La Francia tra elezioni presidenziali e legislative

By admin
In Elezioni nazionali
apr 18th, 2017
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Un comizio di Emmanuel Macron (E.M.), candidato alle presidenziali per il movimento En Marche! (E.M.)

Un comizio di Emmanuel Macron (E.M.), candidato alle presidenziali per il movimento En Marche! (E.M.)

Mancano pochi giorni al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, forse l’appuntamento elettorale più atteso dell’intero 2017. Negli ultimi giorni si è parlato molto della rimonta nei sondaggi di Jean-Luc Melénchon, il candidato della sinistra radicale, che sembra ormai aver raggiunto addirittura François Fillon al terzo posto, non troppo distante dalle prime due posizioni di Marine Le Pen e Emmanuel Macron. Attenzione, però: alle elezioni presidenziali del 2012, a dieci giorni dal voto, Melénchon veniva accreditato del 15-16%, alla fine ottenne “soltanto” l’11%. Certo, queste elezioni sono molto diverse, non ci sarà l’appello al “voto utile” da parte del Partito socialista (il cui candidato, Benoit Hamon, è alla deriva), e quindi Melénchon potrebbe tenere meglio. Ma da qui a raccogliere il voto di circa un quarto dei votanti (che è grossomodo la percentuale necessaria per approdare al ballottaggio) ce ne passa.

Intanto il movimento di Macron, En Marche!, ha finalmente presentato i suoi primi candidati alle elezioni legislative per il rinnovo dell’Assemblea nazionale che si terranno l’11 e il 18 giugno. Si parla pochissimo di queste elezioni, ma saranno importantissime per consentire al presidente eletto (soprattutto se a vincere sarà Macron o Le Pen) di contare sul sostegno di una maggioranza parlamentare. Macron aveva dichiarato settimane fa di voler presentare propri candidati in tutte le circoscrizioni (si vota in collegi uninominali), affidandosi a personalità della società civile; ma la selezione procede molto a rilento, considerando che mancano meno di due mesi al voto, e i suoi candidati non avranno perciò tempo sufficiente per farsi conoscere. Senza un radicamento sul territorio, nemmeno una vittoria di Macron potrebbe aiutarli.

Ma vediamo qualche caso specifico. La sesta circoscrizione di Seine-Saint-Denis, a nord-ovest di Parigi, è una roccaforte rossa, conquistata dai comunisti negli anni ’60 e ’70 e dai socialisti dal 1981 in poi. Dal 2012 il seggio è rappresentato da Elisabeth Guigou, ex ministra ed ex eurodeputata, presidente uscente della Commissione Esteri. E soprattutto è stato il seggio conquistato per oltre vent’anni da Claude Bartolone, presidente socialista dell’Assemblea nazionale. Sarà in seggi come questo che si capirà se il prevedibile crollo del Partito socialista alle presidenziali avrà conseguenze pesanti anche per la rappresentanza parlamentare. Contro la ricandidatura di Guigou, En Marche! presenta Alexandre Aïdara, 49 anni, un alto funzionario pubblico ed ex militante proprio del Partito socialista.

A Parigi, nella sedicesima circoscrizione, alla periferia nord-est della capitale, un altro importante esponente socialista, Jean-Christophe Cambadélis, deve difendere il suo seggio conquistato nel 2012 con il 70% al ballottaggio contro il candidato del centro-destra. En Marche! qui candida il giovane Mounir Mahjoubi, 33 anni (la metà di Cambadélis), esperto di tecnologia e membro del Consiglio nazionale per il Digitale, un organismo pubblico consultivo che si esprime sulle questioni che riguardano la rete e le nuove tecnologie.

Usciamo dalla capitale e ci spostiamo nella Francia occidentale, nel dipartimento di Maine-et-Loire. La prima circoscrizione era sempre stata una roccaforte del centro-destra (qui è stata eletta per vent’anni l’ex ministra Roselyne Bachelot) prima del 2012, quando i socialisti l’hanno espugnata grazie al 37enne Luc Belot. Si tratta, quindi, di uno di quei seggi contendibili in cui si può prevedere una sconfitta del candidato socialista, non più sostenuto dall’onda favorevole delle presidenziali. Qui En Marche! ha mischiato le carte e candida Matthieu Orphelin, ex braccio destro del popolare giornalista ambientalista Nicolas Hulot ed egli stesso ex consigliere regionale dei Verdi nella Loira.

Infine, scendiamo vicino Marsiglia, nel dipartimento della Vaucluse, dove il Front National è molto forte. Nella quinta circoscrizione, ad esempio, la candidata sostenuta dal partito di Le Pen nel 2012 ottenne oltre il 24% e avrebbe avuto accesso al secondo turno (il cosiddetto “triangolare”, che si verifica quando tutti i primi tre classificati ottengono al primo turno più del 12,5% del voto degli aventi diritto) se non avesse optato per il ritiro a vantaggio del candidato del centro-destra Julien Aubert. Qui En Marche! attacca frontalmente proprio il Front National presentando il sociologo ed editore Jean Viard, in passato vicepresidente dell’area metropolitana di Marsiglia vicino al Partito socialista, e da oltre vent’anni studioso del Front National e della sua ricerca di consenso elettorale.

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