Romania, sostegno bipartisan per il nuovo governo tecnico

    Nov 17th, 2015
    1240 Views

    big-guvernul-ciolos-a-fost-validat-de-parlament

    Sostenuto da una larga maggioranza parlamentare, si è ufficialmente insediato in Romania il nuovo governo guidato da Dacian Cioloș. L’Europa torna quindi ad avere un governo tecnico, dopo le esperienze italiana e greca degli anni scorsi, ma in questo caso senza l’intervento diretto di Bruxelles. È stato infatti il comune intento delle manifestazioni di protesta e del presidente della Repubblica Klaus Iohannis, oltre a quello dell’opposizione parlamentare, a provocare le dimissioni del governo di centro-sinistra del premier socialdemocratico Victor Ponta. L’esecutivo Cioloș punta a durare fino alla conclusione naturale della legislatura, nel dicembre del prossimo anno, con un programma rivolto soprattutto alla lotta alla corruzione.

    Il voto di fiducia di Camera e Senato in seduta congiunta non ha riservato sorprese: oltre al principale partito di opposizione, il Partito nazionale liberale (PNL) di centro-destra, tra i 389 voti favorevoli (la maggioranza richiesta era di 274) ci sono stati anche quelli del Partito socialdemocratico (PSD). Nessun «assegno in bianco», ha però affermato il nuovo leader del PSD Liviu Dragnea, secondo il quale il governo dovrà limitarsi a traghettare il paese alle elezioni del prossimo anno. Garantito il sostegno a Cioloș anche da parte dei due piccoli partiti UNPR (di centro-sinistra) e UDMR (della minoranza etnica ungherese). Sono stati invece 115 i voti contrari, tra cui quelli dell’ALDE, il partito centrista alleato di governo dei socialdemocratici: il suo leader Călin Popescu-Tăriceanu (che è anche presidente del Senato) ha lamentato l’incostituzionalità e l’assenza di rappresentanza democratica del governo tecnico.

    Il governo presentato da Ciolos (ex commissario europeo all’Agricoltura) è di alto profilo, anche se non sono mancate le prime grane. Tra i 21 membri, un posto di rilievo spetta a Vasile Dîncu, vicepremier con delega allo Sviluppo regionale e alla Pubblica amministrazione. Dîncu rappresenta infatti ufficialmente il Partito socialdemocratico, di cui è stato ministro ed eurodeputato nel decennio scorso. La delicata carica di ministro delle Finanze è stata invece affidata a Anca Paliu Dragu, un’economista 42enne che ha lavorato per undici anni al Fondo Monetario Internazionale prima di passare, nel 2013, alla Commissione europea. Un tecnico arriva anche al ministero della Pubblica Istruzione: è Adrian Curaj, docente al Politecnico di Bucarest e già presidente dell’Autorità Nazionale per la Ricerca Scientifica.

    Provenienza in parte francese, come per il nuovo premier (che in Francia ha vissuto a lungo) è anche quella dell’altro vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Commercio, Costin Grigore Borc, che ha lavorato per quindici anni nel gruppo Lafarge, leader mondiale nella produzione di cemento e di materiali per l’edilizia, con molti interessi in Romania. Al ministero degli Esteri torna invece Lazăr Comănescu, diplomatico di lungo corso e già ministro dall’aprile al dicembre 2008. Negli ultimi anni Comănescu è stato consigliere del presidente della Repubblica per la politica estera, e da questa posizione si è recentemente dichiarato apertamente contrario sia alla costruzione di un muro, da parte dell’Ungheria, ai suoi confini, sia alla proposta di sanzioni verso quei paesi che non avessero accettato la redistribuzione dei rifugiati prevista dalla Commissione europea. Alla guida del ministero dell’Interno va invece il capo della polizia Petre Tobă.

    Il premier Cioloș ha dovuto però anche ritirare dopo poche ore le deleghe a due suoi ministri. Cristina Guseth era infatti stata indicata quale nuovo ministro della Giustizia, dopo essere stata per 17 anni a capo della sezione rumena di Freedom House, l’organizzazione internazionale che opera nella lotta alla corruzione e per i diritti umani: la nomina è stata tuttavia ritirata quando è emerso che Guseth non è in possesso di una laurea di Giurisprudenza. Al suo posto ha giurato un’altra donna, Raluca Prună, già presidente di Transparency International in Romania. Ben diverso lo scandalo che ha colpito il medico 28enne Andreu Baciu: dopo la sua nomina a ministro della Salute, sono state pubblicate in rete numerose sue fotografie scattate quando lavorava da modello, per pagarsi gli studi in Medicina, nelle quali indossava soltanto un paio di boxer.

    @StefanoSavella

    Comments are closed.