Rush finale per le elezioni presidenziali in Croazia

    Gen 7th, 2015
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    I due candidati alla presidenza, Ivo Josipovic e Kolinda Grabar-Kitarovic

    I due candidati alla presidenza, Ivo Josipovic e Kolinda Grabar-Kitarovic

    L’uscente Josipović contro la sfidante Grabar-Kitarović. Il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Croazia, che si terrà domenica, si profila apertissimo dopo l’esito nient’affatto scontato del primo turno. Ivo Josipović, presidente della Repubblica in carica, sostenuto dal centro-sinistra, ha ottenuto un risultato più basso rispetto alle aspettative, il 38,46% (nessun sondaggio lo attestava sotto il 42%), mentre la candidata del centro-destra, l’ex ministra degli Esteri Kolinda Grabar-Kitarović, è stata autrice di una rimonta che l’ha portata al 37,22%. Come mostra la mappa qui sotto del voto espresso nel primo turno del 28 dicembre scorso, la sfidante (in blu) ha vinto in gran parte del paese, ma è stata sconfitta a Zagabria, in Istria e in generale nelle regioni settentrionali.

    Fonte: Wikipedia

    Fonte: Wikipedia

    Prima del ballottaggio sono stati programmati ben tre confronti televisivi in pochi giorni. Nel primo confronto di domenica scorsa, Grabar-Kitarović ha attaccato Josipović per non aver preso posizione contro l’azione del governo di centro-sinistra negli ultimi quattro anni, ritenuta troppo debole di fronte alla recessione prolungata che ha colpito il paese. I suoi sarebbero stati «i cinque anni peggiori nella storia della Croazia». Il presidente in carica ha ricordato il passato della sfidante, ex ministra nel governo di centro-destra di Ivo Sanader, poi arrestato per corruzione. Inoltre, ha proseguito Josipović, Grabar-Kitarović non potrà essere una presidente indipendente, soprattutto se le prossime elezioni politiche dovessero essere vinte dal leader del suo stesso partito, Tomislav Karamarko.

    Al termine del primo confronto televisivo, secondo un sondaggio online, Grabar-Kitarović è risultata più convincente rispetto a Josipović. Ma ad essere decisivi al ballottaggio saranno soprattutto gli elettori della più grande sorpresa del primo turno, il venticinquenne Ivan Vilibor Sinčić, esponente del movimento “Muro Vivente” che si batte per il diritto alla casa, che ha raccolto gran parte del consenso anti-establishment: la sua campagna elettorale quasi a costo zero gli ha fruttato il 16,42% dei consensi. Benché Sinčić sia un esponente della sinistra radicale, è difficile prevedere come si comporteranno i suoi elettori. Sinčić non si è schierato con nessuno dei due candidati, e ha già dichiarato che non collaborerà con nessuna delle due principali coalizioni in vista delle elezioni politiche di fine anno (alle quali parteciperà un altro nuovo attore, il partito ecologista ORaH dell’ex ministra Mirela Holy, ben piazzatosi alle ultime europee). Ma non è detto che tutti i suoi elettori condividano la sua scelta, così come la sua retorica anti-europea e anti-americana. Al contrario, all’indirizzo di Grabar-Kitarović potrebbero arrivare i voti del quarto candidato del primo turno, Milan Kujundžić, che fino al 2013 ha militato nel suo stesso partito prima di attestarsi su posizioni più vicine all’estrema destra.

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: www.vecernji.hr

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