Live blog: Elezioni europee 2014

    Mag 25th, 2014
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    Oggi vanno alle urne i cittadini degli altri 21 paesi dell’Unione Europea, dopo quelli di Olanda, Regno Unito, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia e Malta che hanno già votato tra giovedì e ieri. Seguiremo con un live blog le notizie e gli exit poll da tutti i paesi dell’Unione.

    00.25 – Arrivano i risultati anche dal Belgio: in vantaggio con 4 seggi i fiamminghi dell’N-VA, che negli ultimi 5 anni hanno aderito ai Verdi ma che ora potrebbero entrare nel gruppo dei conservatori ECR. Tre seggi per i socialisti e per i cristiano-democratici.

    23.50 – Dalla Slovacchia arrivano i nomi dei tredici eurodeputati eletti: 6 andranno nel gruppo del PPE, 4 nel gruppo del PSE (compreso il commissario europeo uscente Maros Sefcovic), 1 nell’ALDE, 1 nei conservatori, e uno nei non iscritti (del partito euroscettico Olano).

    23.30 – Anche in Croazia avanti il centro-destra con il 41% e 5-6 seggi per il PPE. La coalizione di centro-sinistra si ferma al 29% e conquista 4 seggi. Un seggio va ai Verdi.

    23.25 – In Ungheria sono stati scrutinati i 2/3 delle schede e il risultato mostra un ampio vantaggio per il partito di centro-destra del premier Orban, che arriva al 52,83%. I neonazisti di Jobbik sono poco sotto il 15% (poco meno del previsto). Solo al terzo posto arrivano i socialdemocratici con l’11,22%. Un seggio conquisterebbe anche la sinistra radicale, con il 9,21%.

    23.15 – Il primo exit poll in Spagna mostra il Partito popolare in vantaggio con il 26% e 16 eurodeputati eletti. Il Partito socialista seguirebbe con il 23% e 14 europarlamentari. Alle loro spalle il blocco di Sinistra prenderebbe il 10% e 6 seggi. Ma la vera sorpresa è il quarto posto del nuovo movimento anti-casta Podemos, con non pochi accenti comuni con il Movimento 5 Stelle, che conquisterebbe il 7,9% e cinque eurodeputati. Un successo, quest’ultimo, non rilevato dagli ultimi sondaggi. Solo al quinto posto arriverebbe il partito di centro UPyD con il 6,4% e 4 deputati. Più indietro, seggi anche per i partiti regionali ma anche per altri movimenti civici come Primavera Europea.

    22.55 – Oggi si votava in Lituania anche per il secondo turno delle elezioni presidenziali. Come ampiamente previsto, Delia Grybauskaité ha ottenuto un secondo mandato, ottenendo dopo un conteggio parziale il 55,5% dei voti, contro il 42,5% del suo sfidante, il socialdemocratico Zigmantas Balcytis (si conteggiano anche le schede bianche).

    22.40 – Le prime proiezioni sulla suddivisione dei seggi al prossimo Parlamento europeo sono le seguenti: PPE 211; PSE 193; ALDE 74; GREENS/EFA 58; GUE/NGL 47; NA 40; ECR 39; EFD 33; Altri 56. Al di là di quelli che saranno i risultati del PD in Italia e del Labour in Gran Bretagna, la rimonta da parte di Martin Schulz sembra ormai impossibile. Jean-Claude Juncker potrebbe guidare la Commissione con una maggioranza composta da PPE, PSE e ALDE.

    22.30 – Prima di conoscere il risultato in Italia, il Movimento 5 Stelle dovrebbe seguire quanto sta succedendo in Europa per provare a cercare alleati con i quali costituire un nuovo gruppo al Parlamento europeo. Trovare un collante con partiti e (soprattutto) movimenti di altri sei paesi europei non sarà semplice, qualche indicazione però si può già trovare. In Slovenia dovrebbe conquistare un seggio il nuovo partito anti-corruzione e anti-austerity dell’ex presidente della Corte dei Conti Igor Soltes. In Germania molti movimenti civici otterranno un seggio malgrado percentuali molto basse, addirittura sotto l’1%: tra questi potrebbe spuntare un possibile alleato. C’è poi il movimento populista To Potami (Il Fiume) in Grecia, che euroscettico non è, ma che potrebbe condividere una piattaforma con il m5s. In Irlanda è stato eletto un candidato indipendente, “Ming” Flanagan, che si è espresso contro l’euro. E anche in Spagna l’assenza di sbarramento potrebbe portare a Strasburgo movimenti civici anti-austerity. E un ultimo aiuto potrebbe venire da un altro movimento populista in Bulgaria, fondato da un giornalista televisivo, “Bulgaria senza Censura”. Tutti questi eurodeputati avrebbero vantaggi nell’entrare a far parte di un gruppo anziché rimanere tra i non iscritti. Il problema maggiore riguarda semmai la stessa forza della delegazione grillina a Strasburgo: con più di 20 eurodeputati tutti i rappresentanti degli altri paesi otterrebbero briciole in termini di tempo per gli interventi in aula e di fondi destinati al gruppo.

    22.10 – In Germania circolano già i nomi dei primi europarlamentari eletti. Nella Linke c’è anche il 34enne Fabio De Masi, di origini italiane ma nato e cresciuto in Germania. Era candidato nella circoscrizione del Nord Reno-Vestfalia e Amburgo.

    21.25 – In Svezia come previsto sono avanti i socialisti con il 23,7%. Il centro-destra è distante ben dieci punti con il 13%. Ma la vera sorpresa sono i Verdi che diventano il secondo partito con il 17%, molto sopra rispetto alle previsioni. Il partito popolare (ma aderente all’ALDE) otterrebbe il 9%, davanti alla sinistra radicale (8%) e agli euroscettici di estrema destra alleati di Le Pen (i Democratici Svedesi) con il 7%. Un’altra sorpresa è rappresentata dal Partito femminista, che sfonda al 7%. I Pirati scendono al 2,5% e perdono entrambi i seggi a Strasburgo.

    21.15 – Arrivano i primi importanti dati dalla Polonia, un paese pesante in termini di seggi, e a sorpresa c’è il sorpasso del partito di centro-destra Piattaforma civica nei confronti dell’estrema destra di Kapuscinksi, anche se solo per un punto, 32,8 contro 31,8%. I socialdemocratici si fermano al 9,6%, davanti agli estremisti euroscettici di KNP e a un altro partito di centro-destra aderente al PPE.

    21.05 – In Belgio lo spoglio per le elezioni federali è arrivato ai due terzi circa, e il risultato comincia a delinearsi. A vincere, come previsto, è il partito conservatore fiammingo N-VA, che balza dal 17 al 26%. Alle sue spalle crescono i cristiano-democratici con il 14,9% e, in misura minore, i liberal-democratici e il partito socialista fiammingo. Crolla il partito socialista del premier Elio Di Rupo, fermo al 5,7% e superato anche dai Verdi. Male anche l’estrema destra del Vlaams Belang che perde il 3% rispetto alle ultime elezioni federali di quattro anni fa e conquista al momento solo il 4,7% dei consensi.

    20.55 – In Finlandia confermati i dati degli exit poll: saranno eletti al Parlamento europeo il commissario europeo Olli Rehn per i liberali e Alexander Stubb per il partito popolare.

    20.45 – Circolano in rete le prime proiezioni del ministero dell’Interno greco (ma i dati ufficiali dovevano rimanere nascosti fino alle 23): Syriza sempre avanti con il 26%, Nuova democrazia al 22%, Alba Dorata al 9,3%, Pasok all’8,1%. Ci sono anche i primi dati sulle elezioni amministrative: ad Atene, dopo 10% dei voti scrutinati, è testa a testa tra l’uscente Kaminis (candidato governativo) con il 51,7% e il candidato di Syriza con il 48,3%. Nell’Attica invece la candidata di Syriza Rena Dourou è avanti di appena lo 0,3% dopo il 7% dei voti scrutinati.

    20.40 – In Portogallo le stime della vigilia prevedevano un largo successo dei socialisti rispetto al partito di centro-destra. Secondo gli exit poll la forbice è molto inferiore: il partito socialista guiderebbe con il 34% mentre i conservatori sarebbero al 30%. Alle loro spalle i due partiti della sinistra radicale: la Coalizione democratica unitaria balza al 12%, mentre il Blocco di sinistra si ferma al 5%.

    20.35 – Questa la suddivisione dei seggi in Danimarca per gruppo politico europeo.

    20.30 – Due diversi exit poll confermano il largo successo dei socialisti in Romania, stimati tra il 41 e il 43%: potrebbero eleggere ben 16 eurodeputati. I liberali aderenti all’ALDE sono al 14%, mentre i tre partiti di centro-destra aderenti al PPE complessivamente avrebbero tra il 23 e il 25%.

    20.20 – In Danimarca successo dei populisti di destra alleati di Nigel Farage con il 23,1%. Secondi, ma con lo stesso numero di seggi (3) arriverebbero i socialdemocratici con il 20,5%, davanti ai liberali con il 17%. Molto bene i socialisti (che aderiscono ai Verdi) che sfiorano il 12%. I conservatori aderenti al PPE conquistano l’8% e un seggio.

    20.15 – In Estonia confermato il successo del partito liberale che porta 3 seggi all’ALDE. Un seggio a testa per i partiti legati al PPE e al PSE.

    20.05 – Il primo vero exit poll dalla Francia conferma la vittoria del Front National con il 25%, davanti a UMP col 20,6% e al Partito socialista che crolla al 14,2%. I centristi dell’ALDE sopra il 10%.

    19.55 – Tra pochi minuti chiudono i seggi in Francia, Spagna, Portogallo, Romania e Danimarca. Se fosse confermato il risultato francese e se in Spagna il partito popolare uscisse vincitore, sarebbe pressoché scontata la vittoria del PPE nei confronti del PSE. Molti partiti di centro-destra in Europa hanno già confermato il loro appoggio a Jean-Claude Juncker quale candidato alla presidenza della Commissione europea.

    19.50 – Un secondo exit poll dalla Grecia conferma il vantaggio di Syriza di circa tre punti rispetto a Nuova Democrazia. Testa a testa per la terza posizione tra Alba Dorata e Pasok. Rimarrebbe sotto la soglia di sbarramento il partito della sinistra democratica DIMAR. Il governo di Antonis Samaras, con questi risultati, sarebbe a rischio. Ma secondo fonti del governo, la vittoria di Syriza non sarebbe sufficientemente ampia da far cadere il governo: la soglia critica sarebbe probabilmente quella del 30%. Sarà inoltre da considerare il risultato delle elezioni amministrative ad Atene e in Attica.

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    19.45 – Il primo sondaggio sulla Francia mostra un successo del Front National più ampio del previsto, con il 26%, davanti all’UMP con il 20,7%, mentre il Partito socialista scenderebbe al 15%. Sotto il 10% i centristi, i verdi e la sinistra radicale.

    19.30 – Pronostici confermati in Romania, dove i socialdemocratici fanno il pieno, sfiorando il 40%. Alle loro spalle si piazzano i liberali e poi i tre partiti aderenti al PPE. In Bulgaria crollano invece i socialisti al governo, benché fossero dati favoriti alla vigilia: sarebbero ben otto punti sotto il centro-destra. Entra a Strasburgo il nuovo partito Bulgaria senza Censura, mentre sarebbero fuori gli estremisti di destra di Ataka.

    19.20 – Exit poll anche in Finlandia, dove a sorpresa gli euroscettici di estrema destra (i Veri Finlandesi) finiscono quarti con il 12,8% e conquisterebbero solo 2 eurodeputati. La vittoria andrebbe al partito di centro-destra del premier Katainen (che potrebbe diventare presidente del Consiglio europeo o commissario di peso) con il 22,7% e 4 eurodeputati. Bene anche il partito liberal-democratico di Olli Rehn subito dietro con il 21% e 3 eurodeputati. Terzo il partito socialdemocratico (13,6% e 2 seggi).

    19.10 – Primo exit poll anche dalla Slovenia: in vantaggio anche qui (il trend sembra ormai consolidato in tutta Europa) i partiti di centro-destra affiliati al PPE, che conquisterebbero in totale cinque seggi. Gli altri tre vanno divisi tra i socialdemocratici, il partito dei pensionati e la lista anti-corruzione Verjamem. Questi ultimi due partiti non hanno ancora sciolto la riserva sul gruppo cui aderiranno al Parlamento europeo.

    19.05 – Chiusi i seggi in Grecia, sono stati diffusi i primi exit poll, non sempre affidabili. Syriza viene comunque data in testa di almeno cinque punti sul partito di centro-destra Nuova Democrazia. Terzi i neonazisti di Alba Dorata, seguono, sotto il 10%, l’Elia-Pasok, i populisti di To Potami e i comunisti. Lo sbarramento è al 3%.

    19.00 – Dalla tv tedesca ARD arriva la prima proiezione (per la verità molto parziale, considerando che i seggi sono aperti ancora in più di dieci Stati) sulla composizione del prossimo Parlamento europeo. PPE in vantaggio di circa 20 seggi. Male i liberal-democratici, la sinistra radicale si avvicina ai Verdi.

    18.50 – Cattive notizie per Marine Le Pen. Dagli exit poll arrivano risultati negativi per i suoi alleati in Slovacchia e in Belgio (in quest’ultimo caso considerando lo spoglio delle elezioni federali già in atto): in entrambi i casi potrebbero non avere seggi a Strasburgo. Dopo il calo del partito olandese di Geert Wilders, anche il partito austriaco di estrema destra FPÖ si ferma al 20%: sicuramente assai più del 2009, ma meno rispetto alle previsioni della vigilia. Se fosse confermato che i nazionalisti slovacchi e i belgi del Vlaams Belang rimarranno fuori dall’Europarlamento, per Le Pen dovrebbe cominciare la ricerca di nuovi alleati, in competizione con l’EFD di Nigel Farage (la stessa leader del Front National ha escluso ieri un’alleanza con i neonazisti greci).

    18.45 – Germania: l’SPD sfrutta l’effetto Schulz e guadagna il 7% e 4 eurodeputati in più rispetto al 2009, mentre  Merkel paga il calo della CSU in Baviera e in totale conquista 35 seggi (7 in meno del 2009). Rispetto alle previsioni di PollWatch 2014, il divario tra socialisti e popolari in Germania si riduce da dieci a otto seggi a favore dei secondi. Nelle previsioni i risultati dei Verdi (11%) e Linke (8%). Alternativa per la Germania conquista un buon 6,5% ma non sfonda: è ufficiale che aderirà al gruppo dei Conservatori. Male i liberali con il 3%, ma conquisteranno seggi grazie all’abolizione dello sbarramento. Un eurodeputato dovrebbe essere conquistato anche dai Pirati, dai neonazisti, dagli animalisti, dal Partito della famiglia e dagli Elettori Liberi.

    16.25 – In Belgio è già partito lo spoglio per le elezioni federali che rinnovano i componenti della Camera (per la prima volta il Senato non sarà elettivo). Secondo i primi dati, si profila un successo del nuovo Movimento riformatore di centro (aderente in Europa all’ALDE), e crescerebbe anche il Partito socialista del premier Elio Di Rupo. Ma le dinamiche per le elezioni europee potrebbero essere differenti.

    15.40Marine Le Pen ha denunciato presunte irregolarità nel voto in Francia a causa dell’assenza di schede del Front National in alcuni seggi, o per la presenza di schede relative a una circoscrizione diversa. «Questa manipolazione industriale del voto francese deve essere immediatamente interrotta, e i prefetti devono fare ogni sforzo per portare le schede del Front National in ogni comune della Francia», ha dichiarato la leader del partito di estrema destra.

    15.30 – Due colpi di pistola sono stati uditi nei pressi del quartier generale del Pasok ad Atene, secondo quanto riporta il sito web Ekathimerini. In Grecia oggi si vota sia per eleggere ventuno eurodeputati sia per i ballottaggi in 200 città e 12 regioni. Nei comuni, l’attenzione è rivolta soprattutto ad Atene, Salonicco e Patrasso. Nelle regioni, la più importante al voto è l’Attica, dove il candidato governativo Yiannis Sgouros parte in svantaggio rispetto alla candidata di Syriza, la deputata Rena Dourou.

    15.25 – Le soglie di sbarramento alle elezioni europee sono diverse da paese a paese. In Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Lituania e Lettonia è del 5% su base nazionale mentre in Francia è del 5% su base circoscrizionale. In Italia, Svezia e Austria è del 4%, in Grecia del 3%.

    13.45 – Affluenza alle urne in Italia alle ore 12 è del 16,64% (mancano soli 300 comuni prima del dato definitivo). La provincia in cui si è votato di più è quella di Ferrara (24,99%). La provincia in cui si è votato meno è quella di Enna (6,76%).

    13.40 – Il premier maltese Joseph Muscat del Partito laburista dichiara di aver vinto le elezioni europee. Le proiezioni assegnano al suo partito il 53% dei voti contro il 40% del Partito nazionalista. I due partiti dovrebbero comunque spartirsi i sei seggi assegnati al paese.

    13.25 – In Francia l’affluenza alle urne alle ore 12 è la più alta degli ultimi vent’anni alle elezioni europee. Nel 1994 votò il 14,6%, nel 1999 il 13,7%, nel 2004 il 13,5%, nel 2009 il 14,8%: quest’anno l’affluenza parziale ha raggiunto il 15,8%.

    12.35 – Ieri si è votato anche in Lettonia. L’unico exit poll ufficiale mostra il successo a sorpresa del partito di centro-destra Unità, aderente al PPE, che conquisterebbe 4 seggi sugli 8 a disposizione. Due sarebbero i seggi conquistati dal partito socialdemocratico, uno a testa invece per il partito euroscettico VL-LNNK aderente all’ECR, e per la lista unitaria ZZS (che unisce agrari vicini al PPE e Verdi).

    12.15 – Spetterà quasi certamente alla Slovacchia la maglia nera dell’affluenza: meno del 13% degli elettori, secondo le prime stime, ha partecipato il voto. I primi exit poll riportano una vittoria, già ampiamente prevista, del partito socialdemocratico SMER che conquisterebbe 4 eurodeputati (Poll Watch ne stimava invece 6) sui 13 complessivi. Due seggi andrebbero ai cristiano-democratici, che aderiscono al PPE così come altri tre partiti (Most-Hid, SDKU e SMK) con un eletto a testa, portando a cinque i deputati che appoggiano la candidatura di Juncker. Un eurodeputato andrebbe all’SaS aderente all’ALDE di Verhofstadt. Un eurodeputato a testa andrebbe ai due partiti euroscettici Olano (che potrebbe aderire al gruppo EFD di Nigel Farage) e NOVA (che potrebbe entrare nel gruppo dei conservatori). Il tredicesimo seggio sarebbe in bilico tra Olano e l’SDKU. Se fossero confermati questi risultati, mancherebbero seggi per il partito nazionalista slovacco (SNS), accreditato di entrare nel gruppo di Marine Le Pen.

    11.45 – La Repubblica Ceca è andata alle urne venerdì e ieri. I primi exit poll mostrano un successo dei partiti europeisti legati al PPE (7 seggi) e al PSE (5 seggi). Il dato più eclatante è quello dell’affluenza, fermo intorno al 20%.

    11.40 – Oggi il primo paese a chiudere le urne sarà il Lussemburgo alle 14.30. A seguire il Belgio alle 16 (dove si vota anche per il rinnovo del Parlamento nazionale), Austria e Cipro alle 17, Germania e Bulgaria alle 18, Estonia, Finlandia, Slovenia, Grecia, Croazia, Ungheria e Lituania alle 19, Danimarca, Spagna, Francia, Portogallo e Romania alle 20, Polonia e Svezia alle 21, Italia alle 23.

    11.30 – È iniziato da circa trenta minuti il conteggio delle schede nelle tre circoscrizioni irlandesi. Ieri lo spoglio è stato dedicato alle elezioni amministrative. La rete televisiva RTE ha diffuso ieri i propri exit poll, secondo i quali il Fine Gael (PPE) conquisterebbe 4 seggi, il Sinn Féin (GUE) 3, il Fianna Fail 2, i Verdi 1 e gli indipendenti 2.

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