La Sassonia al voto, la CDU cerca un alleato di governo

    Ago 27th, 2014
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    Stanislaw Tillich

    Stanislaw Tillich

    Domenica avrà luogo il primo dei tre ravvicinati test regionali per il governo di Angela Merkel. Tra il 31 agosto e il 14 settembre andranno infatti alle urne gli elettori di tre regioni dell’ex Germania orientale, Sassonia, Brandeburgo e Turingia. La prima in ordine di tempo a rinnovare il Landtag, il parlamento regionale, sarà proprio la più popolosa di queste regioni, la Sassonia, con i suoi quattro milioni di abitanti. Governatore uscente è Stanislaw Tillich della CDU, 55 anni, il primo appartenente alla minoranza sorba nella storia della regione amministrativa. Nel 2008 Tillich prese le redini del governo dal suo precedessore Georg Milbradt, sempre della CDU, presentandosi quindi come candidato del partito di Angela Merkel alle elezioni dell’anno successivo. Qui aveva portato la CDU al 40,2% e alla conquista di 58 seggi, 5 in meno della maggioranza assoluta dell’assemblea regionale. I seggi mancanti furono assicurati da quello che era, in quegli anni, l’alleato di governo della CDU anche a livello nazionale, vale a dire i liberali dell’FDP, che nel 2009 in Sassonia raggiunsero la percentuale record del 10% portando a 14 i propri seggi. Oggi, però, la Sassonia è l’unica regione tedesca nella quale la FDP è ancora al governo: in tutte le altre, che sono andate al voto tra il 2010 e il 2013, i liberali hanno visto crollare le loro percentuali, finendo talvolta al di sotto della soglia di sbarramento.

    Proprio la probabile défaillance dell’FDP alle elezioni di domenica (lo sbarramento è al 5%, la media dei sondaggi li riporta almeno un punto percentuale in meno) porterà Tillich, che con ogni probabilità sarà riconfermato governatore, a dover cercare un nuovo alleato. Stando agli ultimi sondaggi che la accreditano tra il 39 e il 43%, infatti, appare difficile, benché non impossibile, che la CDU possa formare un esecutivo monocolore raggiungendo la maggioranza assoluta dei seggi. L’opzione più praticabile è quella che conduce alla grande coalizione con i socialdemocratici dell’SPD, replicando così quanto avviene a livello nazionale. Leader del partito in Sassonia è Martin Dulig, 40 anni, che potrebbe portare l’SPD tra il 13 e il 15%: sarebbe la percentuale più alta dal 1999. Nella regione infatti, come altrove nell’ex Germania Est, a sinistra il pieno di voti lo fa ancora la Linke, benché negli ultimi anni abbia perso consensi anche qui, passando dal 23,6% del 2004 al 20,6% del 2009, mentre i sondaggi per le elezioni di domenica la attestano tra il 18 e il 20%.

    I risultati delle elezioni regionali in Sassonia nel 1990, 1994, 1999, 2004 e 2009

    I risultati delle elezioni regionali in Sassonia nel 1990, 1994, 1999, 2004 e 2009 (fonte: Wikipedia)

    I seggi assicurati dai socialdemocratici renderanno possibile una maggioranza molto ampia; difficile quindi che questa venga ulteriormente rafforzata dai Verdi, che peraltro porterebbero in dote, se confermassero il 6,4% di cinque anni fa, soltanto 9 seggi. Ci sono però altre due partiti che oscillano proprio a ridosso della soglia di sbarramento e che potrebbero risultare decisivi per gli equilibri dell’assemblea: se entrambi finissero sotto il 5%, insieme ai liberali, la redistribuzione dei seggi andrebbe a indubbio vantaggio dei partiti maggiori, e in primis della CDU, che si avvicinerebbe alla maggioranza assoluta. Questi due partiti sono Alternativa per la Germania (AfD) e i neonazisti dell’NPD. Il primo, fondato da un anno e mezzo, è alla sua prima partecipazione elettorale in Sassonia; guidato dalla 39enne imprenditrice del settore farmaceutico Frauke Petry, secondo gli ultimi sondaggi potrebbe arrivare addirittura al 7% e sarebbe la prima volta che suoi rappresentanti entrerebbero in un parlamento regionale. Il risultato non deve sorprendere: già alle elezioni federali del 2013 l’AfD in Sassonia arrivò al 6,8% e alle ultime europee addirittura al 10,1%. Non è escluso che la CDU, dopo le elezioni, possa aprire  un tavolo di trattativa anche con loro, ma Frauke Petry ha già dichiarato di non essere interessata a un’alleanza di governo. L’AfD, che sta battendo duro sul tasto dell’immigrazione, è destinata a rubare parte del voto di protesta ai neonazisti, già presenti da due legislature consecutive nel Landtag sassone: dopo l’exploit del 9,2% ottenuto nel 2004, l’NPD ha quasi dimezzato i consensi nel 2009, conquistando il 5,6% e 8 seggi. I sondaggi lo collocano oggi di poco al di sotto della soglia di sbarramento.

    @StefanoSavella

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