Dall’Austria alla Francia, da Cipro alla Finlandia: election day in Europa

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In Elezioni nazionali
gen 29th, 2018
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Il presidente cipriota Nicos Anastasiades (PETROS KARADJIAS/AFP/Getty Images)

Il presidente cipriota Nicos Anastasiades (PETROS KARADJIAS/AFP/Getty Images)

Si sono svolte ieri quattro diverse competizioni elettorali in altrettanti paesi europei. Elezioni nazionali, regionali o locali, tutte a modo loro rilevanti per dare uno sguardo agli equilibri politici in ciascuno di questi paesi.

Cipro

Primo turno delle elezioni presidenziali, e stesso esito di cinque anni fa. Il presidente uscente Nicos Anastasiades, europeista e storico leader del DISY, il principale partito di centro-destra, finisce in testa con il 35,5%. Al ballottaggio troverà, esattamente come nel 2013, lo sfidante Stavros Malas, sostenuto dal partito comunista AKEL, principale partito di opposizione. Malas al primo turno ha conquistato il 30,2%, ed è assai più vicino ad Anastasiades rispetto alle presidenziali di cinque anni fa, quando già al primo turno il divario era di quasi 20 punti percentuali a favore di Anastasiades. Quest’ultimo resta comunque largamente favorito per la riconferma. Finisce terzo con il 25,7% e resta quindi escluso Nicholas Papadopoulos, figlio dell’ex presidente Tassos Papadopoulos e sostenuto dal centrista Partito democratico: tra i candidati principali, era quello più ostile a una riunificazione del paese con la parte settentrionale occupata dai turchi. Cipro è una repubblica presidenziale, e il presidente della Repubblica è quindi anche capo del governo: il suo mandato viene rinnovato a metà della legislatura parlamentare. Ballottaggio domenica prossima, 4 febbraio.

Finlandia

Elezioni presidenziali anche nel paese scandinavo (ma con una rilevanza politica assai inferiore), ed esito già scritto: stravince già al primo turno il presidente uscente Sauli Niinisto, con quasi i due terzi dei voti. Niinisto, già in passato presidente del Parlamento e ministro delle Finanze, alle elezioni presidenziali del 2012 fu il candidato del partito di centro-destra Coalizione Nazionale, ma per la riconferma ha voluto correre da indipendente. Molto distante il secondo classificato, il verde Pekka Haavisto, che sei anni fa riuscì a portare Niinisto al ballottaggio: stavolta, per lui, appena l’11% dei voti. Sotto il 10% tutti gli altri candidati sostenuti dai principali partiti del paese.

Austria

Dopo le elezioni politiche del 15 ottobre 2017, sono tornati alle urne per le elezioni regionali gli abitanti della Bassa Austria, il più popoloso Land del paese: sono 1.400.000 e rappresentano circa il 25% dell’intero elettorato nazionale. La Bassa Austria è una roccaforte del Partito popolare (ÖVP) del premier Sebastian Kurz, e il voto ha semplicemente confermato gli equilibri in atto. L’ÖVP resta infatti ampiamente il primo partito con il 49,5%, perdendo un punto percentuale rispetto al 2013, ma mantenendo la maggioranza assoluta dei seggi. Molto distanti i socialdemocratici con il 23,9% e l’estrema destra dell’FPÖ con il 14,8% (quasi il doppio di cinque anni fa, nonostante le polemiche che hanno coinvolto il suo leader locale, Udo Landbauer, autore di un libro di canzoni antisemite e di ispirazione nazista). Come spiega Marco Di Blas, «Il sistema elettorale in Bassa Austria prevede ancora un “Konzentrationsregierung”, ovvero una “giunta di concentrazione”, che non è il risultato di un accordo politico, ma di un semplice calcolo matematico: in base ai voti ricevuti, tutte le liste che hanno superato una certa soglia esprimono uno o più assessori. La conseguenza è che in giunta siedono assessori di maggioranza e assessori di minoranza: i primi esercitano effettivamente il potere, gli altri ricevono di solito deleghe di marginale importanza». Altre elezioni regionali si svolgeranno in Austria nelle prossime settimane: il 25 febbraio in Tirolo, il 4 marzo in Carinzia, il 22 aprile nel Salisburghese.

Francia

Primo turno di due elezioni suppletive in Francia per altrettanti scranni dell’Assemblea nazionale. In Val d’Oise, a nord di Parigi, l’elezione di Isabelle Muller-Quoy di En Marche! è stata annullata dalla Corte Costituzionale e si è dunque tornati alle urne per confermare il mandato. Muller-Quoy è risultata la più votata con il 31% (circa 4 punti in meno delle legislative di giugno) e dovrà vedersela nuovamente al ballottaggio con il candidato Antoine Savignat dei Repubblicani. Stessa circostanza nella prima circoscrizione di Belfort, nella Francia centro-orientale. Anche qui l’elezione del deputato 29enne dei Repubblicani, Ian Boucard, era stata invalidata. Ma il deputato uscente è stavolta in testa già al primo turno, con il 39% dei voti, seguito dallo sfidante di En Marche! Christophe Grudler col 27%. Alle legislative di giugno 2017 fu Grudler a finire in testa al primo turno, venendo poi superato al ballottaggio per soli 279 voti. Da segnalare il crollo del candidato del Front National: conquistò il 17,5% al primo turno di giugno 2017, si è fermato al 7% nella ripetizione del voto. Sulla scheda gli elettori hanno trovato per la prima volta anche una candidata dei Patrioti, nuova formazione politica guidata da Florian Philippot, ex braccio destro di Marine Le Pen, ma il risultato è stato disastroso: appena il 2%. I due ballottaggi si svolgeranno domenica prossima.

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