Ultimo miglio per la Commissione Juncker

    Set 4th, 2014
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    REUTERS/Francois Lenoir

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    Le caselle della nuova Commissione europea presieduta da Jean-Claude Juncker sono ormai quasi tutte al loro posto, e l’ex premier lussemburghese potrà rispettare la scadenza del 9-10 settembre per la presentazione ufficiale dei commissari e dei portafogli loro assegnati. I dubbi ancora rimasti riguardano perlopiù commissari non soddisfatti del settore che gli è stato affidato, che potrebbero anche condurre a modifiche più o meno rilevanti fino all’ultimo momento.

    Dopo la ratifica nell’ultimo Consiglio europeo straordinario della nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, l’Italia si è tirata fuori dal balletto di questi ultimi giorni sull’assegnazione delle deleghe ai commissari. È ad esempio il caso del francese Pierre Moscovici: per l’ambìto portafoglio agli Affari economici e finanziari è infatti in corsa anche l’ex premier finlandese Jyrki Katainen. La differenza è nota e sostanziale: il francese è capofila di una cordata di paesi che chiede di sostituire le misure di austerità con più flessibilità, il finlandese è considerato un falco come il suo predecessore e connazionale Olli Rehn. Se, come pare, dovesse spuntarla Katainen, Moscovici sarebbe commissario alla Concorrenza, una soluzione non in linea con le attese del fronte anti-austerity.

    Oltre a Mogherini, altri cinque commissari saranno contestualmente vicepresidenti della Commissione. Una delle figure più importanti tra di essi sarà l’ex ministro degli Esteri olandese, Frans Timmermann. Potrebbe essere una sorta di super-commissario, il braccio destro di Juncker, con il ruolo di coordinare e di verificare l’operato di tutti gli altri componenti della Commissione; in più, si occuperebbe delle Relazioni inter-istituzionali. Un’altra donna vicepresidente sarebbe secondo le indiscrezioni l’ex premier slovena Alenka Bratusek, “ripescata” da Juncker dopo che in un primo momento la sua nomina era stata esclusa dal primo ministro in pectore del suo paese, Miro Cerar. A Bratusek potrebbe essere affidato il portafoglio sull’Innovazione e l’agenda digitale. Interamente dedicato all’unione energetica europea è il portafoglio che potrebbe essere assegnato all’ex premier lettone Valdis Dombrovskis: non a caso esponente di uno dei paesi più critici verso Mosca, in una fase in cui l’afflusso di gas da est rappresenta una priorità in seguito al conflitto ucraino. All’Unione monetaria e alla crescita sembra destinato l’ex premier estone Andrus Ansip, mentre alla Polonia rimarrà lo stesso portafoglio dell’ultima Commissione Barroso, quello al bilancio dell’Unione, con Elzbieta Bienkowska che sostituisce Janusz Lewandowski. Si tratterebbe però di un avvicendamento inusuale, giacché tradizionalmente non viene mai affidato lo stesso portafoglio allo stesso paese in due Commissioni consecutive; per questo motivo, Bienkowska potrebbe essere all’ultimo momento spostata a occuparsi di Trasporti e infrastrutture.

    Per i commissari confermati rispetto agli ultimi cinque anni (in tutto sei su ventotto) ci saranno da effettuare traslochi da un ufficio a un altro. È il caso della svedese Cecilia Maelstrom, commissario uscente agli Affari interni che ora dovrebbe ottenere il portafoglio alla Giustizia. Un altro uscente, l’austriaco Johannes Hahn, passerà dallo Sviluppo regionale alla Politica di vicinato, e dovrebbe occuparsi anche dell’allargamento dei confini dell’Unione: una posizione delicata, soprattutto per i risvolti che potrà avere la questione ucraina. Il posto di Hahn al non meno importante settore dello Sviluppo regionale (che si occupa della gestione dei fondi comunitari) dovrebbe essere preso da un altro uscente, benché commissario soltanto a partire dal luglio 2013, il croato Neven Mimica. La bulgara Kristalina Georgieva, a lungo candidata alla carica assegnata poi a Federica Mogherini, potrebbe diventare commissario alla Tassazione e alla lotta contro l’evasione fiscale (ma è in corsa anche per il Bilancio). Sembra invece confermata l’indiscrezione maturata già da alcuni giorni secondo cui commissario al Commercio sarà il tedesco Gunther Oettinger, commissario uscente all’Energia. In questo modo, alla Germania spetterebbe un ruolo di primo piano nelle trattative per il TTIP con gli Stati Uniti, e proprio questo aspetto potrebbe sollevare un conflitto: per Oettinger restano comunque aperte le possibilità di diventare commissario alla Concorrenza o all’Innovazione. Infine, lo slovacco Maros Sefcovic passerebbe dalle Relazioni inter-istituzionali allo Sviluppo.

    Tra i nuovi commissari, si segnala soprattutto la delusione per i portafogli che potrebbero essere assegnati a due paesi importanti. Jonathan Hill, indicato dal premier britannico David Cameron e unico esponente dei Conservatori (ECR) in Commissione, sembra destinato all’Energia, un settore tuttavia su cui eserciterà un potere più ampio il lettone Dombrovskis che, come abbiamo visto, si occuperà di Unione energetica. A Hill resterebbe piena autonomia su sviluppo delle energie rinnovabili e lotta al cambiamento climatico, ma la sua figura non è certo quella di un ambientalista attivo su questi fronti. Un altro paese che potrebbe uscire ridimensionato dall’assegnazione delle deleghe è la Spagna: Miguel Angel Cañete sembrava destinato all’Agricoltura, ma dovrebbe ottenere soltanto il portafoglio alla Ricerca scientifica.Un “declassamento” motivato con la probabile nomina, nel 2015, del ministro dell’Economia spagnolo Luis De Guindos alla guida dell’Eurogruppo.

    Per quanto riguarda i paesi restanti, il Belgio ha finalmente scelto il suo commissario, e la scelta è caduta su una donna, Marianne Thyssen, la nona per Juncker che così non dovrebbe subire sgambetti dal Parlamento europeo, benché il suo obiettivo iniziale fosse di raggiungere quota dieci. Per l’eurodeputata liberal-democratica belga, potrebbe esserci la delega alle Politiche giovanili. Commissario alla Cultura potrebbe essere il cipriota Christos Stylianides, mentre la ceca Vera Jourova dovrebbe ottenere la delega ai Trasporti. Un altro settore delicato, quello dell’Ambiente, sembra destinato a un’altra donna, Margrethe Vestager, esponente di un paese, la Danimarca, considerato all’avanguardia per le politiche ambientali. Di Tutela dei consumatori potrebbe occuparsi l’ungherese Tibor Navracsis. La delicata delega all’Agricoltura, contesa da molti paesi per via del peso di questo settore nel bilancio dell’Unione, sembra destinata un po’ a sorpresa al commissario irlandese, Phil Hogan. Un’altra nomina controversa rischia di essere quella agli Affari interni e all’immigrazione, che potrebbe andare al greco Dimitris Avramopoulos, attualmente ministro della Difesa ed ex sindaco di Atene: la Grecia è infatti stata più volte criticata dalle stesse istituzioni europee per le modalità con cui ha gestito i flussi migratori sul suo territorio. Nuovo commissario alla Salute potrebbe essere il lituano Vytenis Andriukaitis, che attualmente è proprio ministro in questo dicastero nel suo paese. Malta ha puntato fin dall’inizio sulla delega alla Pesca, e sembra essere riuscita nel suo intento: commissario dovrebbe essere Karmenu Vella. Il portoghese Carlos Moedas dovrebbe invece occuparsi di Lavoro. Infine, alla rumena Corina Cretu, che ha sostituito in extremis il commissario uscente Dacian Ciolos, potrebbe spettare la delega agli Aiuti umanitari, un risultato che sarebbe assai inferiore rispetto alle attese del primo ministro Victor Ponta, che puntava all’Agricoltura o allo Sviluppo regionale. Ma le ultime ore potrebbero riservare ancora qualche sorpresa.

    @StefanoSavella

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