Elezioni europee, le previsioni di voto nel Nord-Ovest

    Apr 23rd, 2014
    1059 Views

    Definite le liste e le candidature nelle cinque circoscrizioni, è già possibile provare a ipotizzare quali potranno essere i nomi dei futuri europarlamentari italiani. Il sistema di voto con le preferenze (ben tre a disposizione per ogni elettore), presente nella maggioranza ma non in tutti i paesi dell’Unione, rende la partita aperta a possibili sorprese. Per alcuni candidati la strada potrebbe essere più semplice. Vediamo come.

    Il ministero dell’Interno ha ufficializzato la suddivisione dei seggi nelle cinque circoscrizioni italiane in base ai dati del censimento 2011. Al Nord-Ovest ne spetteranno 20, al Nord-Est e al Centro 14, al Sud 17 e nelle Isole 8. Rispetto a cinque anni fa, quindi, perdono un seggio le due circoscrizioni settentrionali e quella centrale, mentre ne guadagnano due a testa quella meridionale e quella delle isole (dopo il Trattato di Lisbona, l’Italia ha complessivamente un seggio in più, 73 invece di 72). In questa previsione consideriamo che a suddividere i seggi saranno cinque partiti: PD, M5S, Forza Italia, Lega e NCD-UDC. Nella media dei sondaggi al momento sono sotto la soglia del 4% nazionale sia la Lista Tsipras sia Fratelli d’Italia sia Scelta Europea.

    Il Partito democratico nel 2009 ottenne a livello nazionale il 26,1% dei voti, e nel Nord-Ovest (Liguria, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta) il 23%, e cinque seggi. Il 32% nazionale che la media dei sondaggi assegna oggi al PD potrebbe quindi subire una flessione nel Nord-Ovest: in assenza di sondaggi specifici, consideriamo un calo simile a quello di cinque anni fa, che lo porterebbe al 29%, una percentuale che consentirebbe di ottenere sette seggi a Strasburgo. Chi potranno essere gli eletti? La capolista, Alessia Mosca, che ha già lavorato in ambito europeo e che attualmente è capogruppo del Pd alla Commissione Politiche europee della Camera, è alla prima esperienza di voto con le preferenze. Potrà non essere la più suffragata, ma è molto probabile che finisca nelle prime posizioni utili. Sarà quasi certamente tra gli eletti anche Mercedes Bresso, forte della battaglia giudiziaria vinta contro l’ex governatore Roberto Cota che la sconfisse alle regionali del 2010. Ci sono poi gli eurodeputati uscenti: Sergio Cofferati (che nel 2009 superò quota 200.000 preferenze), Patrizia Toia (128.000 voti personali nel 2009) e Pierantonio Panzeri (che ne conquistò 87.000). Non sarà ricandidata l’uscente Francesca Balzani, mentre Gianluca Susta, eletto nel 2009 nel PD, è passato con Scelta Civica e sarà capolista di Scelta Europea proprio nel Nord-Ovest. La partita è quindi aperta per i due (o uno, se il risultato dovesse essere inferiore alle attese) seggi rimanenti. Uno potrebbe provenire dalla Liguria, da cui nel 2009 provenivano sia Francesca Balzani sia Franco Bonanini, subentrato nel 2013 a Susta dopo l’ingresso di quest’ultimo in Senato. Tra i nomi di maggior peso c’è Renata Briano, assessore regionale all’Ambiente in Liguria che ha sostenuto Pippo Civati all’ultimo congresso. Molti i rappresentanti della società civile nel resto della lista: tra chi ha incarichi elettivi, ci sono invece il sindaco di Nichelino (Torino) Pino Catizone, l’assessore alla Viabilità della Provincia di Torino Alberto Avetta, la sindaca di Stella, meno di 3.000 abitanti in provincia di Savona, Marina Lombardi, e la vicepresidente della Provincia di Mantova, Francesca Zaltieri.

    Al Movimento 5 Stelle, in assenza di altri riferimenti, si può considerare anche per il Nord-Ovest la percentuale che al momento gli viene assegnata dai sondaggi nazionali, vale a dire il 24%. Sarebbero in tal caso cinque o sei i seggi che scatteranno per Strasburgo. È probabile che molti voti per il movimento di Grillo non conterranno preferenze, a causa della bassa notorietà dei candidati. Stando ai voti ottenuti alle primarie sul web (benché poco indicativi, per via della ristretta platea di votanti), potrebbero farcela Eleonora Evi, Francesco Attademo e Alice Salvatore, i più votati al primo turno delle primarie rispettivamente in Lombardia, Piemonte e Liguria. Al secondo turno, i più votati sono stati Marco Valli, Tiziana Beghin e Marika Cassimatis.

    Assai più agguerrita sarà la battaglia per la conquista dei seggi spettanti a Forza Italia, che saranno probabilmente quattro nel Nord-Ovest, la metà di quanti ne elesse nella stessa circoscrizione il PDL, che però comprendeva anche candidati oggi confluiti in altri partiti. È atteso il risultato in termini di preferenze del capolista Giovanni Toti, alla prima avventura elettorale. Ma alle sue spalle ci saranno soprattutto gli uscenti ricandidati: Lara Comi (63.000 preferenze nel 2009), Licia Ronzulli (40.000), Iva Zanicchi (22.000), Susy De Martini (19.000), Fabrizio Bertot (19.000, subentrato nel 2013 a Gabriele Albertini). Ma a loro vanno aggiunti anche altri due uscenti che nel 2009 furono eletti in altri partiti: Franco Bonanini (eletto nel PD, ottenne più di 43.000 voti) e Oreste Rossi (eletto con la Lega, 14.000 voti). Assai ridotto, quindi, lo spazio per eventuali outsider.

    Saranno due o tre, secondo le previsioni, gli eletti della Lega Nord nella circoscrizione nord-occidentale. Scontata la rielezione di Matteo Salvini (poco meno di 70.000 preferenze cinque anni fa), che sarà però capolista anche nel Nord-Est e dovrà quindi esercitare un’opzione per una delle due circoscrizioni. Non sono stati ricandidati gli uscenti Borghezio, Provera e Speroni. Potranno quindi far valere la loro visibilità l’autore di libri anti-euro Claudio Borghi e il deputato Gianluca Buonanno. Ma si giocherà le sue carte anche Dario Galli, già deputato e senatore leghista oltre che presidente della Provincia di Varese fino al 2013.

    Infine, per l’unico seggio che probabilmente scatterà nel Nord-Ovest per la “bicicletta” tra NCD e UDC, dietro il capolista Maurizio Lupi, che dovrebbe però rimanere ministro anche dopo il 25 maggio, si contenderanno il seggio soprattutto Gabriele Albertini (67.000 voti nel 2009) e l’ex presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà.

    @StefanoSavella

    Comments are closed.