L’Ungheria presenta il nuovo governo, ma si manifesta per la libertà di stampa

Giu 10th, 2014
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Il nuovo governo ungherese

Il nuovo governo ungherese

Mentre in piazza si manifesta per la libertà di stampa, in Ungheria pochi giorni fa è stato presentato il nuovo governo. Si tratta del terzo governo Orbán, ed è il risultato dell’esito delle elezioni politiche dell’aprile scorso. Diversi ministri del precedente governo sono stati riconfermati, ma non mancano importanti sostituzioni. A cambiare è anzitutto il ministro degli Esteri: al settantenne János Martonyi, in carica dal 2010, subentra Tibor Navracsics, 48 anni, che dal 2010 era ministro della Pubblica amministrazione e della giustizia: entrambi appartengono al partito Fidesz del premier Viktor Orbán. La nomina di Navracsics, che nella scorsa legislatura è stato anche vicepremier, per quest’incarico era già stata ventilata a gennaio, prima delle elezioni politiche, ma era considerato tra i possibili candidati al ruolo di commissario europeo in sostituzione di László Andor. Proprio al ministero della Giustizia arriva un tecnico, László Trócsányi, ex giudice della Corte costituzionale ungherese oltre che ambasciatore prima in Belgio e poi in Francia. Al ministero dello Sviluppo arriva Miklós Seszták: parlamentare di Fidesz dal 2010, sostituisce in questa carica Zsuzsanna Németh, l’unica donna del precedente esecutivo. Il nuovo governo Orbán è quindi nuovamente senza alcuna presenza femminile al suo interno. La nomina più controversa è però sicuramente quella di János Lázár: 39 anni appena compiuti, è stato nell’ultima legislatura capogruppo di Fidesz in Parlamento, facendosi notare per dichiarazioni molto dure nei confronti del presidente della Corte costituzionale affermando tra l’altro che «la Costituzione è un problema». La carica di Lázár è il corrispettivo dell’italiano sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in pratica il braccio destro del premier Orbán, ma oltre a fregiarsi del titolo di ministro avrà anche il controllo sull’operato dei servizi segreti.

In Ungheria intanto restano forti le tensioni con il governo accusato di minare la libertà di stampa. In particolare, circa mille manifestanti sono scesi in piazza contro una nuova legge che dovrebbe alzare le tasse sulla raccolta pubblicitaria di stampa e televisioni. Pochi giorni fa due dei principali quotidiani del paese sono usciti in edicola con la prima pagina bianca, in polemica con una legge che potrebbe portarli alla chiusura. Nonostante questo, il nuovo governo sembra determinato ad approvare la legge, forte della maggioranza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni politiche: Fidesz può infatti contare su 133 deputati sui 199 complessivi nell’assemblea parlamentare.

Il partito di Orbán può inoltre contare su un ruolo decisivo anche in Europa. Grazie ai dodici eurodeputati eletti alle elezioni europee e iscritti al gruppo del Partito popolare europeo, infatti, potrebbe far saltare la nomina di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione (Orbán si è già da tempo schierato contro questa ipotesi) o di un altro candidato che non dovesse ottenere il suo consenso.

@StefanoSavella

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