Andrea Nahles, prima donna alla guida dell’SPD

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In Elezioni nazionali
feb 13th, 2018
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Il passo indietro di Martin Schulz dal vertice dell’SPD apre la strada ad Andrea Nahles, prima donna a guidare il partito socialdemocratico tedesco nei 154 anni della sua storia. Già ministro del Lavoro nella precedente legislatura, e nominata capogruppo al Bundestag dopo le elezioni del settembre 2017, Nahles dovrà affrontare il compito di gestire la nuova grande coalizione del quarto governo Merkel, che nascerà ufficialmente dopo la consultazione della base del partito, i cui risultati verranno resi noti domenica 4 marzo. Strada che, tuttavia, appare in discesa dopo l’attribuzione all’SPD del ministero delle Finanze, nelle ultime legislature sempre a guida CDU. Ministero che dovrebbe andare al socialdemocratico Olaf Scholz, mentre è ancora incerto il nome di chi sarà il nuovo ministro degli Esteri, dopo il passo indietro di Martin Schulz: tra i papabili, un’altra donna, la ministra delle politiche familiari Katarina Barley.

Sarà comunque un congresso straordinario, che si celebrerà il prossimo 22 aprile a Wiesbaden, a dover approvare la nomina di Nahles. Quest’ultima dovrà certamente rinunciare al 100% dei voti ottenuto l’anno scorso da Martin Schulz, quando fu nominato presidente in vista delle elezioni federali: ha infatti già annunciato la sua candidatura – pur senza l’appoggio di nessun componente del gruppo dirigente – anche la sindaca di Flensburg, Simone Lange, e sia nell’organizzazione giovanile del partito, sia in alcune federazioni regionali (su tutte, quella di Berlino) non mancano malumori verso la nomina di Nahles.

Originariamente vicina all’ala sinistra del partito, critica nei confronti dell’Agenda 2010 che fu promossa dall’allora cancelliere Gerhard Schroeder, negli ultimi anni Nahles ha ampliato la sua base di consenso, specialmente grazie alla battaglia per l’aumento del reddito minimo condotta nell’ultima legislatura. Si è espressa con vigore a favore della nuova grande coalizione, e ora ha il sostegno dell’intero direttivo dell’SPD. Spetterà a lei riportare l’SPD, alle elezioni europee del 2019, a cifre ben più alte di quelle a cui la attestano gli ultimi sondaggi, al di sotto del 20% e addirittura a ridosso degli euroscettici di Alternativa per la Germania.

 

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