Cade il governo, elezioni anticipate in Bulgaria

    Lug 25th, 2014
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    Dopo poco più di un anno dalle ultime elezioni politiche, la Bulgaria ripiomba in una crisi di governo che la porterà ad elezioni anticipate il prossimo 5 ottobre. D’altra parte, era subito stato chiaro che le elezioni del maggio 2013 si fossero concluse senza un risultato decisivo che consentisse a nessuno dei due partiti maggiori di governare. A vincerle era stato il partito di centro-destra GERB con il 30,5% e 97 seggi, troppo pochi per raggiungere la maggioranza assoluta nell’assemblea parlamentare composta da 240 deputati. Alle sue spalle, la coalizione di centrosinistra guidata dal partito socialista BSP si era fermata al 26,9% e 84 seggi, un numero quasi doppio che alle precedenti elezioni del 2009, ma comunque insufficienti per la maggioranza. Ago della bilancia erano dunque gli altri due partiti a eleggere deputati: il Movimento per i Diritti e le Libertà DPS, che rappresenta soprattutto la minoranza turca del paese, e che con l’11,3% aveva eletto ben 34 deputati; e il partito di estrema destra Ataka, che aveva conquistato il 7,3% e 23 seggi.

    Dopo un tentativo andato a vuoto da parte del leader del GERB, Boyko Borisov, di formare un governo, il presidente della Repubblica aveva concesso la palla al partito socialista, che era riuscito a stringere un’alleanza con il DPS, insufficiente tuttavia a garantire una maggioranza, arrivando a soli 118 seggi sui 240 complessivi. Fin dall’elezione del presidente dell’assemblea, dunque, l’alleanza di governo è rimasta in piedi grazie soltanto all’appoggio esterno di Ataka, che faceva mancare una parte dei suoi voti all’opposizione. A guidare il governo era stato indicato il socialista ed ex ministro delle Finanze Plamen Oresharski, che dopo un anno ha dovuto però gettare la spugna a causa di una maggioranza parlamentare così debole ma anche per il risultato disastroso del partito socialista alle ultime elezioni europee, con il 18,5% dei voti. A guadagnare consensi alle elezioni del maggio scorso non è stato tuttavia neppure il GERB, fermo al 24,3%. Il DPS ha infatti continuato a incrementare i suoi consensi, attestandosi al 14,1% (i suoi quattro eurodeputati sono iscritti al gruppo dell’ALDE), ma soprattutto ha fatto il suo esordio sulla scena politica nazionale il movimento euroscettico Bulgaria senza censura, guidato dall’ex anchorman Nikolay Barekov (ora eurodeputato, iscritto al gruppo ECR con i conservatori), premiato con il 10,6% dei voti.

    La Bulgaria tornerà quindi presto il voto in un contesto di grandi proteste di piazza cominciate fin dall’indomani dell’insediamento del governo Oresharski, contro la corruzione della classe politica, la debolezza della maggioranza di governo e la presenza nel DPS di alcune personalità controverse, come il magnate Delyan Peevski, che dopo essere stato eletto eurodeputato ha tuttavia rinunciato al seggio. Stando all’ultimo sondaggio, il GERB dovrebbe vincere le elezioni ma si troverebbe anche questa volta a dover cercare alleati in un Parlamento ancor più frammentato di quello uscente. A superare lo sbarramento del 4% dovrebbero infatti essere cinque partiti: oltre al GERB, ai socialisti e al DPS, anche il Blocco riformista (di centro-destra, unico alleato quasi certo del GERB) e Bulgaria senza censura, che non è chiaro se accetterà o meno di entrare in una maggioranza di centro-destra. Dovrebbero invece rimanere fuori dal Parlamento l’estrema destra di Ataka, un nuovo partito di centro-sinistra (ABC) fondato dall’ex socialista Georgi Purvanov, e i nazionalisti del Fronte di salvezza nazionale.

    Domenica 27 luglio, il partito socialista sceglierà il suo nuovo leader, nonché candidato premier, in un congresso straordinario. Sergei Stanishev, alla guida del BSP per tredici anni, ha infatti annunciato le sue dimissioni all’indomani delle elezioni europee. Tra i favoriti ci sono il ministro uscente dell’Economia, Dragomir Stoynev, il presidente dell’assemblea nazionale, Mihail Mikov, e le deputate Maya Manolova e Kornelia Ninova. Il leader del GERB alle elezioni sarà invece ancora una volta Boyko Borisov.

    @StefanoSavella

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