Tra Brexit e dimissioni, le prossime sfide del Labour

By admin
In Elezioni nazionali
gen 25th, 2017
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L'ex deputato laburista Tristram Hunt

L’ex deputato laburista Tristram Hunt

La sentenza che ha reso obbligatorio un passaggio parlamentare per la formalizzazione della Brexit è poco più che simbolica. Il Partito conservatore appare unito nel programma esposto dalla premier Theresa May verso una hard Brexit, e in ogni caso nessun deputato si prenderà l’onere di votare contro la volontà popolare sancita dal referendum del 23 giugno. Più diversificato è invece lo scenario nel Partito laburista, dove le acque continuano a essere agitate. Nelle ultime settimane si sono infatti dimessi dal Parlamento due deputati della nuova generazione laburista, cresciuta con Blair e fin dall’inizio ostile alla leadership di Jeremy Corbyn. A dicembre si è dimesso Jamie Reed, 43 anni, deputato alla terza legislatura eletto a Copeland, al confine con la Scozia. Un feudo laburista, ma con il Partito conservatore che ha sfiorato più volte la vittoria. Nel 2015 la distanza tra i due partiti è scesa al 6,5%, e il seggio è quindi apertamente contendibile. Anche perché, nonostante Reed fosse a favore del Remain, al referendum per la Brexit qui aveva vinto largamente il Leave.

Il 13 gennaio scorso si è invece dimesso Tristam Hunt, 42 anni, storico e giornalista che lascia il seggio in Parlamento (che detiene dal 2010) per la carica di direttore del Victoria and Albert Museum di Londra. Anche Hunt, nella sua lettera di dimissioni, ha criticato l’operato di Corbyn, definendo frustrante l’abbandono del programma elettorale delle elezioni del 2015, quando a guidare il Labour c’era Ed Miliband. Il suo collegio elettorale è quello di Stoke-on-Trent Central, un altro solido feudo laburista. Qui, però, nel 2015 l’Ukip ha sopravanzato il Partito conservatore, seppur di poco, e i favorevoli alla Brexit sono stati poco meno del 70%. Stoke-on-Trent è una città post-industriale, dove risiedono molte famiglie di ex operai delusi verso l’establishment: teoricamente, sarebbe il terreno ideale per un candidato “corbynista”, eppure, secondo “The Guardian”, in questa città Corbyn potrebbe trovare la sua Waterloo.

Entrambe le elezioni suppletive (by-elections) si terranno il 23 febbraio, e diranno una parola importante sullo stato di salute del Partito laburista (ma anche sulla tenuta dell’Ukip a sette mesi dal voto sulla Brexit, soprattutto a Stoke-on-Central, dove si è candidato il nuovo leader del partito Paul Nuttall, al suo terzo tentativo di diventare deputato). Prima dell’estate, poi, potrebbe tornare in gioco un altro seggio laburista, quello detenuto da Andy Burnham, che dopo le dimissioni di Miliband era indicato come leader in pectore del partito, prima di essere sconfitto da Corbyn. Burnham si è infatti candidato alla guida dell’area metropolitana di Manchester, le cui elezioni si terranno per la prima volta il prossimo 4 maggio. Se dovesse vincere, lascerebbe automaticamente il suo seggio in Parlamento, provocando un’elezione suppletiva nel collegio di Leigh.

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