Elezioni provinciali in Olanda, crollano i laburisti, nessuna maggioranza in Senato

    Mar 19th, 2015
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    La composizione del prossimo Senato in Olanda

    La composizione del prossimo Senato in Olanda

    Crollano i partiti della grande coalizione al governo, conquistano terreno i partiti europeisti all’opposizione, ma il quadro politico si complica. Il risultato delle elezioni provinciali che si sono tenute ieri in Olanda rispecchia quelle che erano le attese della vigilia: ma solo nei prossimi giorni si capirà se la legislatura arriverà alla scadenza naturale nel 2017. Oltre al rinnovo delle dodici assemblee provinciali del paese, infatti, il voto di ieri cambia la composizione del Senato (che verrà rinnovato con le elezioni indirette dei rappresentanti delle province il prossimo 26 maggio), dove attualmente la maggioranza di liberali (VVD) e laburisti (PVdA) può contare su 30 seggi su 75, e sull’appoggio esterno di tre partiti di centro, i liberal-democratici D66, il partito protestante SGP e i Cristiani Uniti. Dopo le elezioni di ieri, i seggi dei due partiti di governo precipitano a 21, e nemmeno il supporto degli altri tre partiti consente di raggiungere la maggioranza assoluta al Senato.

    Le elezioni si sono svolte in un clima certamente non favorevole al partito liberale del premier Mark Rutte, dopo le dimissioni del ministro della Giustizia la settimana scorsa. Il VVD resta primo partito del paese ma scende da 16 a 13 senatori. Un crollo ancora peggiore è stato però subìto dal Partito laburista, junior partner della coalizione al governo, che scende addirittura sotto la soglia del 10% dei voti e dimezza quasi i propri senatori da 14 a 8. Il leader del partito, Diederik Samsom, capogruppo alla Camera, è finito nell’occhio del ciclone, ma ha annunciato che non si dimetterà e che si trattava di una sconfitta annunciata. Di certo, però, il Partito laburista vive una grande contraddizione: i sondaggi da tempo segnalano la perdita di una fetta consistente del suo elettorato, eppure esprime due figure di grande rilievo nel quadro europeo, come il vicepresidente della Commissione e braccio destro di Juncker, Frans Timmermans, e il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Al PVdA, inoltre, appartiene un’altra delle personalità in ascesa della politica olandese, il sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaleb, musulmano, considerato il politico più popolare del paese secondo un recente sondaggio.

    Ieri sera il vicepremier Lodewijk Asscher, anch’egli laburista, ha dichiarato che il proprio partito è pronto a chiedere al Partito socialista (SP, con 9 senatori), di estrema sinistra, di assumersi le proprie responsabilità formando un fronte comune in Parlamento. Una mossa per uscire dall’angolo, ma che difficilmente incontrerà il sostegno del premier. Tra le soluzioni sul tappeto per il premier Rutte c’è invece quella di ottenere l’appoggio esterno dei cristiano-democratici (CDA), che con questa tornata elettorale diventano il secondo partito del paese e conquistano 12 seggi al Senato. Ma possono cantare vittoria soprattutto i liberal-democratici europeisti del D66, che compiono un balzo in avanti di oltre 3 punti percentuali arrivando a quota 10 senatori, due in più dei laburisti: non è da escludere, a questo punto, un loro formale ingresso al governo. Questa operazione, tuttavia, non sarebbe sufficiente a dare stabilità, perché sommando liberali, laburisti, D66, CU e SGP si arriva a 36 senatori, e sarà perciò necessario allargare ulteriormente il perimetro della maggioranza, o quantomeno quello dell'”opposizione responsabile”.

    Tra i partiti di opposizione che conquistano consensi, fa eccezione il Partito della libertà (PVV), anti-Islam ed euroscettico, guidato da Geert Wilders, che arretra, seppur di poco, sia rispetto alle provinciali del 2011 sia rispetto alle ultime elezioni europee, perdendo anche un senatore. A giustificazione della débâcle, Wilders ha addotto la bassa affluenza alle urne, appena il 49% degli aventi diritto, in calo rispetto al 55% di quattro anni fa. Il PVV festeggia però la vittoria a Rotterdam, dove diventa il primo partito con oltre il 16%.

    @StefanoSavella

     

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