L’estrema destra euroscettica forma un nuovo gruppo a Strasburgo

Giu 16th, 2015
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L'eurodeputata Janice Atkinson

L’eurodeputata Janice Atkinson

Dopo un anno di attesa, Marine Le Pen capitalizza la vittoria alle elezioni europee del 2014 e riesce a formare un proprio gruppo all’interno del Parlamento europeo: un’operazione che consentirà di avere più tempo di parola e soprattutto fondi che Strasburgo assegna ai singoli gruppi politici (circa 25 milioni di euro per i prossimi quattro anni). Nessuna speranza, invece, di ottenere incarichi di rilievo all’interno delle commissioni parlamentari, se proseguirà, com’è prevedibile, anche con questo gruppo la chiusura da parte dei gruppi di maggioranza nei confronti degli euroscettici.

Lo scorso anno, il tentativo dell’estrema destra (che oltre al Front National francese comprende il Partito della libertà olandese di Geert Wilders, la Lega Nord, il Vlaams Belang fiammingo e il Partito della libertà austriaco) di creare un proprio gruppo andò a infrangersi di fronte alla concorrenza con Nigel Farage, che riuscì invece nel suo intento, sottraendo a Le Pen i rappresentanti svedesi e lituani: per formare un gruppo è infatti necessario raccogliere non meno di 25 eurodeputati di almeno sette paesi diversi. La ricerca di parlamentari europei dei due paesi mancanti si è rivelata però in discesa negli ultimi tempi, in seguito alle defezioni sempre più numerose all’interno degli altri partiti.

È così che approda al nuovo gruppo Europa delle nazioni e della libertà (ENF) la britannica Janice Atkinson, espulsa dall’Ukip in seguito a una questione di rimborsi elettorali gonfiati. A rappresentare il settimo paese necessario sono invece i due eurodeputati polacchi Michal MaruzikStanislaw Zoltek, eletti con il Congresso della nuova destra (KNP), un partito ormai scomparso a livello nazionale dopo la fuoriuscita del suo leader carismatico (nonché controverso per le sue posizioni razziste e misogine) Janusz Korwin Mikke, che ha fondato un proprio partito personale. La diaspora del KNP ha messo in libera uscita i suoi rappresentanti a Strasburgo, che hanno evidentemente compreso di poter essere preziosi dopo l’esempio del collega di partito Robert Iwaszkiewicz, che nell’ottobre scorso con la sua adesione ha salvato dalla scomparsa il gruppo EFDD di Farage e del Movimento 5 Stelle.

A partire dalla prossima seduta plenaria andrà valutato il comportamento di questo nuovo gruppo, anche se è probabile che sui singoli provvedimenti venga data ampia libertà di voto: sulle relazioni con la Russia, ad esempio, considerando che i polacchi si trovano su posizioni anti-Putin opposte a quelle di Le Pen e Salvini. E non è escluso che la formazione dell’ENF possa in seguito attirare nella propria orbita altri deputati di orientamento euroscettico (i maggiori indiziati sono Krisztina Morvai dello Jobbik ungherese e gli esponenti di Alternativa per la Germania più vicini al movimento islamofobo Pegida). Il gruppo, in ogni caso, potrà usufruire della presenza al suo interno di ben tre leader in grande ascesa nei rispettivi paesi: oltre a Le Pen e Salvini, siederà a Strasburgo a partire dalle prossime settimane anche l’olandese Wilders, che subentrerà al connazionale Hans Jansen, scomparso improvvisamente il 5 maggio scorso. Resta invece fuori, per il momento, il fondatore del Front National, Jean-Marie Le Pen, in rotta di collisione con sua figlia Marine.

@StefanoSavella

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