A Oldham West prima vittoria per il Labour a guida Corbyn

    Dic 4th, 2015
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    Jim McMahon

    Jim McMahon

    Buona la prima. Il Partito laburista guidato da pochi mesi da Jeremy Corbyn vince la sua prima sfida elettorale dopo l’insediamento del nuovo leader. Lo fa nell’elezione suppletiva per il collegio di Oldham West and Royton, nella contea di Manchester, territorio tradizionalmente “rosso”; ma non si trattava di un risultato scontato, e certamente non erano prevedibili i margini con i quali il candidato labour ha prevalso.

    In questo collegio, fin dal 1970 (quando comprendeva solo Oldham West, prima dell’istituzione dell’attuale collegio nel 1997), i laburisti hanno vinto sempre con lo stesso candidato, Michael Meacher, scomparso il 21 ottobre scorso. Meacher faceva parte dell’ala sinistra del partito, quella che nel 2003 si era opposta alla guerra in Iraq (e non casualmente Tony Blair non gli ha mai assegnato in quegli anni incarichi di governo) e che ha sostenuto Jeremy Corbyn nella sfida per la leadership del partito (Meacher era stato uno dei 36 deputati ad aver sottoscritto la sua candidatura). Oggi, invece, a rappresentare i laburisti nel collegio di Oldham West and Royton sarà, per ironia della sorte, un esponente blairiano, Jim McMahon: 35 anni, capogruppo Labour nel consiglio metropolitano di Oldham, McMahon al recente congresso ha sostenuto Liz Kendall, la candidata più vicina alle posizioni dell’ala blairiana, finita però ultima nella contesa per la leadership.

    A sorprendere, come si diceva, sono state le percentuali di questo successo. Con un’affluenza alle urne prevedibilmente ridotta di un terzo rispetto alle elezioni generali del maggio scorso (dal 59,6 al 40,3%), i laburisti hanno addirittura incrementato la propria percentuale nei confronti di sette mesi fa, passando dal 54,8 al 62,1%: un aumento forse favorito anche dalla bassa affluenza (che ha tenuto lontani dalle urne soprattutto gli elettori conservatori, meno coinvolti rispetto alla tornata elettorale nazionale di maggio che ha visto il trionfo di David Cameron) ma non scontato, arrivando all’indomani della frattura nel gruppo parlamentare laburista sul voto sui bombardamenti britannici in Siria.

    E gli altri partiti? Contiene i danni l’Ukip, che in questa regione ha conquistato una buona fetta dell’elettorato bianco e della classe operaia: anche il partito di Nigel Farage incrementa la sua percentuale passando, rispetto a maggio, dal 20,6 al 23,4%, ma l’aspettativa era quella di riuscire a contendere il seggio al candidato laburista, come invece non è avvenuto. La polarizzazione tra McMahon e il candidato dell’Ukip John Bickley ha tenuto a casa, come si diceva, soprattutto gli elettori del Partito conservatore: il loro candidato James Daly si è fermato infatti al 9,3%, il minimo storico in questo collegio. Il cambio di leadership nazionale, infine, non ha favorito la performance dei liberal-democratici: la loro candidata ha conquistato solo il 3,7% dei voti, gli stessi ottenuti sette mesi fa alle elezioni generali.

    @StefanoSavella

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