«Favorire la mobilità dei lavoratori in Europa»: intervista a Martina Dlabajová

    Ott 4th, 2014
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    Nel dibattito nella seduta plenaria del Parlamento europeo del 17 settembre scorso, riguardante le iniziative messe in campo dall’Unione europea per contrastare la disoccupazione giovanile, tra gli altri ha preso la parola l’eurodeputata della Repubblica Ceca Martina Dlabajová. Nata trentotto anni fa a Zlín, nella parte sud-orientale del paese, Dlabajová è un’imprenditrice e ha guidato anche la Camera di Commercio nella sua città di origine. Nel 2014 ha poi accettato la candidatura al Parlamento europeo per il partito ANO (acronimo di Azione di cittadini insoddisfatti), fondato nel 2011 dall’imprenditore Andrej Babiš, che ha poi aderito al gruppo dei liberal-democratici (ALDE) a Strasburgo. Nel corso del suo intervento, Dlabajová ha ricordato gli effetti benefici della mobilità dei lavoratori su tutto il territorio dell’Unione, in modo da poter usufruire di nuove opportunità. In seguito a una domanda posta da un’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Laura Agea, Dlabajová ha ripreso la parola rispondendo in un perfetto italiano.

    Abbiamo rivolto qualche domanda all’eurodeputata Martina Dlabajová sulle principali questioni al centro del dibattito in Europa.

    Qual è il suo rapporto con l’Italia?

    Ho studiato per molti anni in Italia, che di fatto è diventata la mia seconda casa.

    Nel suo intervento in plenaria, lei ha parlato dell’importanza di favorire la mobilità dei lavoratori su tutto il territorio dell’Unione: crede che questo programma di occupazione debba essere coordinato dalla Commissione europea o dai singoli Stati membri? 

    Tutti, tanto l’Unione Europea quanto gli Stati membri, devono farsi promotori di programmi ed iniziative volte a favorire la mobilità. Iniziando col favorire sempre di più lo scambio di studenti, sopprimendo tutte le barriere alla mobilità (come, per esempio, il trasferimento dei diritti sociali) e magari sviluppando anche uno sportello europeo, integrato a quelli nazionali, per raccogliere gli annunci di offerte di lavoro da tutta Europa.

    Il premier italiano Matteo Renzi ha più volte chiesto maggiore flessibilità sui vincoli di bilancio dell’Unione Europea: qual è in merito la posizione del gruppo ALDE al Parlamento europeo, e qual è quella del suo partito nazionale?

    Per noi dell’ALDE, e quindi di ANO, è importante garantire l’osservanza dei vincoli di bilancio, visto che la crisi è dovuta proprio alla loro violazione. Ciononostante crediamo che oltre ad una buona disciplina di bilancio (che taglia più le spese dell’amministrazione pubblica piuttosto che quelle negli investimenti) serve un rilancio a livello europeo, attraverso per esempio un migliore utilizzo del bilancio europeo e lo sviluppo di project bond europei – ossia di prestiti per investimenti condivisi – orientati verso progetti di infrastrutture industriali (come energia, telecomunicazioni e trasporti).

    Alle porte dell’Unione Europea il conflitto tra Russia e Ucraina rischia di condurre a un’escalation nei confronti di Mosca. Da quale prospettiva si considera questo conflitto nel dibattito politico della Repubblica Ceca? Qual è la sua opinione in quanto imprenditrice e politica?

    Sarebbe semplicistico ridurre questa questione alla mera intensità del sostegno a una piuttosto che all’altra parte, visti i legami storici che uniscono entrambi questi paesi alla Repubblica Ceca. La Repubblica Ceca è una delle economie più aperte e la Russia è  stata tra i primi mercati di esportazione. Per questo, come imprenditrice e politica, ho trovato necessario e importante organizzare un seminario al Parlamento europeo (previsto per martedì 16 ottobre) sulle sfide e le soluzioni per il business europeo relative all’embargo russo.

    Alle ultime elezioni europee e anche alle recenti elezioni in Svezia, l’estrema destra anti-europeista ha ottenuto le percentuali di voto più alte di sempre. Crede che queste forze siano destinate a prevalere nel corso dei prossimi anni? 

    È una possibilità, considerando che stiamo vivendo un momento di crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni europee,  lo si è visto anche dalla bassissima partecipazione alle elezioni europee nello scorso maggio. Ed è proprio per questo che i prossimi cinque anni sono decisivi per l’Ue, che dovrà dimostrare la propria utilità e quindi l’infondatezza degli argomenti anti-europei ed estremisti.

    @StefanoSavella

    Interviste precedenti:

    1/Jan Philipp Albrecht (Verdi Europei): «Contro i populismi, serve un cambiamento positivo» (12/11/2013)

    2/Ivana Bartoletti (Labour): «Rifugiati, fondamentale ruolo dell’Europa» (7/5/2014)

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