La Moldova verso l’Europa, a novembre nuove elezioni

Giu 30th, 2014
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Insieme all’Ucraina e alla Georgia, a margine dell’ultimo Consiglio europeo è stato firmato anche l’accordo di associazione all’Unione Europea da parte della Moldova. Si tratta di un atto per il quale si è spesa la coalizione di partiti al governo del paese, non a caso denominata Alleanza per l’integrazione europea. Alle ultime elezioni politiche del 2010, il Partito comunista moldavo conquistò la maggioranza relativa dei voti con il 39,3% e 42 seggi, ma non trovò alleati con cui formare un governo (l’assemblea parlamentare è composta da 101 deputati). Al contrario, tutti gli altri tre partiti dell’arco parlamentare avevano unito le forze per formare un’alleanza di governo europeista. Il Partito liberal-democratico, vero vincitore di quelle elezioni con il 29,4% e 32 seggi, aveva espresso il primo ministro Vlad Filat, poi sostituito nel 2013 dal collega di partito Iurie Leancă, già ministro degli Esteri. Gli altri due partiti che fanno parte della coalizione europeista erano il Partito democratico, di centro-sinistra (12,7% dei voti e 15 seggi) e il Partito liberale, di centro-destra (9,9% dei voti e 12 seggi). Nessun altro partito superò lo sbarramento del 4%.

Le prossime elezioni politiche sono previste alla scadenza della legislatura, il prossimo 30 novembre, e il percorso di integrazione europea sembra premiare la coalizione di governo, ma con qualche novità. Secondo l’ultimo sondaggio, il Partito comunista, contrario all’adesione all’Unione Europea e favorevole a un avvicinamento alla Russia, soprattutto sull’onda dei referendum indipendentisti in Ucraina meridionale, resterebbe primo partito in Parlamento, ma perderebbe altro terreno fermandosi al 36,6%. Il Partito liberal-democratico del primo ministro Leancă vedrebbe diminuire i suoi consensi, con il 23,9%, mentre il Partito democratico manterrebbe sostanzialmente i seggi conquistati nel 2010. I circa 6 punti percentuali persi dai liberal-democratici andrebbero a vantaggio di una nuova formazione politica, il Partito riformista liberale, nato nel 2013 da una scissione del Partito liberale, che in quell’occasione passò all’opposizione, mentre i sette deputati che avevano dato vita al Partito riformista liberale restarono dentro la maggioranza. Il Partito liberale confermerebbe il suo 10% di consensi, e non è ancora chiaro se aderirà alla prossima coalizione di governo europeista: in caso contrario, la formazione del governo potrebbe rivelarsi più problematica del previsto. Una curiosità: nei sondaggi compare, con poco meno del 2%, anche il nuovo Movimento popolare antimafia.

Il premier Leancă ha accolto la firma dell’accordo con parole di grande soddisfazione, sottolineando che sarà necessario continuare a impegnarsi su quella strada per ottenere l’ingresso a tutti gli effetti nell’Unione. Lo sguardo è tuttavia rivolto ora a est: «Siamo molto preoccupati circa una possibile reazione della Russia», ha affermato l’ambasciatore moldavo negli Stati Uniti. Il timore è che Putin possa favorire in Moldova quanto avvenuto già in Ucraina, specialmente in quelle parti del paese dove meno forte è il consenso per l’adesione all’Unione europea, come il territorio settentrionale al confine con l’Ucraina.

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