La Svezia verso nuove elezioni?

    Dic 14th, 2018
    129 Views
    L'aula del Riksdag

    Il Riksdag, il parlamento svedese, ha bocciato l’incarico al leader socialdemocratico Stefan Löfven. Si va verso nuove elezioni?

    Il voto

    Era nell’aria già da diversi giorni, e la convinzione si era rafforzata mercoledì, dopo il voto sulla legge di bilancio, approvata con i voti del centro-destra e della destra euroscettica dei Democratici Svedesi. Il premier incaricato (nonché in carica, facente funzioni) Stefan Löfven non ha ottenuto la fiducia del parlamento. Soltanto 116 i voti a favore, quelli del partito socialdemocratico e dei verdi.

    Ben 200 quelli contrari. Tra questi ultimi, erano scontati i No dei Moderati, dei Cristiano-democratici e dei Democratici Svedesi. Ad essi si sono aggiunti quelli degli altri due partiti di centro-destra, i Centristi e i Liberali, con i quali Löfven aveva aperto un dialogo, sfociato poi in un nulla di fatto.

    Si è invece astenuto il partito della sinistra radicale, nell’attesa di arrivare a un accordo pieno con gli altri partiti di centro-sinistra. Ma ormai appare evidente che non ci sarà nessuna possibilità di questo tipo, almeno finché i numeri in Parlamento resteranno questi.

    Lo scenario

    La Svezia torna in sostanza al punto di partenza, esattamente come si trovava oltre tre mesi fa, dopo le elezioni del 9 settembre. Il presidente del parlamento Andreas Norlén ha già visto naufragare due tentativi di formare una maggioranza; il primo da parte del leader dei Moderati, Ulf Kristersson, il secondo, oggi, del leader dei socialdemocratici, Löfven. Ora gli restano altri due tentativi, prima di essere costretto a convocare nuove elezioni. Nei prossimi giorni Norlén condurrà nuovi incontri informali con i leader dei partiti, ma il quadro sembra destinato a rimanere bloccato. E la prospettiva di nuove elezioni (che dovrebbero tenersi entro tre mesi dall’ultimo tentativo bocciato in parlamento) si fa sempre più concreta.

    Le opzioni sul tavolo, del resto, restano pochissime. La prima è quella di un ripensamento da parte della leader del Partito di centro, Annie Lööf, che finora ha sempre rifiutato di far parte di una maggioranza di centro-destra sostenuta, seppur dall’esterno, anche dalla destra dei Democratici Svedesi. La seconda, ancor più improbabile, è di seguire la strada indicata dal leader dei Liberali, Jan Björklund: una grande coalizione che tenga dentro tutti ad eccezione dei due partiti più estremi, vale a dire i Democratici Svedesi e la sinistra radicale. La terza è l’incarico a un tecnico o a un esponente dei partiti non presente in parlamento: uno scenario inedito per la Svezia e su cui è impossibile fare previsioni.

    Né si possono ancora avanzare previsioni su quanto possa modificarsi il voto popolare in una seconda tornata elettorale così ravvicinata. L’ipotesi al momento più probabile è che Verdi e Liberali possano uscire dal parlamento (nei sondaggi sono entrambi pochi decimali sopra lo sbarramento del 4%). Nella distribuzione dei seggi verrebbero così premiati i partiti più grandi, aumentando le probabilità di un accordo di governo tra Moderati e Democratici Svedesi.

    Comments are closed.