Elezioni europee, le previsioni di voto nel Sud

    Apr 26th, 2014
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    Abbiamo visto nei giorni scorsi le previsioni di distribuzione dei seggi – secondo l’attuale media dei sondaggi – nelle circoscrizioni del Nord-Ovest, del Nord-Est e del Centro Italia. In tutte queste circoscrizioni si verificherà la riduzione un europarlamentare rispetto alle elezioni del 2009, in seguito ai dati sulla popolazione forniti dal censimento 2011. Diverso è il discorso per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria), che eleggerà due eurodeputati in più rispetto a cinque anni fa: da 15 a 17. Un incremento che potrebbe aiutare alcune regioni sottorappresentate, e che certamente porterà a un maggiore rinnovamento del gruppo degli eurodeputati meridionali.

    Cinque anni fa il Partito democratico elesse al Sud 4 europarlamentari e ottenne una percentuale di tre punti e mezzo inferiore a quella nazionale. Se, come sembra, questa differenza dovesse realizzarsi anche in questa tornata, il PD scenderebbe quasi certamente sotto il 30%, ma proprio grazie all’aumento dei seggi per l’intera circoscrizione potrebbe riuscire a eleggere sei eurodeputati. Cinque anni fa il napoletano Andrea Cozzolino fu il più suffragato con 138.700 preferenze, appena 1.500 in più di Gianni Pittella. Sono entrambi ricandidati e con ottime possibilità di rielezione: nel caso del vicepresidente del Parlamento europeo, lucano, si tratterebbe del quarto mandato consecutivo (ha avuto, per questo, bisogno di una deroga votata dalla Direzione nazionale del partito). Va segnalato che Pittella si è candidato per la prima volta già nel 1994, con la lista del PSI-Alleanza Democratica, raccogliendo 27.200 preferenze ed essendo il primo dei non eletti. L’ingresso a Strasburgo avvenne nel 1999, quando raccolse 66.900 preferenze con il PDS (alle spalle di Giorgio Napolitano). Nel 2004 salì, con la lista dell’Ulivo, a 132.700 voti, pressoché confermati cinque anni fa (137.100). Capolista è Pina Picierno, alle prese con la prima competizione elettorale con le preferenze fatta eccezione per le parlamentarie del PD del 2012, quando raccolse 4.505 voti nella provincia di Caserta. Davanti a lei in quell’occasione arrivò il consigliere regionale Nicola Caputo (5.453), che non fu però poi inserito in lista alle elezioni politiche a causa di un’accusa di peculato, successivamente chiarita. Caputo è oggi candidato alle europee e potrebbe dire la sua in tandem con la capolista. Sempre dalla Campania, però, si profila un’altra accoppiata forte, quella tra il deputato dalemiano Massimo Paolucci e la consigliera regionale Anna Petrone. In Puglia, sfumata la candidatura di Michele Emiliano, farà incetta di voti l’assessora regionale alla Salute Elena Gentile, già candidata cinque anni fa (ottenne 41.500 voti ma non fu eletta), che non avrà forti competitor nella sua regione. Per la Calabria, sarà ricandidato l’uscente Mario Pirillo (111.000 voti nel 2009). Sempre dalla Calabria arriva un altro uscente, Pino Arlacchi, che nel 2009 fu eletto con l’Italia dei valori (ottenendo 20.400 preferenze).

    Il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2013 ha preso nelle regioni del Sud una percentuale di voti inferiore rispetto alla media nazionale. Il distacco con il PD dovrebbe comunque essere contenuto, tanto da consentirgli di ottenere cinque seggi a Strasburgo. Tra i favoriti ci sono Luigia Embrice e Rosa D’Amato, le più votate al primo turno delle europarlamentarie in Campania (208) e Puglia (332), ma un ottimo risultato, sempre al primo turno, l’ha ottenuto anche il candidato della Basilicata, Piernicola Pedicini (317), che era stato candidato alla presidenza della Regione nel 2013 prima che intervenisse direttamente Grillo a indicare un nuovo candidato. Al secondo turno le più votate sono state Isabella Adinolfi di Salerno (1.759), Daniela Aiuto di Vasto (1.257) e Melania Pomante, abruzzese ma che vive e lavora in Svezia (1.237).

    Il Sud è tradizionalmente una roccaforte per i partiti berlusconiani. Stando ai risultati ottenuti dal PDL nel 2009, qui Forza Italia dovrebbe superare quota 20% e ottenere cinque eurodeputati. Capolista e certamente eletto sarà il deputato Raffaele Fitto, che punta anche a un grosso successo personale in termini di preferenze: nel 1999, a soli 30 anni, Fitto fu già eletto a Strasburgo ottenendo ben 128.600 voti. Al contrario di quanto avvenuto nell’Italia centrale, al Sud gli europarlamentari uscenti del PDL sono rimasti quasi tutti in Forza Italia (tranne Erminia Mazzoni, comunque non ricandidata nel Nuovo Centrodestra cui ha aderito). A contendersi la riconferma a Strasburgo ci saranno quindi i pugliesi Barbara Matera (130.600 preferenze nel 2009), Raffaele Baldassarre (104.500) e Sergio Silvestris (103.000), i campani Clemente Mastella (113.000) e Crescenzio Rivellini (108.700) e il molisano Aldo Patriciello (114.100). Tra di loro potrebbe però inserirsi anche un altro nome di peso, quello di Fulvio Martusciello, ben 31.800 voti di preferenza alle elezioni regionali del 2010 in Campania.

    Per l’unico seggio che dovrebbe spettare al Sud al Nuovo Centrodestra-UDC (che però in questa circoscrizione dovrebbe raccogliere il risultato migliore in Italia), in lizza ci sono tanti esperti di preferenze pronti a sostituire l’uscente e non ricandidato Ciriaco De Mita: il segretario del partito di Casini, Lorenzo Cesa (già eletto a Strasburgo nel 2004 con 104.200 preferenze), il sottosegretario al Lavoro, pugliese, Massimo Cassano (18.500 preferenze nella sola provincia di Bari alle elezioni regionali del 2010), il campano Giuseppe Gargani (80.000 voti raccolti cinque anni fa nel PDL), il calabrese Gino Trematerra (che ne ottenne 55.300 con l’UDC). Ma su tutti si attende il risultato del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, nonostante la recente condanna a sei anni per abuso d’ufficio e falso e la sospensione dalla sua carica per effetto della legge Severino.

    @StefanoSavella

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