Repubblica Ceca, spiragli per Andrej Babiš?

By admin
In Elezioni nazionali
feb 21st, 2018
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Jan Hamacek, nuovo leader del partito socialdemocratico ceco

Jan Hamacek, nuovo leader del partito socialdemocratico ceco

La crisi politica in Repubblica Ceca potrebbe essere giunta a un punto di svolta. E Andrej Babiš, dopo il primo tentativo fallito di formare un governo di minoranza, ha ora qualche possibilità in più di riuscire a formare un esecutivo stabile sotto la sua guida.

La svolta è arrivata con il congresso del partito socialdemocratico ČSSD, che ha eletto alla segreteria Jan Hamáček, presidente del Parlamento nella scorsa legislatura e attualmente vicepresidente dell’assemblea nazionale. In realtà Hamacek si è detto pronto ad avviare trattative con l’ANO, il partito centrista di Babiš, alla solita condizione: e cioè che il governo sia chiuso a personalità sotto inchiesta. Una richiesta irricevibile da parte di Babiš, che è indagato per frode sui fondi europei ma continua a definirsi l’unico candidato dell’ANO per la guida del governo.

La disponibilità a trattare da parte dei socialdemocratici (che alle elezioni del 2017 hanno subìto una pesante sconfitta, diventando il sesto partito del paese con appena il 7,3% dei voti e 15 seggi) potrebbe tuttavia aprire nuovi scenari, come quello dell’appoggio esterno a un governo Babiš. Ipotesi sulla quale potrebbe convergere anche il partito comunista KSČM, anch’esso fortemente ridimensionato dopo il voto dell’ottobre scorso (quando ha ottenuto il 7,8% e 15 seggi).

Babiš sta comunque continuando a percorrere altre strade che possano condurlo alla piena guida del governo (al momento è in carica solo per la gestione degli affari correnti). Resta in piedi, ad esempio, la soluzione che porta a un accordo con l’SPD, il partito xenofobo guidato da Tomio Okamura. Ma in tal caso Babiš dovrebbe affrontare una fronda all’interno del suo stesso partito: il ministro della Giustizia Robert Pelikán, ad esempio, indipendente ma vicino al partito di Babiš, ha dichiarato che non resterà al governo se questo sarà sostenuto da un “partito fascista” come l’SPD. Posizioni più sfumate, ma comunque ostili rispetto a un accordo con l’SPD, sono anche quelle del ministro degli Esteri Martin Stropnický e del ministro dei Trasporti Dan Ťok.

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