Tim Farron è il nuovo leader dei liberal-democratici britannici

    Lug 16th, 2015
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    Tim Farron

    Tim Farron

    Era il primo passaggio atteso dopo il catastrofico esito elettorale del 7 maggio scorso in Regno Unito. I liberal-democratici hanno eletto il loro nuovo leader, Tim Farron, che prende il posto di Nick Clegg, ex vicepremier e alla guida del partito dal dicembre 2007. Spetterà ora a lui raccogliere un’eredità difficile, e un gruppo parlamentare di soli otto componenti, ridotto ai minimi termini. Farron è già stato presidente del partito dal 2011 al 2014 ed è stato eletto con il 56,5% dei voti degli iscritti, contro il 43,5% del suo sfidante Norman Lamb.

    Farron, 45 anni, è deputato dal 2005, sempre eletto nel collegio di Westmorland and Lonsdale, all’estremità nord-occidentale dell’Inghilterra, al confine con la Scozia. Dopo aver strappato nel 2005 il collegio ai conservatori per soli 267 voti su oltre 22.000, Farron lo ha difeso facilmente nell’anno di grazia del 2010 ma anche alle elezioni dello scorso 7 maggio, superando il 50% dei voti e facendo incetta dei consensi dell’elettorato laburista, il cui candidato è arrivato quarto, fermo ad appena il 5,4%. D’altra parte le posizioni di Farron sono da molti considerate di sinistra, e in questa campagna elettorale per la leadership dei lib-dem ha annunciato di voler ripartire dal confronto con la società civile sui temi della tutela dei diritti umani, dell’ambiente e del contrasto alle diseguaglianze sociali.

    Più vicino al centro e alle tradizionali rivendicazioni di marca liberale era invece Norman Lamb, l’altro candidato alla guida del partito. Sulle posizioni di quest’ultimo si era attestato anche Danny Alexander, pezzo da novanta della precedente classe dirigente lib-dem, segretario di Stato al Tesoro ma non rieletto alle ultime elezioni, spazzato via dal ciclone scozzese. In un articolo pubblicato sul «New Statesman» ha infatti chiesto che il suo partito resti saldamente al centro dello schieramento politico, evitando il rischio di scimmiottare le politiche in stile Syriza.

    Per il Partito liberal-democratico il prossimo test elettorale saranno le elezioni per il Parlamento scozzese previste per il maggio 2016. Il primo sondaggio pubblicato da Survation dopo le elezioni generali britanniche del maggio scorso mostra i lib-dem attestati sulla stessa percentuale, tra il 7 e l’8%, conquistata nel 2011 e che li portò a ottenere 5 seggi a Holyrood, il palazzo del Parlamento scozzese. Continua invece a volare il partito indipendentista guidato da Nicola Sturgeon, che nelle intenzioni di voto per il sistema uninominale arriva a toccare quota 56% (il sistema elettorale scozzese è in parte maggioritario e in parte proporzionale). Nella quota proporzionale, invece, importante balzo in avanti dei Verdi, che arriverebbero all’11%, avvicinandosi addirittura al Partito conservatore (12%).

    @StefanoSavella

     

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