Una nuova crisi di governo in Romania

By admin
In Elezioni nazionali
gen 16th, 2018
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L'ex premier rumeno Mihai Tudose

L’ex premier rumeno Mihai Tudose

A poco più di un anno di distanza dalle elezioni politiche del dicembre 2016, la Romania si appresta ad avere già il terzo governo della legislatura. La vittoria elettorale schiacciante del Partito socialdemocratico (PSD) non ha infatti rappresentato quella stabilità politica che ci si attendeva. Tutt’altro: la coabitazione con il presidente della Repubblica, il liberale Klaus Iohannis, unita ai guai giudiziari del leader del PSD, Liviu Dragnea (nuovamente finito sotto inchiesta due mesi fa per un’altra indagine con l’accusa di falso e abuso di potere sull’utilizzo di fondi europei), hanno costantemente fatto traballare l’azione di governo. Sullo sfondo, proteste di piazza incendiano da mesi il clima soprattutto nella capitale, con migliaia di manifestanti che accusano il governo di proteggere politici e affaristi corrotti.

Dopo l’esecutivo del premier Sorin Grindeanu, in carica da gennaio a giugno dello scorso anno, è ora giunto al capolinea anche il governo di Mihai Tudose, vicepresidente nazionale del PSD e più volte ministro negli anni precedenti. Tudose aveva chiesto nelle ultime settimane che il partito ritirasse il sostegno alla ministra dell’Interno, Carmen Dan, molto vicina al leader Dragnea. Quest’ultimo ha invece preferito ritirare l’appoggio del PSD al suo stesso premier, provocando una nuova crisi di governo.

Si ritorna perciò ora al punto di partenza seguito al voto del dicembre 2016. Dragnea non può essere nominato primo ministro per via delle inchieste in corso e di una condanna per frode elettorale. Intende tuttavia guidare dall’esterno l’esecutivo con persone di sua fiducia, scontrandosi con il presidente della Repubblica che preferirebbe affidare l’incarico a una personalità indipendente. L’incarico di guidare il governo è stato affidato ad interim al ministro della Difesa Mihai Fifor, anch’egli appartenente al Partito socialdemocratico, ma Dragnea ha già fatto sapere di voler puntare sull’eurodeputata Viorica Dăncilă, a Strasburgo dal 2009.

L’opposizione chiede invece nuove elezioni, con il PNL, il principale partito di centro-destra, che è guidato dall’estate scorsa da Ludovic Orban: padre ungherese, ex ministro dei Trasporti tra il 2007 e il 2008, è finito anche lui nel 2016 in un’inchiesta della procura nazionale anticorruzione con l’accusa di abuso di potere, rinunciando così alla corsa a sindaco di Bucarest e a un seggio in Parlamento. Assolto dalle accuse nel gennaio scorso, ha conquistato a larga maggioranza la leadership del PNL all’ultimo congresso.

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