Da Strasburgo a Roma: nuovi ingressi al Parlamento europeo?

By admin
In Analisi
gen 28th, 2018
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Gianni Pittella [European Parliament/Flickr]

Gianni Pittella [European Parliament/Flickr]

La scadenza elettorale del 4 marzo non metterà fine alla campagna elettorale in Italia. Fin dall’indomani si inizierà a parlare delle elezioni europee della primavera 2019, verso le quali a livello europeo già si osservano i primi movimenti (relativi anche alla rinuncia di Jean-Claude Juncker a un secondo mandato come presidente della Commissione).

La legislatura a Strasburgo ha ancora un anno davanti a sé, e tra i dossier più rilevanti sul tavolo ci sono la Brexit e la nuova legge elettorale, che prevede la redistribuzione dei seggi che fino al 2014 spettavano al Regno Unito. Ma la pattuglia degli italiani è destinata a modificarsi nelle settimane successive al voto del 4 marzo, per la candidatura alle elezioni politiche di alcuni attuali europarlamentari. Vediamo chi.

Su tutti, va segnalato il prossimo approdo a Palazzo Madama di Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti e Democratici e eurodeputato fin dal 1999. La sua candidatura è blindata come capolista al plurinominale nel collegio di Salerno, ma affronterà anche la sfida dell’uninominale in Basilicata: da segnalare che Pittella fu candidato già nel 1996 col vecchio Mattarellum in un collegio uninominale, quello di Lauria (PZ) alla Camera, dove sconfisse il candidato di centro-destra con quasi 20 punti di distacco. Pittella negli ultimi mesi, dopo l’elezione di Antonio Tajani al Parlamento europeo, è stato l’artefice della rottura della Grande Coalizione tra socialisti e popolari che governava gli equilibri a Strasburgo. Proprio per questo, dal Partito popolare europeo, sperano in un nuovo capogruppo più morbido: il maggiore indiziato è il tedesco dell’SPD Udo Bullmann.

L’elezione di Pittella a Palazzo Madama farà entrare a Strasburgo l’ex sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, di recente assolto da un processo a suo carico, e primo dei non eletti alle europee del 2014: la pattuglia renziana al Parlamento europeo non subirà quindi defezioni (anche Pittella sostiene l’attuale segretario del Pd), mentre si vanno a ingrossare le file degli eurodeputati campani del Pd a Strasburgo, dove già siedono Picierno, Cozzolino, Paolucci. E Nicola Caputo. Quest’ultimo è candidato al Senato nel collegio di Caserta, ma senza “paracadute” nel proporzionale. Forte delle 86.000 preferenze conquistate del 2014, Caputo proverà a dare al centrosinistra una delle poche (stando ai sondaggi attuali) soddisfazioni nei collegi del Sud. In caso di elezione a Palazzo Madama, il suo posto a Strasburgo potrebbe essere preso dal sociologo Pino Arlacchi, già eurodeputato per l’Italia dei valori dal 2009 al 2014.

Come Caputo, sarà candidata in Puglia senza paracadute anche Elena Gentile: per lei la sfida al Senato nel collegio uninominale di Andria e Manfredonia, dove può contare sul suo solido consenso elettorale (150.000 preferenze per lei alle europee del 2014). La sua vittoria aprirebbe le porte dell’aula di Strasburgo al terzo dei non eletti al Sud per il Pd, l’ex consigliere regionale calabrese Mario Maiolo.

Sempre per il Pd, tenta la sfida in un collegio uninominale del Senato senza paracadute anche l’eurodeputata friulana Isabella De Monte, candidata nel collegio di Udine. Fu eletto col Pd nel 2014 anche l’ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, che correrà al Senato nel collegio uninominale di Padova ma sotto le insegne di Liberi e Uguali. Con l’elezione di almeno uno dei due, entrerà a Strasburgo il veronese Federico Vantini, ex sindaco 39enne di San Giovanni Lupatoto, vicino a Matteo Renzi. Sarà candidato con Liberi e Uguali anche un altro eurodeputato, Sergio Cofferati: senza il paracadute proporzionale, per lui poche le possibilità di elezione.

Per quanto riguarda il centro-destra, in attesa dell’ufficializzazione delle liste, appare scontato l’ingresso in Parlamento di Matteo Salvini, che lascerebbe il posto a Strasburgo a Francesco Bruzzone, attuale presidente del Consiglio regionale in Liguria ed egli stesso probabile candidato alle politiche. In procinto di lasciare Strasburgo anche l’altro leghista Lorenzo Fontana, che è anche vicesindaco di Verona: gli subentrerebbe Giancarlo Scottà, già eurodeputato leghista dal 2009 al 2014 e primo dei non eletti nel Nord-Est.

In Forza Italia, secondo i rumors, Silvio Berlusconi in persona avrebbe chiesto a tutti gli eurodeputati di restare a Strasburgo. Ma in caso di maggioranza assoluta per il centro-destra, non è da escludere un rientro in Italia, direttamente a Palazzo Chigi, per l’attuale presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Intende tornare invece in Italia il leader dell’Udc Lorenzo Cesa, a cui sembra destinato il collegio di Imperia (con paracadute proporzionale se “Noi con l’Italia” supererà il 3%). Atteso al suo posto a Strasburgo l’abruzzese Filippo Piccone, deputato uscente di Alternativa popolare. Stesso discorso per Raffaele Fitto: il suo seggio a Strasburgo andrà con ogni probabilità al suo conterraneo Raffaele Baldassarre.

 

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