Romania, Ponta e Iohannis al ballottaggio per le elezioni presidenziali

    Nov 4th, 2014
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    Mappa elettorale del primo turno delle presidenziali in Romania (in rosso Ponta, in blu Iohannis)

    Mappa elettorale del primo turno delle presidenziali in Romania (in rosso Ponta, in blu Iohannis)

    Nessuna sorpresa è giunta domenica dal risultato del primo turno delle elezioni presidenziali in Romania. Il premier socialdemocratico Victor Ponta si è infatti fermato al 40,44% dei consensi e al ballottaggio di domenica 16 novembre dovrà vedersela col suo principale avversario, Klaus Iohannis, sostenuto dai due principali partiti di centro-destra, che ha raccolto il 30,37%. I sondaggi della vigilia avevano  già prefigurato questo esito, così come l’arrivo soltanto a grande distanza di tutti gli altri candidati, separati da poche migliaia di voti: Călin Tăriceanu terzo con il 5,36%, quindi Elena Udrea con il 5,20%, Monica Macovei con il 4,44%, Cristian Diaconescu con il 4,03%, Corneliu Vadim Tudor con il 3,68%, Hunor Kelemen con il 3,47%. Eppure, nonostante non ci sia mai stata partita per le prime due posizioni, le elezioni di domenica hanno fatto molto discutere soprattutto la numerosa comunità di rumeni residenti all’estero.

    Fin dalla mattina infatti è apparso chiaro come i seggi allestiti nelle ambasciate e in altri luoghi di raccolta fossero del tutto insufficienti a consentire l’accesso al voto ai tanti rumeni che vivono negli altri paesi dell’UE e non solo. Fotografie con le lunghe code di Londra, Parigi, Roma sono iniziate ben presto a circolare sui social network. Nel Regno Unito, ad esempio, a fronte delle decine di migliaia di rumeni attesi, erano stati allestiti solo undici seggi. In Italia, addirittura, il numero dei seggi rispetto alle presidenziali del 2009 è diminuito da 55 a 51, nonostante l’incremento della popolazione rumena residente. Nella serata di domenica, un gruppo di un migliaio di rumeni ha manifestato fuori al ministero degli Esteri, a Bucarest, chiedendo le dimissioni del ministro Titus Corlățean e del collega con delega ai rumeni all’estero, l’ex attore Bogdan Stanoevici. Una richiesta arrivata anche dal presidente della Repubblica in carica, Traian Basescu ma rigettata dal capo del governo e candidato alla sua successione Ponta.

    B0-e1EuIYAE8RmmQuesta disorganizzazione è apparsa a molti non casuale, considerando la bassa popolarità del premier Ponta tra i connazionali residenti all’estero. A dimostrarlo sono proprio i risultati del voto degli emigranti, che hanno premiato il candidato dell’opposizione, Iohannis, con il 46,1%, molto avanti a Ponta, fermo al 16% e tallonato da Monica Macovei (15,1%) e Elena Udrea (10%). Difficile dire al momento se il clamore per questa vicenda potrà modificare l’esito del secondo turno. Prima ancora del primo turno, diversi istituti hanno già sondato l’esito di un ballottaggio Ponta-Iohannis, e il risultato appare univoco, come dimostra il grafico qui sopra, con Ponta sempre in vantaggio. Il premier socialdemocratico, inoltre, si appresta a mettere al sicuro il risultato garantendosi il sostegno anche del terzo classificato, l’ex premier Călin Tăriceanu, che dopo aver lasciato il partito nazionale liberale (PNL), passato all’opposizione, ha fondato lo scorso luglio il Partito liberale riformista (PLR), alleato della maggioranza che sostiene Ponta. Proprio per questo motivo, è lui il candidato più probabile per il posto di primo ministro che rimarrebbe vacante in seguito all’elezione di Ponta alla presidenza della Repubblica.

    @StefanoSavella

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