Austria, Sebastian Kurz prossimo cancelliere, ma con quale coalizione?

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In Austria
ott 16th, 2017
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La mappa elettorale austriaca dopo il voto: in celeste le città in cui ha prevalso l'ÖVP, in blu l'FPÖ, in rosso l'SPÖ

La mappa elettorale austriaca dopo il voto: in celeste le città in cui ha prevalso l’ÖVP, in blu l’FPÖ, in rosso l’SPÖ

Sebastian Kurz, leader del partito popolare austriaco (ÖVP), ha vinto le elezioni politiche e si prepara a diventare cancelliere e, a soli 31 anni, il più giovane capo di governo d’Europa. L’esito del voto non è stato sorprendente: fin dalla sua ascesa alla leadership del partito, Kurz ha riportato l’ÖVP (in crisi negli anni della grande coalizione a guida socialdemocratica) largamente in testa ai sondaggi, grazie anche a una netta virata verso i temi cari alla destra, in particolare sull’immigrazione. Il 31,4% conquistato dal partito popolare garantisce 61 seggi nel nuovo parlamento austriaco, 14 in più delle ultime elezioni. Ancora di gran lunga insufficienti, però, per guidare il paese in autonomia: la maggioranza assoluta è infatti fissata a quota 92 seggi.

Più interessante era la lotta per la seconda posizione, con i socialdemocratici (SPÖ) e il partito della destra radicale (FPÖ) da tempo pressoché allineati nei sondaggi. Alla fine ha prevalso l’FPÖ, che con il 27,4% porta in parlamento ben 53 deputati. Uno in più dei socialdemocratici, fermi al 26,7%, mantenendo tuttavia lo stesso numero di parlamentari conquistati alle precedenti elezioni. A rendere meno indolore la sconfitta del partito di centro-sinistra guidato dal cancelliere uscente Christian Kern è stato appunto l’obiettivo di aver quantomeno confermato la propria presenza in parlamento, a tutto svantaggio dei Verdi.

Il partito ecologista, dopo l’exploit delle elezioni del 2014 (quando conquistarono il 12,4% dei voti e 24 deputati) e nonostante la vittoria alle elezioni presidenziali del suo candidato Alexander Van der Bellen, finisce addirittura sotto la soglia di sbarramento del 4% e resta quindi escluso dalla distribuzione dei seggi. Un disastro annunciato anche dalla scissione che il partito ha subìto alcuni mesi fa, in seguito alla fuoriuscita di un gruppo di suoi esponenti guidati da Peter Pilz: quest’ultimo ha dato vita a una propria lista che ha superato per un soffio (4,1%) la soglia di sbarramento, garantendosi l’elezione di otto deputati. Resta in Parlamento anche il Neos, il partito liberale ed europeista, che conferma i suoi nove deputati uscenti grazie al 5% dei voti.

Spetta ora a Sebastian Kurz intavolare le trattative per giungere alla formazione di un governo. Ma con quale coalizione? L’opzione più praticabile, per affinità programmatiche, resta quella di una coalizione nero-blu con l’FPÖ. Ma già in altri paesi l’Unione Europea è intervenuta attraverso una moral suasion per evitare che arrivassero al potere partiti populisti ed euroscettici. Da Bruxelles, e probabilmente anche da Berlino, le pressioni per la riproposizione di una grande coalizione, stavolta a guida conservatrice, saranno consistenti. E Kurz sembra non escludere, al momento, nessuna possibilità.

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