Alternativa per la Germania fa il pieno di voti nel Land di Angela Merkel

    Set 5th, 2016
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    La distribuzione dei seggi nel Parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania orientale

    La distribuzione dei seggi nel Parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania orientale

    Il trend delle ultime settimane era chiaro ed è stato rispettato nelle urne: alle elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania orientale il partito della destra anti-europeista Alternativa per la Germania (AfD) supera il partito di Angela Merkel, la CDU, e diventa il secondo partito alle spalle dei socialdemocratici della SPD. Un risultato reso eclatante perché questo è il Land in cui la cancelliera è da sempre stata eletta al Bundestag, e che conferma la presenza ormai stabile dell’AfD nel panorama politico tedesco a poco più di un anno dalle prossime elezioni federali. L’analisi del quadro complessivo, tuttavia, va ben distinta tra contesto locale e contesto nazionale.

    In Meclemburgo-Pomerania orientale resterà al governo la SPD con il presidente uscente Erwin Sellering, che potrà scegliere se proseguire la grande coalizione con la CDU (con cui governa la regione già da dieci anni) o se passare a un accordo di governo con la Linke, come è già avvenuto in passato in questo e altri Länder. Entrambe le soluzioni sono praticabili nel Parlamento regionale: nel primo caso i 26 seggi della SPD (uno in meno di cinque anni fa) si sommerebbero ai 16 (due in meno) della CDU; nel secondo, invece, la maggioranza sarebbe realizzata grazie agli 11 seggi della Linke (tre in meno). Il calo in termini di seggi per questi tre partiti, come si vede, non è poi stato drammatico, al cospetto del grande risultato di AfD che entra per la prima volta in questo Parlamento regionale con 18 seggi. Ma ciò è avvenuto soltanto in seguito alla débâcle dei Verdi, finiti appena al di sotto della soglia di sbarramento del 5%, mentre perdono la loro rappresentanza in assemblea anche i neonazisti della NPD, passati dal 6 al 3%. Ma se si guardano i dati percentuali dei partiti tradizionali, il quadro si fa più nero: la SPD e la Linke hanno perso oltre il 5% dei voti rispetto al 2011, la CDU e i Verdi il 4%.

    Fin qui i dati principali emersi nel contesto locale. Ma dal voto di ieri in Meclemburgo è possibile anche trarre alcune indicazioni in chiave nazionale. Anzitutto va segnalato il dato dell’affluenza, tornato a salire sopra il 60%, più che nelle due consultazioni precedenti e circa il 10% in più di cinque anni fa. E infatti il bacino di voti dell’AfD ha pescato soprattutto tra gli astensionisti, oltre che (in misura orientativamente uguale) tra gli altri principali partiti. Questo dato può rilevarsi importante se si replicasse a catena in tutto il paese alle prossime elezioni federali. A doversi preoccupare è forse, tra tutti i partiti tradizionali, soprattutto la Linke, che nell’Est ha sempre avuto il suo granaio di voti ma che soffre sempre più spesso la concorrenza a destra dell’AfD, perdendo quella sua parte di elettorato meno legata ai valori della sinistra e più a una dimensione anti-sistema.

    Questo voto cambierà le politiche del governo federale da qui alle elezioni del prossimo anno? Difficile dirlo; in fondo il Meclemburgo-Pomerania orientale è il Land meno popolato del Paese, quello con meno centri urbani e quindi in cui l’AfD può affondare meglio la propria propaganda. Berlino, da sola, conta più del doppio degli abitanti di questo Land: proprio nella capitale si andrà al voto tra due settimane per scegliere il nuovo sindaco della città metropolitana, e il risultato dell’AfD dovrebbe attestarsi ben al di sotto del 20% (secondo alcuni sondaggi addirittura sotto il 10). Ciò non cambia il valore soprattutto simbolico della sconfitta di ieri per il partito di Angela Merkel (finito per la prima volta sotto il 20% in Meclemburgo). Ma potrebbe influire relativamente poco, soprattutto se si guarda a quanto avvenuto quattro anni fa, quando la CDU, reduce da pessime elezioni regionali, stravinse le elezioni federali. E Merkel punterà a replicare anche nel 2017 lo stesso risultato.

    @StefanoSavella

     

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