La vittoria di Macron e l’attesa per le elezioni legislative

By admin
In Elezioni nazionali
mag 7th, 2017
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La vittoria di Emmanuel Macron era stata ampiamente prevista nelle ultime settimane, quando era stata testata nei sondaggi la sua performance al ballottaggio con Marine Le Pen. Ben diverse erano le convinzioni quando, tredici mesi fa, Macron ufficializzò la sua candidatura con il movimento En Marche!, escludendo la sua partecipazione alle primarie del Partito socialista. A scommettere sulla vittoria di Macron, in quel momento, erano in pochi; e ancor meno lo erano in autunno, quando il centro-destra sembrava destinato a candidare una personalità moderata ed europeista come Alain Juppé. I Repubblicani gollisti, peraltro, erano i veri vincitori in pectore di queste elezioni presidenziali: di fronte all’impopolarità della presidenza di François Hollande, e considerando la debolezza del Front National nel sistema a doppio turno, sembrava scontato che a entrare all’Eliseo sarebbe stato un esponente del centro-destra, da scegliere tra Juppé e Sarkozy.

La vittoria di François Fillon alle primarie dei Repubblicani ha invece rappresentato il vero punto di svolta di questa campagna elettorale. Il suo profilo thatcheriano, e soprattutto le inchieste giudiziarie aperte nei suoi confronti, hanno reso la sfida per l’accesso al ballottaggio assai più aperta. E in quello spazio si è infilato tempestivamente Macron, approfittando anche della sconfitta di Manuel Valls alle primarie socialiste e del sostegno ottenuto nei suoi confronti dal leader centrista François Bayrou. Macron ha poi saputo trasformare in punti di forza (o quantomeno a rendere inattaccabili) quelli che apparivano punti deboli: l’appartenenza all’establishment economico-finanziario, le strette relazioni con Berlino e Angela Merkel, la prospettiva di una maggiore integrazione europea, l’ostilità all’annullamento delle sanzioni contro la Russia.

Le elezioni francesi, però, non sono finite con l’ingresso trionfale di Macron all’Eliseo. L’11 e 18 giugno ci saranno le elezioni legislative. Dopo mesi di attesa, finalmente iniziano ad arrivare le prime rilevazioni e i primi sondaggi d’opinione su ciò che potrebbe accadere. È ancora presto per sbilanciarsi (anche perché En Marche! deve ancora selezionare gran parte dei suoi candidati, e c’è tempo soltanto fino a venerdì 19 maggio), ma qualche indicazione si può già dare. Il grande equilibrio verificatosi al primo turno delle presidenziali potrebbe infatti influenzare anche il primo turno delle legislative, con un gran numero di “triangolari” o addirittura di “quadrangolari”: al secondo turno delle legislative, infatti, accedono tutti coloro che conquistano il 12,5 del voto degli aventi diritto (quindi all’incirca il 20% dei votanti, a seconda dell’affluenza alle urne).

Stando alle primissime ipotesi fornite dagli istituti demoscopici, i candidati di En Marche! (spinti dalla vittoria di Macron) e del centro-destra accederanno in gran parte al secondo turno. Ad essi si aggiungerà, in molti casi, e soprattutto nelle zone in cui il Front National è più forte, il candidato di estrema destra; mentre nei grandi centri urbani, al posto dei candidati del Front National, è legittimo attendersi una presenza al secondo turno di esponenti socialisti o della sinistra radicale di Mélenchon. A quel punto, entreranno in gioco dinamiche interne ai singoli collegi e avrà un peso rilevante la personalità dei candidati all’Assemblea Nazionale. Ma in tutti quei casi in cui la sinistra e il centro-sinistra rimarranno fuori dal secondo turno, En Marche! potrebbe rivolgersi a quell’elettorato per conquistare il seggio (specialmente se candiderà, come dimostrano i primi nomi già ufficializzati, personalità di orientamento progressista). È questa la strada che potrebbe portare Macron ad avere una maggioranza coesa e di sua stretta fiducia in parlamento per i prossimi cinque anni.

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