PollWatch 2014: il PPE passa in testa nei sondaggi

    Apr 17th, 2014
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    Sono state diffuse ieri le ultime stime di PollWatch 2014 sulle prossime elezioni europee, e per la prima volta da quando ha avuto inizio la ricognizione sui sondaggi di tutti i 28 paesi dell’Unione il PPE passa in testa rispetto al PSE. I Popolari raggiungono quota 222 seggi e staccano i Socialisti, fermi a 209. Tutti gli altri gruppi si collocano a una certa distanza e sono tutti piuttosto ravvicinati tra loro: i liberal-democratici sono stimati a 60 seggi, la Sinistra Europea a 53, i Conservatori a 42, i Verdi a 38, l’estrema destra a 34. Cresce ancora invece il gruppo “misto”, quello dei non iscritti, che comprende tutti i partiti nazionali che non si sono ancora pronunciati sull’affiliazione a uno dei gruppi già esistenti al Parlamento europeo. Tra i non iscritti ci sono, ad esempio, il Front National e il PVV olandese di Geert Wilders, che però hanno già deciso di unirsi in un nuovo gruppo insieme alla Lega Nord e ad altri partiti di destra in Europa. Soprattutto a destra dell’emiciclo, perciò, le stime di PollWatch sono soltanto indicative: bisognerà attendere il 26 maggio per comprendere se e quanti nuovi gruppi potranno crearsi e se qualcuno di quelli già esistenti non potrà più essere formato (ogni gruppo politico del Parlamento europeo necessita infatti di un minimo di 25 eurodeputati provenienti da almeno sette paesi diversi dell’Unione).

    La crescita del PPE non è probabilmente dovuta all’avvio della campagna elettorale del suo candidato alla presidenza della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, né dal primo dibattito televisivo avvenuto su France 24 con il suo principale avversario, il socialista Martin Schulz. I venti seggi che negli ultimi quaranta giorni hanno contribuito al sorprasso del PPE nei confronti del PSE sono arrivati grazie al recupero nei sondaggi di alcuni singoli partiti nazionali. Ad esempio, il partito polacco di centro-destra Piattaforma civica (PO) del premier Donald Tusk ha guadagnato nelle stime tre seggi, affiancando in testa il partito di estrema destra Diritto e giustizia (PiS) di Jaroslaw Kaczynski. Il partito di centro-destra portoghese ha guadagnato quattro seggi in poche settimane, salendo a soli quattro punti percentuali di distanza dal partito socialista. Anche l’UMP francese ha riguadagnato terreno, grazie anche al successo alle ultime elezioni amministrative, salendo a 23 seggi e superando, per il momento, il Front National. Rispetto alla stima fatta da PollWatch all’inizio di marzo, inoltre, il PPE guadagna due seggi a testa in Bulgaria e in Italia. Nel nostro paese, il calo nei sondaggi da parte di Forza Italia è stato bilanciato dall’alleanza tra Nuovo Centrodestra e Udc, inizialmente entrambi considerati al di sotto della soglia di sbarramento del 4%. La “bicicletta” tra il partito di Alfano e quello di Casini otterrebbe oggi, secondo i sondaggi, quattro seggi, facendo salire a 21 il totale degli eurodeputati italiani aderenti al PPE.

    Il PPE è il partito di maggioranza relativa nel Parlamento europeo fin dal 1999. Pur assai distante dai 275 seggi complessivi ottenuti alle elezioni di cinque anni fa, gli basterà probabilmente conquistare un solo seggio in più del PSE per portare Juncker alla presidenza della Commissione europea per il prossimo quinquennio. Come mostra un’analisi di Vincenzo Emanuele del Centro Italiano di Studi Elettorali, il PPE deve il suo successo grazie a una strategia di allargamento e inclusione avvenuta nel corso degli anni con i partiti di centro-destra di tutta Europa, anche a scapito di una certa coerenza interna del gruppo. Fa eccezione uno degli Stati più “pesanti” dell’Unione in termini di seggi assegnati, il Regno Unito, il cui Partito conservatore ha fatto parte nell’ultima legislatura del gruppo ECR, abbandonando il PPE a causa delle sue istanze euroscettiche.

    @StefanoSavella

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