Susana Diaz, Pedro Sanchez

Il Partito laburista olandese, dopo la rumorosa sconfitta della settimana scorsa, ha iniziato un lungo confronto interno che si annuncia ruvido (c’è anche chi propone una fusione del partito con i Verdi) e che si concluderà il 7 ottobre prossimo con la contesa per la leadership del partito. Altri partiti socialdemocratici in Europa sono in crisi: dai laburisti britannici ai socialisti francesi (il cui candidato Benoit Hamon è inchiodato al 13% nelle intenzioni di voto, e sta perdendo il sostegno di un numero sempre più alto di compagni di partito), per non parlare della scissione subita dal Partito democratico in Italia. Altrove, però, le cose vanno meglio: Martin Schulz continua a correre nei sondaggi per le elezioni tedesche di settembre e ha portato l’SPD a un punto percentuale di distanza dalla CDU di Angela Merkel; a Lisbona, il Partito socialista di Antonio Costa (che governa in una coalizione con la sinistra radicale) è tornato nei sondaggi al di sopra del 40%, staccando di diversi punti il centro-destra; in Svezia e in Finlandia i partiti socialdemocratici, pur in condizioni di partenza molto diverse, sono entrambi in testa ai sondaggi di opinione.

Insomma, il quadro è assai più diversificato di quanto appaia. A completarlo, arriveranno a maggio le primarie per la leadership del Partito socialista spagnolo (PSOE), un altro partito di centro-sinistra in crisi dopo le elezioni del giugno 2016 e dopo la decisione, presa in seguito alle dimissioni del segretario Pedro Sanchez, di astenersi nel voto di investitura a Mariano Rajoy consentendogli così di formare un nuovo governo. Ora Sanchez torna in corsa per riprendersi il partito, e finalmente sfiderà Susana Diaz, presidente dell’Andalusia con importanti sostenitori nella classe dirigente del partito e nella maggioranza del gruppo parlamentare (la sostengono 52 deputati su 84, contro i 13 di Sanchez). Terzo incomodo, nella contesa, sarà Patxi López, già presidente del governo dei Paesi Baschi tra il 2009 e il 2012 e presidente del Congresso nella breve legislatura durata da dicembre 2015 a giugno 2016.

I 180.000 iscritti al PSOE (e soltanto loro: non saranno primarie aperte) dovranno esprimersi nel voto che dovrebbe tenersi a fine maggio, prima del Congresso del partito in programma il 17 e 18 giugno. López è un politico di esperienza, aperto alle mediazioni e in grado di unire il partito, ma ha poco seguito tra i militanti. Perciò la sfida sarà, con ogni probabilità, tra gli altri due contendenti. Con Sanchez che proverà a far dimenticare i deludenti risultati elettorali ottenuti dal PSOE sotto la sua guida facendo leva sulla sua coerenza nell’opporsi a Rajoy (il suo rifiuto è diventato uno slogan: «no es no»). E Diaz che punterà su un messaggio più moderato, facendo pesare endorsement pesanti nei suoi confronti come quello di José Luis Zapatero e il consenso in alcune roccaforti socialiste come la stessa Andalusia (la regione con più iscritti al partito) e l’Extremadura. Sullo sfondo, resta da ricomporre lo scontro avvenuto con la federazione catalana del partito (PSC), contraria all’astensione su Rajoy. Molti militanti hanno abbandonato il partito, che in Catalogna è stato sostanzialmente commissariato. Chi è rimasto appoggia in gran parte Sanchez, che può così contare su un bacino di voti che resta assai rilevante.

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