Svezia, consultazioni per il governo a un punto di svolta?

Ott 29th, 2018
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Annie Lööf, leader del Partito di Centro

Annie Lööf, leader del Partito di Centro

Anche il premier uscente, il socialdemocratico Stefan Löfven, getta la spugna e rinuncia all’incarico di formare un nuovo governo. E dunque la crisi di governo in Svezia, dopo le elezioni del 9 settembre scorso, resta ancora senza soluzione.

Prima di Löfven, anche il leader dei Moderati, Ulf Kristersson, alla guida della coalizione di centro-destra, aveva dovuto rinunciare all’incarico. Troppo scarsi i numeri in Parlamento: sono infatti 143 i seggi ottenuti dai quattro partiti del centro-destra, contro i 116 del centro-sinistra formato da socialdemocratici e Verdi. Fuori dalle coalizioni, la destra radicale dei Democratici svedesi con 62 seggi, e la sinistra radicale con 28 seggi.

Per ottenere la maggioranza dei seggi è necessario arrivare a quota 175, ma non è esclusa l’opzione di un governo di minoranza, come quello dell’ultima legislatura con socialdemocratici e Verdi.

Le consultazioni, condotte dal presidente del parlamento Andreas Norlén, deputato dei Moderati eletto grazie al sostegno dei Democratici svedesi, continueranno nei prossimi giorni. Il leader del partito di estrema destra, Jimmie Akesson, ha rivendicato per sé il tentativo di formare un governo, ma la proposta è caduta nel vuoto. Più probabile, invece, un incarico esplorativo affidato a Annie Lööf, che dal 2011 è leader del Partito di Centro, uno dei partiti dell’Alleanza di centro-destra e quello uscito più rafforzato dal voto, con l’8,6% e 31 seggi.

Le coalizioni non sono comunque più rigide come in campagna elettorale. La leader dei Verdi Isabella Lövin, ad esempio, si è già detta pronta a sedersi al tavolo per discutere di soluzioni di governo con il Partito di Centro e il Partito liberale (anch’esso appartenente al centro-destra), ma non con i Moderati e i cristiano-democratici. E lo stesso presidente del parlamento, tra le diverse opzioni sul campo, ha espressamente menzionato una grande coalizione che comprenda al suo interno Partito di Centro, Liberali e Verdi. Restano invece fuori dai giochi sia la destra che la sinistra radicale.

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