Alternativa per la Germania vola alle elezioni in Brandeburgo e Turingia

    Set 15th, 2014
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    Da sinistra, Bodo Ramelow (Linke), Christine Lieberknecht (CDU) e Heike Taubert (SPD)

    Da sinistra, Bodo Ramelow (Linke), Christine Lieberknecht (CDU) e Heike Taubert (SPD) (fonte: www.zeit.de)

    Le elezioni per il rinnovo del Landtag in Brandeburgo e Turingia hanno sancito una nuova affermazione del partito euroscettico Alternativa per la Germania, ma anche una conferma del buono stato di salute della CDU di Angela Merkel, mentre l’SPD, pur restando al governo in entrambi i Länder, alterna una buona performance in Brandeburgo a un crollo inaspettato in Turingia. Escono da entrambi i parlamenti regionali i Liberali dell’FDP, che proseguono nella loro scomparsa dalla scena politica.

    In Brandeburgo, l’SPD arretra leggermente, dal 33% del 2009 al 31,9%, ma si conferma primo partito della regione con 30 seggi (uno in meno del 2009) e soprattutto conserva la poltrona di governatore con Dietmar Woidke, in carica dall’estate 2013. D’altra parte il partito socialdemocratico è sempre stato al potere in Brandeburgo fin dalle prime elezioni del 1990:

    fonte: Wikipedia

    Gli ultimi cinque anni hanno visto al potere una coalizione, finora inedita in Brandeburgo, tra l’SPD e gli ex comunisti della Linke. Fin dalla campagna elettorale, tuttavia, Woidke non ha sciolto i dubbi sul proprio prossimo partner di coalizione, non chiudendo la porta ai Verdi e, soprattutto, alla CDU, con la quale l’SPD è già stata al governo per due legislature tra il 1999 e il 2009. Gli incontri che si svolgeranno nei prossimi giorni sanciranno quale delle due opzioni sarà percorsa dal partito socialdemocratico: sia la Linke sia la CDU hanno infatti i numeri per diventare partner di minoranza della coalizione, pur partendo da due risultati elettorali assai diversi. La Linke ha infatti subito una dura sconfitta, perdendo ben l’8,6% dei voti e passando dal 27,2% del 2009 al 18,6%. Un calo che si mostra anche nel numero dei seggi, dato che la sinistra passa da 26 a 17 deputati regionali.  Al contrario, la CDU compie un bel balzo in avanti conquistando il 23% dei voti (+3,2% rispetto al 2009) e 21 seggi. Per ottenere la maggioranza nel Landtag bisogna raggiungere la soglia di 45 seggi sugli 88 complessivi. L’alleanza con la Linke concederebbe quindi a Woidke una maggioranza parlamentare assai risicata di 47 seggi, mentre una grande coalizione potrebbe contare su una maggioranza più stabile di 51 deputati. I Verdi, con il 6,2% dei voti e 6 seggi, non risultano invece indispensabili per la formazione di una coalizione di governo, così come i tre deputati eletti, a sorpresa, dai Freie Wähler (Elettori liberi) nei collegi uninominali.

    Alternativa per la Germania (AfD), come si diceva, ottiene un successo che va ben al di là delle attese, con il 12,2% dei voti e 11 seggi ottenuti nel Landtag. Alle ultime elezioni europee, dove pure ha pesato il voto di opinione, il partito euroscettico (che a Strasburgo fa parte del gruppo dei conservatori ECR) in Brandeburgo aveva ottenuto l’8,49%, comunque sopra la media nazionale. E due settimane fa, in Sassonia, nonostante un importante successo si era comunque fermato sotto la soglia del 10%. Nonostante le ripetute chiusure da parte della classe dirigente nazionale della CDU, lo scenario potrebbe mutare allorquando il partito di Angela Merkel dovesse vedere erodersi i propri consensi a ulteriore vantaggio di AfD.

    In Turingia la situazione è ulteriormente più complessa. Anche qui la CDU ha incrementato i propri consensi, passando dal 31,2% al 33,5% e da 30 a 34 seggi. Alla guida del governo resterà quindi, con ogni probabilità, l’uscente Christine Lieberknecht. Alle sue spalle si conferma la Linke, che grazie al suo popolare candidato presidente Bodo Ramelow conferma sostanzialmente il risultato di cinque anni fa, ottenendo il 28,2% dei voti e 28 seggi (uno in più). Ma la vera sorpresa di questa elezione è stata il crollo repentino, e tutt’altro che atteso, dell’SPD. Partner di minoranza nel governo di grande coalizione, il partito socialdemocratico puntava dichiaratamente a migliorare il 18,5% ottenuto cinque anni fa, arrivando magari al 20%, e da lì provare ad aprirsi una seconda opzione di governo, appoggiando insieme ai Verdi l’ex comunista Ramelow (un esperiemento inedito nella Germania unificata). La leader regionale dell’SPD, Heike Taubert, non ha però considerato l’impatto che una soluzione di questo tipo poteva portare nel proprio elettorato di orientamento più moderato. E soprattutto non ha convinto la disponibilità a essere «junior partner» di coalizione indifferentemente di un ex comunista o di una rappresentante cristianodemocratica. Il risultato è stato un crollo del partito al 12,4%, record negativo, che ha portato a raccogliere appena 12 seggi nel Landtag.

    I seggi rimanenti nel parlamento regionale sono stati conquistati dai Verdi (5,7% dei voti grazie ai quali riesce a eleggere 6 deputati regionali) e soprattutto da Alternativa per la Germania, che supera anche qui le attese  ottenendo il 10,6% e 11 seggi (la percentuale conquistata alle ultime europee era il 7,5%). Il risultato, in termini di frammentazione dell’assemblea, è drammatico. Per ottenere una maggioranza tra gli 88 rappresentanti del Landtag è necessario raggiungere quota 45. La grande coalizione CDU-SPD, per effetto del crollo di quest’ultima, arriva appena a un seggio in più. Ma d’altra parte 46 è anche la somma dei seggi di Linke, SPD e Verdi. Nessuna altra maggioranza sembra possibile, a meno di sperimentare nuove formule del tutto inedite. Ma qualsiasi sia la maggioranza che verrà a formarsi, sarà per forza di cose assai debole, potendo contare su numeri risicatissimi ed esposta al ricatto di singoli deputati regionali. Ironia della sorte, kingmaker della situazione sarà proprio l’SPD, uscita con le osse rotte da questa competizione elettorale. È quello che «Die Zeit» ha efficacemente chiamato «il paradosso di Erfurt», dal nome del capoluogo della regione.

    @StefanoSavella

     

     

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