Polonia, il nuovo governo di Ewa Kopacz ottiene la fiducia

    Ott 1st, 2014
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    Ewa Kopacz

    Ewa Kopacz

    Ha ottenuto oggi la fiducia dalla Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco, il nuovo governo presieduto da Ewa Kopacz, con 259 voti favorevoli, 183 contrari e 3 astenuti. Cinquantasette anni, pediatra, ex presidente proprio della Sejm oltre che ex ministro della Sanità, Kopacz aveva già giurato quale nuovo primo ministro lo scorso 22 settembre in sostituzione di Donald Tusk, nominato presidente del Consiglio europeo, incarico nel quale si insedierà ufficialmente a partire dal prossimo 1° dicembre. Come Tusk, anche Kopacz fa parte del partito di maggioranza Piattaforma civica, di centro-destra ed europeista. E proprio di Europa ha molto parlato la nuova premier nel corso del suo intervento di oggi alla Sejm, confermando la necessità di portare a termine i “compiti a casa” prima della possibile adozione dell’euro (che richiede però la maggioranza dei due terzi in Parlamento), chiedendo la rapida approvazione del TTIP tra Europa e Stati Uniti e annunciando provvedimenti che attutiscano gli effetti delle sanzioni russe nei confronti dei prodotti provenienti dai paesi dell’Unione. Un programma ampio per un governo, il suo, che avrà però vita breve, giacché nell’ottobre del prossimo anno sono in programma le elezioni politiche per il rinnovo del parlamento.

    La sfida per Kopacz sarà tutt’altro che semplice: malgrado il prestigio conferito al suo partito dalla nomina di Tusk a una delle posizioni in assoluto più rilevanti nell’organigramma dell’Unione Europea, in Polonia è ancora molto forte il consenso per il partito Legge e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski, ex primo ministro e gemello dell’ex presidente della Repubblica, Lech, deceduto in un incidente aereo nei pressi di Smolensk nel 2010. Gli ultimi sondaggi mostrano un testa a testa tra i due principali partiti del paese, che proprio sulle questioni europee trovano il proprio privilegiato terreno di battaglia: entrambi sarebbero attestati intorno al 33% dei voti, il che confermerebbe una perdita di voti da parte di Piattaforma civica rispetto al 2011 (quando ottenne il 39,2%) e un avanzamento di Legge e Giustizia (nel 2011 fermo al 29,9%). Una situazione, del resto, già verificatasi alle ultime elezioni europee, dove il partito di Donald Tusk ha preceduto quello di Kaczynski con appena lo 0,3% di margine (32,1% contro 31,8%). Nessuno dei due partiti avrebbe comunque da solo la maggioranza assoluta dei seggi, e sarebbe quindi necessario provvedere ad alleanze post-elettorali con partiti minori. Esclusa una collaborazione con la Sinistra democratica (che sarebbe il terzo partito del paese con l’11% secondo i sondaggi), resterebbero in campo due soli altri partiti, che però navigano a ridosso della soglia di sbarramento del 5%: il Partito del popolo polacco (alleato di governo di Piattaforma civica) e il Congresso della nuova destra.

    Dalla nuova squadra di governo presentata da Kopacz è uscito a sorpresa il nome più noto a livello internazionale del precedente governo Tusk, il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, premiato con la poltrona di presidente della Sejm. Il suo posto è stato preso da Grzegorz Schetyna, 51 anni, anch’egli in passato presidente della Camera ma anche ministro dell’Interno, oltre che attuale leader della corrente di partito avversa a quella del nuovo primo ministro: da lui si attende un confronto più pragmatico nei riguardi della Russia rispetto a quello piuttosto muscolare portato avanti dal suo predecessore. Resta invece al ministero dell’Economia il leader del Partito del popolo polacco, Janusz Piechociński, così come mantiene il posto di ministro della Difesa (ma acquisendo anche la carica di vicepremier) Tomasz Siemoniak.

    @StefanoSavella

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