Regionali 2015, le coalizioni si organizzano in attesa della Costituente Popolare

    Nov 3rd, 2014
    7709 Views

    In attesa delle elezioni regionali del 23 novembre in Emilia-Romagna e Calabria, con il centro-sinistra favorito in entrambi i casi, i partiti sono alle prese in queste settimane con i dossier riguardanti le regioni che andranno al voto nella primavera 2015 (probabilmente entro il mese di marzo). Sette in tutto: Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Il partito democratico punterà su alcuni governatori uscenti, sulle primarie o su candidature unitarie a seconda del contesto locale. Il centro-destra appare al momento più in ritardo, a causa soprattutto del destino incerto del Nuovo centrodestra. Il partito di Alfano correrà da solo in Emilia-Romagna e Calabria,  andando incontro a una forte riduzione della sua presenza nelle rispettive assemblee regionali. La prossima settimana vedrà la luce la Costituente Popolare con Ncd insieme a Udc e Popolari per l’Italia: un modo per proporsi come alternativa centrista o piuttosto per una più facile adesione a una delle due coalizioni? Resta però la spaccatura tra i dirigenti locali che premono in prevalenza per l’alleanza con il resto del centro-destra, e il livello nazionale che vorrebbe tentare la strada dell’accordo con il Pd almeno in alcune regioni. Il Movimento 5 Stelle sceglierà i suoi candidati presidenti nelle prossime settimane: le “regionalie” per i candidati consiglieri si sono per ora svolte soltanto in Veneto.

    In Liguria, il centro-sinistra ha fissato le primarie di coalizione il 21 dicembre, nonostante il parere contrario di diversi esponenti che avrebbero preferito spostarle a gennaio per venire incontro ai circoli genovesi colpiti dalla recente alluvione. In campo per il Pd, già da mesi, è l’assessora regionale alle Infrastrutture Raffaella Patia, vicina al presidente uscente Claudio Burlando che non sarà ricandidato. A contenderle la candidatura ci saranno di sicuro anche Alberto Villa, dirigente del partito a Genova, e Massimiliano Tovo, segretario dell’Udc nel capoluogo. La minoranza interna del Pd potrebbe giocare a sorpresa la carta di Sergio Cofferati, l’unica in grado di scompaginare il quadro; l’alternativa è rappresentata dal deputato Mario Tullo. Il centro-destra sarà fondato sull’asse Forza Italia-Lega Nord e dovrebbe puntare su un candidato della società civile: in corsa però potrebbe esserci anche la consigliera regionale Raffaella Della Bianca, ex Pdl, ora nel gruppo misto. Il Nuovo centrodestra dovrebbe invece correre in autonomia o allearsi con il centro-sinistra a seconda di chi vincerà le primarie. Nel Movimento 5 Stelle (che pure in questa regione più che nelle altre potrebbe recitare un ruolo di primo piano, soprattutto dopo che il centro-sinistra ha subìto il colpo delle responsabilità dell’alluvione), tramontata l’ipotesi di una candidatura del giornalista Ferruccio Sansa, ha fatto discutere la base la scelta di Beppe Grillo di non autorizzare una piattaforma regionale esterna al blog.

    In Veneto Luca Zaia corre per un secondo mandato, ma deve far fronte ai contrasti con il sindaco di Verona Flavio Tosi e alla crisi di Forza Italia (a causa anche del caso Galan), e accentrerà quindi la campagna elettorale sulla propria figura. Il centro-sinistra aveva fissato le primarie per il 14 dicembre, ma nella direzione regionale del Pd di ieri Alessandra Moretti, annunciando la sua candidatura, ha proposto di anticiparle a fine novembre. Sono già in corsa da alcune settimane il senatore Giorgio Santini e la deputata Simonetta Rubinato. Il Movimento 5 Stelle ha già votato per le “regionalie” dei candidati consiglieri, ma il nome del candidato governatore si conoscerà soltanto nelle prossime settimane. La più votata è stata la 25enne di Chioggia Erika Baldin.

    In Toscana Enrico Rossi ha ottenuto il sostegno del premier e correrà per il secondo mandato. Il centro-destra è invece spaccato, con Forza Italia accusata dagli altri partiti della coalizione di aver votato con il Pd la nuova legge elettorale regionale che li penalizza. Uno stallo che potrebbe favorire il Movimento 5 Stelle nel diventare la seconda forza politica in Consiglio regionale.

    Quadro quasi definito in Umbria, dove il sindaco di Assisi Claudio Ricci sarà in corsa sostenuto da due liste civiche e dal Nuovo centrodestra. Il Pd dovrebbe ufficializzare nell’assemblea regionale del 14 novembre la ricandidatura della presidente uscente Catiuscia Marini. Il centrodestra ha provato finora senza successo a convincere Ricci a sottoporsi alle primarie di coalizione: dovesse confermarsi questo scenario, Forza Italia proporrà un suo candidato che potrebbe comunque sottoporsi a primarie di coalizione con altri candidati.

    Nelle Marche bisognerà invece attendere le prossime settimane per una definizione del quadro delle candidature. Il Pd ha sostanzialmente tolto la fiducia al presidente in carica del centro-sinistra, Gian Mario Spacca, che si presenterà alle urne alla guida della lista civica Marche 2020. In pole position per il centro-sinistra c’è ora Alessia Morani, vicepresidente del gruppo al Camera ed ex responsabile della giustizia nella segreteria nazionale. Incerto il destino del Nuovo centrodestra, che ha votato in Consiglio regionale al fianco del Pd e in dissenso dal resto del centrodestra una norma sulla nomina degli assessori esterni: ma molti suoi esponenti sono recentemente rientrati in Forza Italia. Proprio nel partito berlusconiano sono in corsa per la candidatura l’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Piero Celani, ma anche il senatore e coordinatore regionale Remigio Ceroni.

    In Campania Stefano Caldoro proverà a essere riconfermato alla guida della regione per il centro-destra (quasi certamente insieme a Ncd). Il centro-sinistra ha fissato le primarie il 14 dicembre, malgrado Matteo Renzi continui a chiedere una scelta di sintesi rispetto ai due principali candidati, considerati troppo divisivi: l’eurodeputato Andrea Cozzolino (cuperliano) e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Se primarie ci saranno, correranno anche la lettiana Angelica Saggese e l’outsider Michele Di Salvo, ma è difficile che l’area renziana resti senza un proprio candidato di peso: per questo resta in campo l’ipotesi Pina Picierno.

    In Puglia invece le primarie del centro-sinistra sono alle porte: la data, già fissata da mesi, è quella del 30 novembre. Gli ultimi sondaggi mostra sempre in testa, con il 50% circa dei consensi, il segretario regionale del Pd ed ex sindaco di Bari Michele Emiliano, che conterà anche sul sostegno dell’eurodeputata Elena Gentile, vicina a Pippo Civati. Alle sue spalle, distanti non meno di 15 punti, si fronteggiano i suoi avversari, il senatore di Sel Dario Stefàno e l’assessore alle politiche giovanili del Pd Guglielmo Minervini. Il centro-destra ha invece congelato sine die le sue primarie: in molti spingono per la candidatura unitaria dell’ex presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, a capo di un movimento civico, ma se le primarie dovessero esserci sarà in corsaanche  il consigliere regionale forzista Nino Marmo. Il Nuovo centrodestra è diviso tra chi sostiene Schittulli e chi vorrebbe attendere l’esito delle primarie del centro-sinistra. L’Udc dovrebbe invece allearsi con il centro-sinistra se Emiliano dovesse vincere le primarie.

    @StefanoSavella

    Immagine: Foto Ravagli/Infophoto

    Comments are closed.