Giorni decisivi in Andalusia, venerdì il voto finale su Susana Diaz

    Mag 5th, 2015
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    Tutte le possibili opzioni per l’investitura di Susana Diaz (fonte: www.eldiario.es)

    Un mese e mezzo dopo le elezioni in Andalusia, arriva finalmente nel Parlamento regionale la questione della re-investitura della presidente uscente, la socialista Susana Diaz. Il ritardo è stato dovuto al protrarsi delle consultazioni tra Diaz, incaricata dal nuovo presidente dell’assemblea di formare una maggioranza, e gli altri partiti: il partito socialista, pur avendo vinto le elezioni del 22 marzo, non ha infatti la maggioranza assoluta dei seggi, avendone conquistati soltanto 47 su 109. Il resto dell’arco parlamentare è occupato dal partito popolare (33 seggi), da Podemos (15 seggi), da Ciudadanos (9 seggi) e da Sinistra Unita (5 seggi).

    Ieri Diaz ha esposto in aula il suo discorso programmatico, ma le trattative sono ancora in corso, pur avendo ottenuto una accelerazione negli ultimissimi giorni. Lo statuto regionale, infatti, prevede una doppia votazione per ratificare l’investitura della presidente incaricata. Nella prima votazione, Diaz ha mancato la soglia della maggioranza assoluta dei voti: 47 i favorevoli (l’intero gruppo socialista), 62 i contrari (cioè tutti gli altri parlamentari). Per poter avviare un governo di minoranza composto da soli esponenti del partito socialista, è ora necessaria nella seconda votazione (che dovrebbe tenersi venerdì mattina) la maggioranza semplice dei voti favorevoli all’investitura. Per poterla ottenere, dovrà esserci un certo numero di astensioni negli altri partiti, in modo che i voti contrari alla candidata socialista non superino quelli favorevoli.

    Negli ultimi giorni, Diaz ha compiuto importanti passi avanti nel dialogo con Ciudadanos, la nuova formazione di centro guidata da Albert Rivera, in grande ascesa nei sondaggi anche a livello nazionale. Tra i due partiti si è infatti raggiunto un accordo un un “patto anti-corruzione”, uno dei punti principali del programma elettorale di Ciudadanos. La loro astensione, tuttavia, non sarà da sola sufficiente se popolari, Podemos e sinistra radicale voteranno uniti contro Diaz. Per questo motivo, la candidata socialista sta lavorando in particolare su due fronti. Il primo è quello di un’intesa piena con Ciudadanos, che possa portarli a votare sì alla seconda votazione sulla sua investitura: in tal caso, sarà ininfluente l’orientamento degli altri partiti. Il secondo è quello di garantirsi l’astensione di Podemos: i seggi di Izquierda Unida non modificherebbero i rapporti di forza, e in ogni caso il partito della sinistra radicale ha già annunciato il proprio voto contrario. Anche il dialogo con Podemos ha fatto qualche passo avanti negli ultimi giorni, ma è fermo un po’ più indietro rispetto a Ciudadanos. Del resto, il partito di Pablo Iglesias soffre un momento di crisi, seguito alle dimissioni di Juan Carlos Monedero, uno dei suoi principali esponenti, dalla direzione nazionale. Nessun margine, invece, appare esserci al momento per un soccorso dei popolari (peraltro la Spagna è in piena campagna elettorale per le amministrative).

    Di fronte allo stallo nelle trattative che coinvolge la formazione della sua maggioranza, Susana Diaz è stata la prima a ipotizzare una riforma elettorale con un ballottaggio tra i due partiti più votati al primo turno. La proposta, proprio nel giorno in cui in Italia ha avuto il via libera la nuova legge elettorale, viene guardata con attenzione anche dal partito popolare, mentre incontra l’opposizione degli altri partiti, che la considerano un’ultima, disperata difesa del bipartitismo.

    @StefanoSavella

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