Elezioni regionali in Abruzzo, ancora incertezza sui candidati

    Nov 9th, 2018
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    Sara Marcozzi, candidata del m5s in Abruzzo

    Il prossimo appuntamento elettorale di rilievo in Italia saranno le elezioni regionali in Abruzzo, in programma il 10 febbraio 2019. Sono invece ancora da stabilire le date del voto in altre due elezioni regionali di inizio 2019, in Basilicata e Sardegna.

    Il contesto

    A differenza di cinque anni fa, non si voterà in contemporanea con le elezioni europee. Il presidente uscente, Luciano D’Alfonso, è infatti stato eletto senatore alle politiche di marzo con il Partito democratico. Per alcuni mesi D’Alfonso ha mantenuto entrambe le cariche, prima che la giunta per le elezioni di Palazzo Madama lo vincolasse a una scelta. E optando per il seggio da senatore, D’Alfonso ha lasciato la presidenza della regione nelle mani del suo vicepresidente, Giovanni Lolli, divenuto presidente vicario. Quest’ultimo, a settembre, ha convocato le elezioni per il 10 febbraio, nonostante il centro-destra chiedesse di tornare al voto entro la fine del 2018. Forza Italia aveva annunciato ricorso al Tar, ma ciò non risulta essere mai avvenuto.

    L’Abruzzo, negli anni della Seconda Repubblica, ha sempre avuto una perfetta alternanza nel governo della regione. Mai nessun governatore è infatti stato riconfermato per la seconda volta. Dal 1995 ad oggi, dunque, l’Abruzzo ha avuto tre governatori di centro-sinistra (Antonio Falconio, Ottaviano Del Turco e Luciano D’Alfonso) e due di centro-destra (Giovanni Pace e Giovanni Chiodi).

    Il centro-sinistra

    In pole position per la candidatura a presidente della Regione per il Partito democratico c’è Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm. Il suo nome circola ormai da mesi, ma l’interessato non ha ancora sciolto la riserva. In una lettera inviata nei giorni scorsi al «Messaggero», infatti, Legnini afferma che accetterà la candidatura «solo se sarà possibile realizzare un progetto aperto e plurale, un’alleanza tra progressisti e liberali». Una frase che apre la strada a un allargamento della coalizione a liste civiche già esistenti e a partiti dell’area moderata, con un chiaro riferimento alle fibrillazioni interne al centro-destra.

    Del resto, del centro-sinistra tradizionale è rimasto ben poco. L’Italia dei Valori e il Partito socialista hanno annunciato un «progetto autonomo» per le prossime regionali. E anche Sinistra Italiana, che già era all’opposizione della giunta D’Alfonso, ha dichiarato che correrà fuori dal centro-sinistra. A sostenere Legnini ci sarebbe invece MDP-Articolo 1.

    Il centro-destra

    Sia per la legge dell’alternanza finora sempre rispettata, sia per il vento favorevole a livello nazionale, il centro-destra è il grande favorito per la conquista della regione. Ma proprio per questo c’è grande ressa per assicurarsi una poltrona, quella di governatore, considerata sicura. Nel tavolo nazionale del centro-destra riguardante le prossime elezioni regionali del 2019, l’Abruzzo è stato assegnato a Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha così proposto alla coalizione una rosa di tre candidati: il coordinatore regionale Giandonato Morra, il senatore Marco Marsilio e il cardiochirurgo Massimiliano Foschi. Tre nomi che hanno deluso gli altri alleati della coalizione, e tra i quali non figurava il favorito, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.

    Di fronte a candidature ritenute deboli, anche il resto della coalizione ha cominciato a vacillare. Per Forza Italia ha ventilato la sua candidatura Gianfranco Rotondi, chiedendo che a Fratelli d’Italia venga assegnata la candidatura a presidente in Piemonte con Guido Crosetto. La Lega, invece, pur criticando le divisioni interne a Fratelli d’Italia, sembra aver dato il proprio consenso alla candidatura di Massimiliano Foschi, nonostante la sua «inesperienza politica», secondo le parole dello stesso coordinatore regionale della Lega.

    Il Movimento 5 Stelle

    Ha invece già un nome il movimento 5 Stelle, che alla presidenza candida Sara Marcozzi, consigliera regionale uscente e già candidata presidente nel 2014 (ottenne il 21,4%). Marcozzi, avvocato di Chieti, ha vinto le «Regionarie» già a metà settembre, ed è in campagna elettorale permanente. Alle ultime politiche il Movimento 5 Stelle ha conquistato il 39,8% alla Camera e il 39,2% al Senato, dunque sopra la media nazionale. Ma il Movimento non ha finora mai vinto un’elezione regionale, e bisogna capire come reggerà alla prova del governo nazionale fino a febbraio. In Abruzzo, peraltro, ha fatto molto discutere l’abbandono del Movimento 5 Stelle da parte dell’eurodeputata pescarese Daniela Aiuto, che ha successivamente criticato duramente la gestione del partito da parte della Casaleggio Associati.

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