Iveta Grigule lascia l’EFDD, Farage e Grillo senza gruppo (per ora)

Ott 16th, 2014
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Iveta Grigule (foto: Emīls Desjatņikovs, F64)

L’abbandono del gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia Diretta (EFDD) da parte dell’eurodeputata lettone Iveta Grigule rischia di innescare un terremoto alla destra dell’emiciclo del parlamento europeo, proprio a pochi giorni dal voto sulla nuova Commissione Juncker.  Il Movimento 5 Stelle, che insieme all’Ukip era il vero motore dell’EFDD, ha annullato una conferenza stampa per annunciare la raccolta di firme per un referendum sull’euro. E riprendono quota le speculazioni che vorrebbero un accordo tra alcuni dei partiti finiti tra i Non Iscritti (in primis il Front National di Marine Le Pen, la Lega Nord, il PVV olandese e l’FPÖ austriaco) con il partito di Nigel Farage per creare un nuovo gruppo euroscettico. D’altra parte che all’interno dei gruppi, a pochi mesi dall’inizio della legislatura, vi fossero in atto dei mutamenti si era compreso già due settimane fa, quando Richard Sulik, eurodeputato slovacco, aveva lasciato il gruppo dell’ALDE per passare in quello dei conservatori ECR (ma prima dell’ufficializzazione della notizia, si diceva che avrebbe potuto aderire proprio all’EFDD: in questo caso l’abbandono di Grigule sarebbe stato ininfluente).

La fuoriuscita di Iveta Grigule (che si è iscritta al gruppo del PPE) è apparsa a molti un fulmine a ciel sereno, e fin da subito si è innescata una ridda di voci sulle ragioni che possono aver condotto a questo gesto. Lo stesso sito ufficiale dell’EFDD, a tal proposito, ha confermato le voci secondo le quali Grigule si sarebbe dimessa dal loro gruppo dopo aver ricevuto assicurazione dai leader di PPE e PSE sulla sua elezione a capo della delegazione parlamentare per i rapporti con il Kazakhistan. In realtà, ci sono almeno altre due ragioni che possono aver quantomeno agevolato la decisione dell’eurodeputata lettone.

La prima è che due settimane fa la Lettonia è andata al voto per il rinnovo del Parlamento. La campagna elettorale si è giocata soprattutto sul confronto tra partiti pro-Putin (come il partito socialdemocratico) e quelli anti-Putin (come quelli di centro-destra facenti parte della coalizione di governo uscente, tra cui lo stesso partito della Grigule, ZZS – Unione di Verdi e Agrari). Lo ZZS ha incrementato i propri voti rispetto alle elezioni precedenti del 2011, arrivando a soli due punti percentuali di distanza dal principale partito di centro-destra, Unità, a cui appartengono il forte commissario europeo Valdis Dombrovskis e la premier uscente Laimdota Straujuma. Grazie a questo risultato, lo ZZS amplierà la propria presenza nel governo nazionale, con più ministeri e di maggior peso. Un governo, in ogni caso, europeista, sia per contrapposizione alla Russia, sia perché il paese è da meno di un anno entrato nell’eurozona. In un contesto simile, la presenza dell’unica eurodeputata lettone dello ZZS nel gruppo più euroscettico di Strasburgo era diventata pressoché ingiustificabile. D’altra parte, anche l’ingresso della Grigule nell’EFDD a giugno suscitò molta sorpresa, dato che quasi tutti si aspettavano la sua adesione ai Verdi o al PPE.

La seconda regione è visibile a tutti nei voti espressi da Iveta Grigule finora al Parlamento europeo. Vero è che all’interno dell’EFDD si è sempre parlato di «loose association» tra i suoi componenti. Ma l’eurodeputata lettone ha votato in difformità dalle indicazioni del gruppo ben 4 volte su 10 nelle votazioni che si sono tenute tra luglio e settembre. In una classifica tra gli eurodeputati più fedeli alle indicazioni del proprio gruppo, Grigule risulta al 677esimo posto su 751 eurodeputati: non esattamente una posizione invidiabile. Soprattutto, Grigule ha votato a favore di tutte le risoluzioni contro la Russia e a favore dell’euro, mentre i suoi colleghi di partito intervenivano in aula per difendere Vladimir Putin (nel caso dell’Ukip) o per chiedere referendum per l’uscita del proprio paese dall’eurozona (come il m5s). Probabilmente quando a giugno Grigule aveva aderito all’EFDD, non si aspettava che venissero prese quelle posizioni nei confronti del conflitto russo-ucraino: ma, giunti a questo punto, era difficile immaginare che questa totale divergenza di vedute potesse proseguire ancora a lungo.

@StefanoSavella

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