Exit poll in Repubblica Ceca, europeisti avanti ma affluenza al 20%

    Mag 24th, 2014
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    Anche in Repubblica Ceca, subito dopo la chiusura delle urne, sono stati diffusi i primi exit poll da parte del sito web iDNES. Il dato più rilevante della consultazione è tuttavia quello dell’affluenza alle urne: nonostante i due giorni in cui è stato possibile votare (ieri di pomeriggio e oggi di mattina, fino alle 14) soltanto il 20% dei cechi ha espresso il proprio voto, contro il 28% di cinque anni fa. L’astensionismo ha penalizzato sicuramente i partiti anti-europeisti, che puntavano invece ad intercettare i consensi di coloro che guardano con poca fiducia all’Unione Europea e alla moneta unica.

    Secondo l’exit poll diffuso questo pomeriggio, quindi, a ottenere il maggior numero di consensi sarebbe il partito di centro-destra TOP09, aderente al PPE, con il 18% e cinque eurodeputati. Alle sue spalle ci sarebbe il partito social-democratico, che conquisterebbe in termini percentuali il 17% dei voti e quindi porterebbe in dote quattro eurodeputati al Partito socialista europeo. Soltanto terzo, con il 15,5%, arriverebbe il partito ANO 2011, creato proprio tre anni fa dal magnate multi-milionario Andrej Babiš (alle ultime elezioni politiche aveva invece superato il 18% diventando il secondo partito del paese). Malgrado questo partito si sia espresso in un primo momento contro l’euro e contro una più rapida integrazione europea, ha successivamente stretto un accordo con Guy Verhofstadt, che è stato a Praga il 16 maggio per la campagna elettorale dell’ANO 2011. I suoi quattro eurodeputati dovrebbero quindi iscriversi al gruppo dell’ALDE, ma l’adesione non è ancora del tutto certa.

    Il Partito comunista otterrebbe l’11% e tre eurodeputati in supporto ad Alexis Tsipras. Alle sue spalle il Partito cristiano-democratico con il 9,5% riuscirebbe a portare a Strasburgo due eurodeputati, così come il partito conservatore ed euroscettico Democrazia Civica, aderente all’ECR, che guadagnerebbe due punti percentuali rispetto alle politiche ma che non sarebbe riuscito a catalizzare verso di sé il consenso più nettamente anti-europeo del paese. L’exit poll non riporta una percentuale sufficiente ad eleggere eurodeputati per il partito personale di Tomio Okamura, la vera sorpresa delle elezioni politiche dello scorso anno. Così come resterebbero fuori dalla distribuzione dei seggi per Strasburgo, a causa della soglia di sbarramento del 5% (la più alta consentita dalla normativa europea) anche i Verdi e la destra euroscettica dei Cittadini Liberi.

    @StefanoSavella

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