Francia, al secondo turno sarà Macron contro Le Pen

By admin
In Elezioni nazionali
apr 23rd, 2017
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Rispettati i sondaggi delle ultime settimane: al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi del 7 maggio arrivano Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Non era affatto scontato, però, che ci arrivassero in quest’ordine. E soprattutto non era facile immaginarlo fino a poche settimane fa, quando la leader del Front National era saldamente in testa a tutte le rilevazioni (fino alla fine dello scorso anno era addirittura accreditata del 30% circa). Il risultato del voto ha invece capovolto quello che per mesi era apparso un destino ineluttabile: la vittoria di Marine Le Pen al primo turno. In pochi se ne sono occupati, nel corso della campagna elettorale: ma il trend del consenso della candidata euroscettica è stato stabilmente in declino, e non è stato rivitalizzato neppure dalla crescente tensione sulla sicurezza e dagli attentati terroristici. Marine Le Pen chiude il primo turno al 21,5%, appena quattro punti percentuali in più delle elezioni presidenziali del 2012: con la differenza che, negli ultimi cinque anni, l’euroscetticismo ha avuto il vento in poppa, nelle urne e non solo; la crisi dei rifugiati e il terrorismo hanno colpito l’Europa e la Francia; e oltretutto Le Pen era in campagna elettorale permanente dalle elezioni europee del 2014, mentre Emmanuel Macron ha fondato il suo movimento, En Marche!, soltanto poco più di un anno fa, ottenendo però il 23,8%.

Se la vittoria di Marine Le Pen al ballottaggio appariva difficile anche nel caso di un suo successo al primo turno e con una percentuale vicina al 27-28%, oggi appare del tutto improbabile (salvo sorprese di carattere eccezionale). Le Pen potrà contare, al ballottaggio, oltre al voto dei suoi sostenitori, su quello di circa un terzo degli elettori del candidato di centro-destra François Fillon, e su una netta minoranza degli elettori del candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon. Macron, al contrario, può contare fin da subito sugli endorsement di tutto il Partito socialista (compreso il suo candidato Benoit Hamon) e di tutti i principali esponenti dei Repubblicani di centro-destra, da Fillon ad Alain Juppé al commissario europeo Michel Barnier. Oltre a una buona metà degli elettori di Mélenchon (che ha ottenuto il 19,6%), ovvero quella parte di elettorato più saldamente di sinistra e che non accetterebbe mai una presidente della Repubblica come Marine Le Pen. Un “cordone sanitario” molto ampio che punta soprattutto a scongiurare la vittoria dell’estrema destra; ma che appare solido, e che può contare sulla tradizionale debolezza del Front National ai ballottaggi.

Il risultato del primo turno avrà inoltre un impatto sul voto di giugno per le elezioni legislative che rinnoveranno i seggi dell’Assemblea Nazionale. Mai come questa volta, si tratta di elezioni decisive: sia Macron sia Le Pen, in caso di vittoria, dovranno formare una maggioranza parlamentare con altri partiti. Il Partito socialista e i Repubblicani (che per la prima volta restano contemporaneamente esclusi dal ballottaggio delle presidenziali) possono infatti contare su candidati assai radicati sul territorio, e molti di essi sono destinati a essere riconfermati deputati. A quel punto, si inizierà a parlare di “coabitazione”. Macron sembra avvantaggiato anche da questo punto di vista: potrà contare sul sostegno dei deputati moderati di centro-sinistra e di centro-destra, oltre ai candidati del suo movimento che riusciranno a essere eletti sull’onda di un suo eventuale successo alle presidenziali. Sarà tutto più difficile per Marine Le Pen, che rischia di trovarsi di fronte un’Assemblea Nazionale in gran parte ostile. Anche questo sarà probabilmente un elemento rilevante per convincere elettori indecisi e riluttanti a votare, il 7 maggio, per Macron.

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