Europee 2019, in Francia e Germania donne protagoniste

    Dic 10th, 2018
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    Katarina Barley

    Katarina Barley

    Per le elezioni europee 2019, diversi partiti hanno già scelto i loro capilista. In Francia e Germania si punta su candidature femminili.

    In Germania

    Annegret Kramp-Karrenbauer ha appena preso il posto di Angela Merkel alla guida della CDU. Un’altra donna è leader dell’SPD, Andrea Nahles. E sempre i socialdemocratici puntano su un’altra donna per rilanciarsi alle prossime elezioni europee. Una conferenza del partito, sabato scorso, ha infatti eletto Katarina Barley capolista dell’SPD alle prossime europee. Sarà invece solo al secondo posto il capogruppo uscente dei socialisti europei, Udo Bullmann.

    Barley, anglo-tedesca (il padre è stato un giornalista britannico di Deutsche Welle), ha 50 anni, è di Colonia ed è attualmente ministra della Giustizia del governo Merkel. Ma è stata in precedenza, per alcuni mesi, anche ministra della Famiglia e poi del Lavoro, carica ricoperta da Nahles nell’esecutivo prima della sua elezione a leader dell’SPD. E’ in politica soltanto dal 2013: prima di allora, è stata consulente giuridica per vari enti pubblici. La sua sarà però una sfida quasi impossibile: riportare l’SPD, attestato al 14-15% negli ultimi sondaggi, a una percentuale più vicina a quella conquistata nel 2014, cioè il 27,4%.

    Anche alla guida dei Verdi tedeschi ci sarà una donna. Ska Keller sarà infatti anche per il 2019, come cinque anni fa, la candidata dei Verdi europei alla guida della Commissione (insieme all’olandese Bas Eickhout).

    In Francia

    Dopo aver giudicato “assurda” la sua candidatura alle elezioni europee come capolista del Partito Socialista, Ségolène Royal ha dichiarato che prenderà una decisione definitiva a gennaio. Ma a una condizione: e cioè che le venga proposta la guida di un ampio “rassemblement”, di un’alleanza tra varie sigle della sinistra. E non soltanto del Partito socialista.

    Ma non sarà facile. Pochi giorni fa, anche Benoit Hamon, ex candidato socialista alle presidenziali del 2017 e ora leader di Géneration.s, ha annunciato di voler correre alle europee alla guida di una “alleanza dei cittadini”, pur continuando a lavorare per l'”unità della sinistra”. Un campo già affollato, in cui ha fatto di recente la sua comparsa un altro partito, Place Publique, fondato dallo scrittore Raphaël Glucksmann.

    Senza dimenticare quello che è attualmente il principale partito di sinistra, La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Che proprio nello scorso weekend ha ufficializzato i propri candidati alle europee del 2019. E anche in questo caso in prima fila ci sono le donne. Su tutte, Manon Aubry, 29 anni, portavoce della ong Oxfam France e da anni impegnata contro l’evasione fiscale e le disuguaglianze, che sarà la capolista. E poi, in terza posizione (le liste, come in Germania, sono bloccate), Leila Chaibi, 36 anni, militante di un movimento per il diritto alla casa.

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