Germania, tempi lunghi per la crisi politica

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In Elezioni nazionali
gen 8th, 2018
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Viktor Orbán e Horst Seehofer

Viktor Orbán e Horst Seehofer

Sono ripresi in Germania i colloqui tra i cristiano-democratici di Angela Merkel e i socialdemocratici di Martin Schulz per la formazione del nuovo governo. Si tratta già adesso della più lunga crisi politica vissuta dal paese dal secondo dopoguerra; eppure i tempi potrebbero allungarsi ancora, e un nuovo esecutivo potrebbe non vedere la luce prima di marzo. Le prossime tappe sono infatti cariche di incognite, dovute in particolare alle resistenze che Merkel e Schulz possono incontrare all’interno dei loro partiti e tra i loro alleati.

Nelle trattative sul programma di governo, i veri nodi da sciogliere restano quelli della gestione dei flussi migratori, delle politiche per gli investimenti pubblici e per il welfare. Riguardo alle politiche sui migranti, l’ostacolo principale è rappresentato dall’ala destra della CDU (che può contare tra i suoi esponenti il sempre più quotato deputato Jens Spahn, vicino alle posizioni del nuovo premier austriaco Sebastian Kurz) e dagli alleati bavaresi della CSU. La Baviera andrà alle urne nell’autunno del 2018 per il rinnovo del governo regionale, e la CSU, reduce da un pessimo risultato elettorale alle politiche, intende non arretrare rispetto alla sua richiesta di ridurre gli ingressi nel paese. Per chiarire il messaggio, il leader della CSU Horst Seehofer (che non sarà ricandidato a presidente della Baviera, ma potrebbe avere un ministero di peso nel prossimo governo) ha invitato nei giorni scorsi a una conferenza del partito il premier ungherese Viktor Orbán, da tempo ostile alle politiche di Angela Merkel pur appartenendo entrambi al Partito popolare europeo.

L’SPD, dal canto suo, intende ottenere il massimo risultato possibile dalle trattative, consapevole di essere rimasta l’ultima alternativa prima del ritorno anticipato alle urne. Investimenti per le infrastrutture e nuovi strumenti di protezione sociale sono i due punti in cima alla lista delle richieste che Schulz consegnerà a Merkel. Ma per avere davvero le mani libere, e per convincere la base del suo partito ancora scettica su un’altra grande coalizione, Schulz potrebbe arrivare a chiedere che all’SPD venga assegnata la carica di ministro delle Finanze. Ed è prevedibile che su questo punto si terrà il principale braccio di ferro con la cancelliera, in cerca del suo quarto mandato.

Tutti, a parole, sembrano certi che alla fine un accordo di coalizione tra CDU-CSU e SPD verrà trovato. Ma non è detto che durerà un’intera legislatura: e anche se Merkel dovesse restare alla guida del governo, alle sue spalle si fanno largo volti nuovi pronti a sostituirla per le prossime elezioni, anticipate o no. Sul versante moderato della CDU, sembra farsi strada la figura di Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente della regione della Saar dal 2011.

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