Olanda: due novità verso il nuovo governo

By admin
In Elezioni nazionali
giu 3rd, 2017
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Herman Tjeenk Willink

Herman Tjeenk Willink

Continua l’empasse per la formazione del nuovo governo in Olanda, dopo le elezioni del 15 marzo. Negli ultimi giorni, tuttavia, sono avvenute due novità di rilievo, destinate probabilmente a cambiare gli equilibri politici.

Anzitutto, il Senato olandese ha ratificato l’accordo di associazione tra Unione Europea e Ucraina, dopo che lo scorso anno un referendum consultivo lo aveva bocciato con oltre il 60% dei voti (e superando di un soffio il quorum del 30% dell’affluenza al voto). Lo scorso febbraio la Camera aveva già ratificato l’accordo (dopo che il premier Rutte aveva ottenuto piccole concessioni da Bruxelles), ma al Senato i numeri dei partiti favorevoli alla ratifica non erano sufficienti. Pesava infatti il voto contrario dei cristiano-democratici del CDA, che lasciava in minoranza il consenso tra liberali (VVD), laburisti, liberali europeisti (D66) e verdi. In piena campagna elettorale, tra l’altro, il leader del CDA aveva promesso di “gettare l’accordo con l’Ucraina nel cestino” se fosse diventato premier. In Senato, invece, nove senatori su dodici del CDA hanno sostenuto la ratifica dell’accordo. Scopriremo presto se questo voto favorevole ha fatto parte integrante delle trattative per la formazione del nuovo governo, magari facendo ottenere al CDA qualche concessione in più sul programma del nuovo esecutivo.

Le trattative per la formazione della coalizione di governo, intanto, ripartono da zero sotto la guida di un nuovo capo negoziatore, Herman Tjeenk Willink, politico di lungo corso (ha 75 anni) ed ex presidente del Senato. Rutte scommette sulla sua capacità persuasiva e sulla sua esperienza per rimettere attorno al tavolo tutti i partiti coinvolti nella formazione del nuovo governo. Rientrano dunque in corsa anche i Verdi: il primo tentativo di includerli nella coalizione di maggioranza era fallito perché non era stato raggiunto un accordo sui temi dell’immigrazione, ma il leader del partito Jesse Klaver si è dichiarato disponibile a riprendere i negoziati.

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