Spagna, mercoledì 31 il primo voto di fiducia su Rajoy

    Ago 26th, 2016
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    ALbert Rivera e Mariano Rajoy (AFP PHOTO / JAVIER SORIANO)

    Albert Rivera e Mariano Rajoy (AFP PHOTO / JAVIER SORIANO)

    La prossima settimana il Congresso (la camera bassa del Parlamento spagnolo) è convocato per discutere e votare la fiducia a Mariano Rajoy. Dopo le elezioni dello scorso 26 giugno entra quindi nel vivo il percorso istituzionale che potrebbe portare il paese ad avere – dopo oltre otto mesi – un governo in carica con una maggioranza parlamentare a suo sostegno, oppure a nuove elezioni (le terze in un anno) che verrebbero a cadere, stando alle scadenze fissate per le legge, durante le feste di Natale.

    Dopo il dibattito di martedì 30 agosto, il giorno successivo si inizierà a votare, anche se l’esito appare al momento scontato: Rajoy non otterrà la fiducia mercoledì 31 essendo richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Congresso, fissata a quota 176. Più incerto potrebbe rivelarsi il risultato della votazione che avverrà 48 ore dopo, il 2 settembre, nella quale sarà richiesta la maggioranza relativa: in quel caso il leader del Partito popolare per confermarsi alla Moncloa (dove risiede a Madrid il presidente del Consiglio) avrà bisogno di undici astensioni, oltre al sostegno di Ciudadanos, il partito liberale di centro-destra. Ma è più facile a dirsi che a farsi.

    Anzitutto l’accordo tra Partito popolare e Ciudadanos, annunciato lo scorso 18 agosto, non è ancora stato firmato. Si prolungheranno almeno fino a domenica le trattative tra gli esponenti dei due partiti per andare incontro alle sei richieste esposte dal leader di Ciudadanos, Albert Rivera, per votare sì all’investitura di Rajoy. Tra queste, la decadenza dei politici incriminati di corruzione dalle loro cariche (anche se i popolari hanno già ottenuto che questo provvedimento si applichi solo a determinati capi d’accusa, e non in generale), il limite di due mandati, una riforma elettorale in senso più proporzionale e senza liste bloccate.

    Ciudadanos può contare su 32 deputati: insufficienti per formare una maggioranza parlamentare insieme ai popolari, ma necessari per mettere pressione al Partito socialista che a quel punto, decidendo di votare contro Rajoy in entrambe le votazioni, si assumerebbe la responsabilità di portare con ogni probabilità la Spagna a nuove elezioni a Natale (elezioni che peraltro, stando ai sondaggi, potrebbero nuovamente concludersi con un Parlamento ingovernabile). D’altra parte l’astensione del PSOE, oltre a spianare la strada a un nuovo governo guidato da Rajoy, esporrebbe il Partito socialista a una perdita di consensi alla sua sinistra, a favore di Podemos, che al momento resta a guardare l’evolversi degli eventi.

    Di fronte al no dei socialisti, a Rajoy resterebbe una sola strada, ma piuttosto stretta. Oltre al voto favorevole di Ciudadanos, dovrebbe pescare i voti utili all’investitura tra i partiti regionalisti. Già ottenuto l’accordo con l’unico deputato di Coalición Canaria, un’apertura potrebbe provenire dai cinque rappresentanti del partito nazionalista basco (PNV): il 25 settembre si svolgeranno infatti le elezioni per il rinnovo del parlamento regionale dei Paesi Baschi, e il PNV potrebbe aver bisogno proprio dei voti del Partito popolare per restare al governo della regione. Anche con il voto favorevole di questi deputati, l’investitura di Rajoy resterebbe un voto sotto la soglia necessaria. Ma a quel punto basterebbe una sola astensione, e tra i ranghi dell’opposizione potrebbe esserci qualche sorpresa.

    @StefanoSavella

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